“Pronto a sbarcare sull’arcobaleno” | reading per Totosaff | Antonio Saffioti

Dopo il reading costruito dai testi di Antonio Saffioti (provenienti da un mix di suoi post su Facebook), proposto per tre volte dopo la sua scomparsa e viste le numerose richieste di amici e conoscenti, pubblichiamo il testo integrale di “Pronto a sbarcare sull’arcobaleno”. Il video è pubblicato su poesiaincostruzione.

Epitaffio (da vivo) di Antonio Saffioti
Da disadattato per tutta la vita scelsi di occuparmi dei disadattati. Iniziai la vita da bipede ma nel mezzo dell’adolescenza diventai un quattro ruote. Studiai legge, per aiutare i miei simili ma non venni mai ringraziato. Ad un certo punto decisi di occuparmi degli altri divertendomi e raccontando la mia vita. Farò questo per il resto dei miei giorni. Morrò ne sono certo ma morrò succhiando il miele della vita.

Sono Saffioti, Antonio Saffioti. Ho quasi 36 anni e la Distrofia Muscolare di Duchenne, da un mese a questa parte mi definisco “Un disadattato che si occupa di altri disadattati”. Mi servirò della mia musica preferita per raccontarvi la mia storia recente e futura, caratterizzata da: disabilità, tracheostomia, ventilazione invasiva, mobilità mentale, psicanalisi, insonnia, dimissioni, LGBTQIA, vita indipendente, politica, antimafia, comunismo, fede, diritti umani e sociali, nuove amicizie, arte, teatro, concerti, film, cultura, libri, Alexa, ambiente, scrittura, viaggi mentali, Juve, sesso, cibo, dormite, cioccolata, accoglienza, discoteca, tv, sociale, social, volontariato, eventi, tecnologia, ricoveri, medicina, cisti sebacee, Brasilena, Corrado Alvaro, pizza, famiglia, Gramsci, il Che, Calcutta, Sprite, tagliata, rapi e sazizzu, mulingiani chjini, purè, tachipirina, matrimoni, budini, migranti, Brunori, Bertolucci, Saviano, Scarlett, Diana, Violante, Matilda, Pjanic, Bonucci, The Zen Circus, Colapesce, Cosmo, YouTube, X-Factor, 7 Veli, Natuzza, Vangelo, piccoli miracoli, Lamezia, Messina, TIP Teatro, Chiostro, Madonna Ausiliatrice, Matteuccio,Vita, Diletta, Elettra, Coma Cose, Mercury, Mika, Bolle, Brando, De Niro, arte sacra, S. Antonio, Arisa, Moro, Lauro, Fibra e la lista… continua.

Due anni fa feci la scelta più importante della mia vita, decisi di respirare autonomamente attraverso la tracheotomia, perché volevo continuare a respirare.

Io ho tante diversità. Fossi stato in un lager, avrei dovuto indossare più stelle di diversi colori, sul pigiama a righe.

Non esiste il destino, non esiste predestinazione o predeterminazione. La vita si gioca nelle piccole e grandi scelte di ogni giorno.

L’arcobaleno nasce dopo la tempesta.

Sono Antonio Saffioti e mi candido al Consiglio Comunale. Non mi drogo, ma da 4 anni sciolgo le pastiglie digestive, per superare la notte di Lamezia. Ho scelto di alzarmi dalla panchina e di scendere in campo.

L’amore è avere armi senza far male. La libertà è partecipazione, non delega e il servizio rende vivi. La nostra vita non è nostra, siamo insieme ad altri, passati e presenti, e da ogni azione e gentilezza generiamo il nostro presente e futuro.

Mi sono sentito da sempre: figlio del momento. E il momento è politico. Ho capito che il mio impegno doveva essere totale.

A chi dirà: qualunque azione compiate non ammonterà mai a qualcosa di più di una singola goccia in un oceano sconfinato… risponderemo: ma cos’è l’oceano se non una moltitudine di gocce?

È un sogno incredibile, magari poi non è vero… però adesso ci credo. Ho voglia di avervi tutti qui vicino, per sorriderci mentre si riparte. Capire a che punto questo corpo può arrivare. Fino a quando riusciremo a non dormire, a non morire.

Nei prossimi dieci giorni reimparerò a parlare e mangiare. Quando sarò in forma al cento per cento saranno cazzi vostri.

Se c’è un senso ultimo alla vita di ognuno di noi è proprio questo: lasciare un segno, far “respirare” la persona che ci sta accanto. Proviamoci.

