L’intellegibile stanchezza di me stesso ~

Stasera pensavo che la vita raggiunge il picco dell’antipatia e della cattiveria quando ti fa sentire l’odore della stanchezza nelle cose che più ami. È una stanchezza intellegibile, quella, non comunicabile a gesti o ad espressioni. Ma poi mi sono ricordato che la vita stessa è un’espressione il cui colore o sapore è dato da noi stessi.

Dunque eccovi il mio me stesso: un bislacco miscuglio di ipocondria e finta modestia, una fragile allitterazione in un verso libero ma che vorrebbe essere sciolto. Mi piace pensare di poter vivere d’assoluti, almeno fin quando non termina la playlist del giorno; mi piace pensare cosa e non cosa potrebbe piacermi, ciò che potrebbe provocare in me un’accensione quasi mistica dietro sguardi, parole e visioni. La non-espressione di un’amica è comunque poco, come il poco che so e le mie prose intermittenti tra un’immagazzinare bellezza e un porsi interrogativi di sorta.
Gli stessi mondi da me creati corrispondono ad ogni singolo nervo del mio collo e delle mie braccia; faccio parte di una folta schiera che crede di non arrivare più in là dei tre puntini di sospensione. La post-coital tristesse del mio sistema nervoso sa di non avere speranze contro la forza attrattiva di un plenilunio e il mio sangue è comunque felice di potersi gelare pur nella canicola estiva che va tanto di moda oggi.
È molto quel di cui poco mi frega e questo non l’ho imparato tramite nessuno. Ho solo imparato l’arte delle interrogazioni e del come dare un becero sistema di catalogazione a qualsiasi cosa. La curiosità rimane l’unica certezza nella mia insalubre crescita a metà; essa resta il miglior metodo di classificazione del genere umano.
E per questo l’unica mia più grande paura è quella di non riuscirla a trattenere dietro il mio sterno per sempre.

Domenico D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, ventisei anni fa a Lamezia Terme. Studio ciò che mi appassiona, Beni Culturali, Arte e Archeologia e, citando Calvino: "Scrivo perché sono insoddisfatto di quel che ho già scritto e vorrei in qualche modo correggerlo, completarlo, proporre un’alternativa".

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