“La storia di un paese nel tempo rotto” di Ayman Albwab

La storia di un paese nel tempo rotto

di Ayman Albwab,

traduzione in italiano a cura di Naima Fadil

(Poesia scritta e letta in occasione della Festa del Rifugiato, Sprar Due Soli Lamezia Terme, 30 giugno 2018 )

In foto Ayman Albwab all’opera con il murales a cura di Simona Ponzù Donato

Passano gli anni,  oh Patria,  e noi siamo ancora immigrati negli altri Paesi del mondo

Oggi non sono né di qua né di là.

La tristezza è dappertutto,  (senso di spaesamento) e ci conduce fuori dal tempo,

Ovunque c’è tristezza c’è sofferenza, Oppressione senza luogo.

È tramontato il sole della Giustizia

Sono arrivati da tutte le parti e hanno colonizzato il mio paese.

Le loro bandiere falsificate

Hanno cambiato il nome delle vie,  distrutto le scuole,  gli ospedali.

È diventato tutto macerie,  sterminio e spopolazione ovunque.

Però non possono cancellare tutto.

Rimarrà l’eco dei nostri passi sui marciapiedi,

Rimarranno le voci dei nostri bambini tra i banchi di scuola,

Rimarrà la scritta sul muro di un bambino prima di andare via: ritorneremo.

Rimarranno le grida delle nostre mamme sospese tra Terra e Cielo.

Pure se passa troppo tempo vincerà la Giustizia.

Risorgerà il sole della Libertà.

 

Fiorirà di nuovo il gelsomino

E comparirà l’arcobaleno nel cielo.

 

Dopo la morte ci sarà la Rinascita.

E ritornerai a splendere.

Rinascerai di nuovo,  oh Patria!

Non potrai più essere svenduta.

Ti difenderemo con il nostro sangue,

In modo che tu possa rimanere sempre in piedi e bella.

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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