Le cure palliative sono un approccio terapeutico attivo, tutt’altro che rinunciatario. Sono un diritto fondamentale dell’essere umano. Una malattia, per quanto inguaribile, non è mai da considerarsi incurabile.

Sono e sarò sempre contrario alle occupazioni e alla guerra di Israele contro la Palestina. Onore al popolo palestinese.

Per Pinuzzu: Papà, sei il mio esempio, la mia guida e la mia forza, grazie per tutto quello che mi dai. Nessuno mai poteva insegnarmi la vita meglio di te.

Pino, sei una delle persone più importanti della mia vita, senza di te non sarei quello che sono. Da quando sei in pensione ti prendi cura di me 24 ore su 24, facendomi da padre, infermiere, assistente e amico: non lamentandoti mai, malgrado io non sia un figlio facile. Grazie Pinù.

Lamezia, una città con i soliti problemi ma anche tante opportunità e possibilità. Una città alla quale con umiltà vorrei trasmettere la lezione e il messaggio di questi mesi, prima, dopo e durante la tracheo: tutto è possibile, basta volerlo. Lamezia, se ce l’ho fatta io, ce la puoi fare anche tu!

35 anni e sentirli tutti. Ma viverli con gioventù e curiosità. Immobile, ma meravigliosamente vivo e vitale.

Credete ancora che la mafia sia un’invenzione di noi sporchi comunisti e giustizialisti? Fate pietà, pena e siete vecchi e vetusti come le vostre idee, del tempo dei dinosauri.

Auguri donne. Vi amo tutte!

La vita indipendente che penso e vorrei è un sogno inattuato dallo stato… la mia attuale cosiddetta vita indipendente è una provocazione.

Ma quale luna, ma che americani, io vorrei sbarcare sull’arcobaleno con la tuta da cosmonauta.

Pronto a sbarcare sull’arcobaleno.

Dovrò soltanto reimparare a camminare.

Resistere, resistere, resistere. Fieramente antifascista.

Io vivo la rabbia e la frustrazione di cui parlavo prima, non potendo soddisfare autonomamente le mie pulsioni sessuali, tanto che la notte sogno di esplorare il mio corpo, non di fare sesso con Scarlett Johansson.

Fino all’ultimo respiro vi incupirò parlando dei mali della città, mafia e scioglimenti hanno dei colpevoli. Con nomi e cognomi.

Cumu linchji u corsu sant’Antoni, un lu linchji nissunu. Un ci su festival ca teninu.

C’è bisogno di ossigeno anche in testa.

Calabrisi c avutati Salvini e Lega: v’avissiru i cadiri i manu!

Auguro a tutte le donne di fermarsi, qualora lo reputano opportuno e di volersi più bene. Oggi niente fiori, dedichiamo un attimo di attenzione alla prevenzione.

Gli intellettuali servono a dire le verità scomode che ci aprono gli occhi e la mente.

Ieri sono riuscito a mangiare una tagliata di carne, non pensavo di farcela per via della tracheo ma per fortuna mi sbagliavo. Nulla è impossibile.

“Nulla su di noi senza di noi”. Le persone con disabilità e le loro famiglie devono essere protagoniste della loro vita.

Parlando di accoglienza occorre fare rete ma escludere dalla rete chi accoglie per finta e a suo modo. Non basta pulire strade e fiumi con appalti comunali né fare addobbi natalizi per lavarsi la coscienza ed ergersi a santi protettori della città. W i migranti.

A Lamezia Terme non esistono sambiasini e nicastresi, ma solo lametini.

Non riesco ad essere indifferente.

Ieri abbiamo riscoperto i rom a Lamezia. Oggi includiamoli nella società. Non dimentichiamo Scordovillo.

Un mese fa ho ripreso a parlare.

Sogno di spaccare il culo a Mourinho. Lo desidero dal 2011.

Mi auguro che Lamezia Terme risorga dalle ceneri di questi primi 50 anni. Per farlo, i lametini dovranno essere meno “lamentini”: Spetta ai cittadini isolare la mafia, la borghesia mafiosa, la zona grigia. Lamezia ha tutte le energie culturali e sociali per rialzare la testa  e guardare avanti.

2 mesi fa non riuscivo a parlare e a mangiare e ho rischiato di non potermi più alimentare. Ero nella merda. Ma ieri sono riuscito a tornare in discoteca, tra centinaia di persone, decine di belle ragazze, i miei amici. Questa è la mia vita. Il resto sono chiacchiere e politiche da bar.

Nel dubbio, andate tutti affanculo, tranne qualcuno.

~

A questa città vorrei dire: “Gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini” (Giovanni Falcone).

Antonio Saffioti

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