Bittersweet symphony

Bisogna scrivere quando si hanno le parole giuste, e dopo qualche mese di estremo silenzio penso di aver trovato finalmente una strada da percorrere,fatta di parole nuove..

da quando ho memoria io sono sempre stata quella ragazza silenziosa in disparte che guardava un punto fisso ed ascoltava, non parlava quasi mai, magari accennava due frasi soltanto per dare un parere in conclusione..

E in tutto questo tempo ho sentito una marea di storie, lamenti, preghiere, suppliche. Ho visto con gli occhi di una giovane intraprendente lo scorrere della vita altrui, i successi, i fallimenti, le dimenticanze, gli errori..

Oggi dopo tanti sforzi sono uscita e lungo la mia strada ho incontrato questo albero dalle foglie rosse, alcune sane, altre appassite, un po’ secche. Molte di esse erano invece sparse sul terreno. La luce del sole passava dritta illuminandomi il volto, così soltanto mettendomi in silenzio, quasi in stato di contemplazione, ho notato ogni singola sfumatura arancione,verdastra e gialla. La concentrazione è la chiave di tutto.

Mi sono tornati in mente alcuni momenti di questi ultimi mesi, e ho potuto osservarne sfumature a tratti molto forti, altre più sbiadite.  Le esperienze negative formano più di quelle positive a mio avviso, anche se ho sempre cercato di vedere il lato migliore della vita, giustificando quando non era necessario.. spesso sacrificando l’oggettività di un fatto. Sono stati momenti che in un modo o nell’altro hanno lasciato un’impronta forte, ma tutte le foglie prima o poi tendono a cadere.

Perciò, nonostante queste esperienze siano solo di passaggio, osservandole attraverso ciò che mi circornda riesco a scoprire qualcosa in più su me stessa.

 

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