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Malinconia che tiranneggi
le mie notti insonni
il tempo passa come un uragano
i sogni un cumolo di macerie
i castelli espugnati e bruciati
le case chiuse e abbandonate
e mentre incubo
un universo che si espande
attraverso buchi neri e stelle nascenti
mi invortico solitario
nell’oscuro spazio interstellare
tra pianeti e alieni
oscuri presagi
senza più fantasia

Di Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

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