Quattro Stanze Minime / parte i
Quattro Stanze Minime / parte i

Quattro Stanze Minime / parte i

 

[di Domenico B. D’Agostino & Elisa Longo
ph: Aldo Tomaino]

Àrmati. Come il ponte per la via
di casa, se è vero che casa sa di
tinello umido e unguenti poveri.
Corro sulle mie quattro mura,
per esempio, e mi coglie un’eco
di voce, dal deserto di tre stipiti.
Erano, un tempo, anche loro
uno scrigno per i fiori di lavanda,
il tarassaco, le spezie di un mondo.
Io mi devo armare, farmi corazza,
sconfiggere la sternotypia antica
e il suo retrogusto al miele di acacia.

 

[E.] II
Ci hanno chiesto di avere coraggio,
ventotto anni e fenditure remissive.
Quasi a ottanta chilometri di distanza
abbiamo stretto le cinture
come in una marcia su Oriente
e al seguito stoviglie per sopravvivere
a partire dalle budella.
Ora le parole non si scomodano:
tu mi parli con gli occhi bassi
io ti rispondo a labbra screpolate.
Ora il logos è una steppa
e vi crescono rigogliose
l’assenza e le mutilazioni.

 

[D.] III
Sono tempi ultimi questi anelli in catena,
queste code per il pane, le lettere
e altri generi di prima necessità.
Fà che siano le cose minime soltanto
a essere rincorse domani, come
una argenteria nuova, un matrimonio
con il sole, una rilettura di ciò che è stato
su queste strade. Perché la memoria sia
lo scherzo più bello da combinare,
perché pure rimanendo cosa vecchia
continui a portarci via, a spingere.
Un altro esercizio di sopravvivenza.

 

[E.] IV
Sono questi riflessi di ammirazione
che ci chiariscono la posizione nella storia.
Questo nostro abitare ostinato
le rughe, gli impasti di terra e catrame,
le stesse strade dissestate per passione.
Qui la vita si fa spazio tra ulivi secolari
e galli senza alba, dimenticati sui contraltari:
qui chi non parte abbandona.
Peppe ragiona di rendimenti annuali
tira l’asso e se ne fotte delle contese,
del rincaro del pane. Peppe se ne fotte della
nostra rabbia e delle pestilenze.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.