Ti consiglio un libro: Festa Mobile.

Ernest Miller Hemingway è stato uno scrittore e giornalista statunitense. Autore di famosi romanzi e racconti brevi, ricevette, nel 1953, il Premio Pulitzer per “Il vecchio e il mare”. Nel 1954, vinse il Premio Nobel per la letteratura.

Festa Mobile” è un libro pubblicato postumo nel 1964. Nella prima edizione l’editing venne realizzato dalla quarta moglie di Hemingway, Mary Walsh.
Nell’edizione successiva a quella del 1964, e da me letta (Mondadori editore), l’editing venne effettuato dal nipote dell’autore Sean Hemingway, il quale curò una restaurazione filologica del testo reintegrando non solo i titoli che erano stati scartati ma anche ripristinando l’indice originale.
Festa Mobile”, romanzo incompiuto, custodisce i ricordi parigini degli anni ’20 di Hemingway. A quel tempo l’autore muoveva i suoi primi passi nell’ambiente letterario e artistico grazie all’incontro e all’amicizia di Gertrude Stein e Ezra Pound. Nei racconti oltre ad essere citati e, a volte, descritti autori americani espatriati in Europa come Ford, Crowley, Joyce, Belloc e Fitzgerald, vengono narrate scene di quotidiana felicità trascorse con la prima moglie Hadley.
Festa Mobile” è sicuramente tra i romanzi meno conosciuti di Hemingway e benché possa essere considerato una sorta di diario, il soggetto principale non è l’io narrante, quindi l’autore, ma Parigi. In questa città Hemingway imparerà e comprenderà l’arte della scrittura. Il legame che tesse con il luogo è qualcosa di magico, unico, e ciò lo si può avvertire durante tutta la lettura. I racconti, con un apparente filo cronologico, percorreranno la carriere dello scrittore che da piccolo e anonimo diverrà famoso e conosciuto tutto il mondo.

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La narrazione è fluida e travolgente, continuamente sospesa tra nostalgia, commozione e ironia. Le passeggiate tra i boulevard, i caffè ai bistrò, la libreria “Shakespeare & Company” vengono descritti così bene e con così tanto affetto, che si ha l’impressione di esser stati veramente in quei posti. Questi luoghi, così ben delineati, son stati una componente fondamentale per la sua formazione: sia letteraria che umana. L’immagine di Hemingway che vien fuori da queste righe è sorprendente. Un uomo umile che non si da mai per vinto, sicuro della sua strada e della sua vocazione.
Quello che mi ha particolarmente colpita è l’inclinazione di quest’uomo a trasformare un momento difficile in uno produttivo: non si hanno soldi per il pranzo? Bene, si va a vedere i quadri perché da affamati si percepisce e si capisce di più.
La lettura di “Festa Mobile” mi ha entusiasmata molto. In primo luogo perché mi ha svelato e fatto apprezzare al meglio Hemingway, svegliando ancora di più in me la curiosità per i suoi scritti. In secondo luogo perché il caso ha voluto che qualche capitolo fosse dedicato a Francis Scott Fitzgerald ed, essendo stata la lettura precedente “Il Grande Gatsby”, è stata una bellissima sorpresa leggere quelle parole perché svela dei retroscena che non mi sarei mai aspettata e che lascio così, avvolti da un alone di mistero, in modo tale che se mai doveste ritrovarvi a leggere questo libro ritroviate la sorpresa che ho avuto io.

Tu mi appartieni e tutta Parigi mi appartiene e io appartengo a questo quaderno e a questa matita.

t.

Teresa Borgia

Per paura e timidezza verso me stessa evito ogni forma di descrizione: interiore ed esteriore. Scrivo in gran segreto per mettere in ordine pensieri e sentimenti confusi e per riprendermi da notti insonni.

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