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Approfondimenti

50 anni dopo la occupazione

By Monika Momon
21 Agosto 2018 2 Min Read
0

Lo so. Si parla sempre di Calabria.

Per una volta lasciatemi urlare:

No! Non siamo nè  Ucraina, nè  Romania, nemmeno la Russia.

Siamo la REPUBBLICA CECA! !!! A quei tempi Cecoslovacchia.
PACIFISTI NEL ANIMA!

Tanto è che la gente andava da soldati a convincerli che si sono sicuramente sbagliati.

Ma quelli non sapevano nemmeno in quale paese si trovano. Allora gente per confonderli ancora di più, cambiava i segnali stradali.

Siamo noi.  Mi riconosco. Pacifisti nel anima e ironia da vendere.


“la Boemia era la settima potenza economica mondiale ma con l’occupazione nazista di una parte del territorio boemo si sono sovvenzionati la guerra che avrebbero messo in campo poco tempo dopo … poi dopo la finta liberazione russa sono arrivati altri dolori.”

(Antonio Sabaudo)


(Tutti ci vogliono. …tutti ci amano. ..ma siamo così piccoli che gran parte del popolo italiano non sa nemmeno: CHE COS’È STA REPUBBLICA CECA 😊😊😊😊😁😁😁)

( Ovviamente discorso cambia se dici: “Praga “🤔🤔🤔. Chi sa perché? 😃😃😎😎😎)


Sono passati 50 anni, quando in un giorno come tutti altri, mentre la gente stava andando al lavoro – me la racontata mia madre- guarda dalla finestra e cosa vede?

” CARRARMATI ”

Accende la radio e sente: “State tranquilli.  Non è niente.”😎😎😎 (Forse non esattamente così). Tutto posto. Vero? Normale……

Per evitare i scontri, stanchi dalla occupazione tedesca, anche se purtroppo ci sono stati le vittime – 80 mi pare –  abbiamo cercato – sempre pacificamente – di spiegare a gli nostri “salvatori dalla seconda guerra mondiale” che NON C’È  NE BISOGNO!

Ma la grande RUS! Aveva altri piani per noi. Popolo minuscolo che voleva socialismo! !!!

Socialismo! !!! Che parola brutta! Che orrore!!!

Niente da fare: ” Da oggi e  poi, voi dovete fare  quello che diciamo NOI!  La GRANDE  RUS!

QUINDI!  Mentre voi vi abbuffavate  del nuovo cioccolatino – Pocketcoffe (ho letto che l’hanno inventato proprio nel 1968), noi non abbiamo capito una m……..mazza.😉


Allora con permesso, il nostro eroi nazionale.

Karel Kryl 

Versione italiana di Stanislava
FRATELLINO, CHIUDI LA PORTA

Fratellino, niente singhiozzi!
Quelli là non sono mostri.
Ormai sei grande…
Sono soltanto soldati.
Sono arrivati in dei caravan di ferro
a forma di cubo.

Con una lacrima sulla palpebra
ci guardiamo a vicenda.
Sii con me, fratellino,
mi preoccupo per te.
Sui sentieri tortuosi,
fratellino con le scarpe basse…

Sta piovendo e fuori si è fatto buio.
Questa notte non sarà breve.
Al lupo è venuta la voglia di un agnello.
Fratellino, hai chiuso la porta?

Fratellino, niente singhiozzi,
non sprecare le lacrime.
Manda giù le offese
e risparmia le forze.
Non mi devi dare la colpa
se non arriveremo.

Impara la canzone,
non è così difficile.
Appoggiati, fratellino,
il sentiero è distrutto.
Sarà tutto un inciampare,
ma indietro non possiamo più tornare.

Sta piovendo e fuori si è fatto buio.
Questa notte non sarà breve.
Al lupo è venuta la voglia di un agnello.
Fratellino, chiudi la porta!
Chiudi la porta!

 

Letto: 2
Monika Momon

Mi presento?
Sono una Madre. Ma non ho figli.
Sono una che sceglie sempre la via più tortuosa. E non so perché.
Sono una che ha imparato ad amare!
( ma che fatica😎)
E sono una che è convinta che :
"La rovina dei figli, sono i loro genitori."

  • Monika Momon
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Tags:

1968CecoslovacchiaKarel KrylOccupazionePacifistaPocketcoffePraga
Author

Monika Momon

Mi presento? Sono una Madre. Ma non ho figli. Sono una che sceglie sempre la via più tortuosa. E non so perché. Sono una che ha imparato ad amare! ( ma che fatica😎) E sono una che è convinta che : "La rovina dei figli, sono i loro genitori."

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