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“Ti sei mai accorto di un sogno che si realizza?” mi domando questa sera con un ennesimo respiro che sa di gioia e stanchezza miscelati a dovere. Non te ne accorgi mai a meno che non ti fermi, anche per un solo attimo, quell’attimo che basta a realizzare cosa e chi hai intorno. Ed ecco… un altro te, dolce ma più forte, qualcuno che ti conosce e ti ha conosciuto a fondo, anche nelle incoerenze più grandi.

Qualcuno che sa come tenerti la mano e come sorridere in alto al cielo. E poi un’amica che ha tutta la ragione del mondo nel dirmi… che siamo stati veramente fortunati a nascere “qui”. Un’altra mi ricorda – davanti a quell’eterno mare che ormai ha smesso d’ascoltarti perché sei tu che inizi ad ascoltare lui – “di cos’altro abbiamo bisogno?”. Qualcuno urla per dirmi che mi vuol bene, qualcun altro vuol avere almeno dieci conferme prima che io risponda “non ho fame, no”, per quanto possa esser strano che io non abbia fame. Qualcuno lavora e qualcuno no. Qualcuno ti ascolta, ti parla e ti guida. Nel silenzio di una rumorosissima notte nella mia anima, che precede un giorno di battaglia, un giornale giallino mi fissa imperterrito. Vorrebbe che lo sfogliassi con un po’ più d’attenzione…

Di Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, trent'anni fa. "Vivendo per capire perché vivo, scrivo anche per capire perché scrivo: e vivo per capire perché scrivo, e scrivo per capire perché vivo:" [E. Sanguineti]

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