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Sport

Grion Pola, del cielo, del mare, della terra e degli eroi | Storie di Provincia

By Salvatore Giuseppe Di Spena
10 Novembre 2024 4 Min Read
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Storie di Provincia #4. | Lo slogan della Serie B definisce la serie cadetta come il “Campionato degli italiani”. In effetti, con le sfumature sempre più “settentriocentriche” che sta assumendo la Serie A, una rappresentazione più efficace dell’eterogeneità della Penisola emerge soltanto scendendo nelle categorie inferiori. A riprova di ciò, con un tuffo nel passato di oltre mezzo secolo, nella stessa B troviamo tra le grandi provinciali italiane una squadra che oggi non è né “provinciale”, né tantomeno “italiana”. Parliamo del Grion Pola, società sportiva scomparsa della città di Pola, capoluogo storico istriano, oggi territorio croato.

La squadra prende il nome da Giovanni Grion, patriota italiano irredentista, caduto nella Prima guerra mondiale durante la Battaglia degli Altipiani nel 1916. La data di fondazione risale a novembre 1918, ma nel primo anno di attività vengono disputate soltanto amichevoli con squadre locali e militari. Tra le compagini affrontate in quell’annata, peculiari sono le sfide con la Sezione Aviatori della Marina, affrontata e battuta 3-1 nel piazzale della Marina a Pola, quelle con la squadra combinata Marinai Inglesi e i primi derby con la Veloce Club Polese. Il calcio era motivo di sollievo in quegli anni turbolenti segnati dalla guerra e spesso le squadre erano composte da commilitoni. Passano infatti da Pola anche la squadra dei Marinai Inglesi della nave Martin e quella della 47esima sezione Genio Telegrafisti.

Formazione del Grion Pola, 1938.

Dal 1919 inizia l’attività ufficiale e nel 1921-22 ottiene la promozione in Seconda Divisione, secondo livello della piramide calcistica italiana dell’epoca. Non riesce però a mantenere la categoria alla fine dell’annata 1922-23, perdendo lo spareggio salvezza contro l’Olympia di Fiume. Nel 1924 la U.S. Polese si fonde al Grion e nel 1926 il Grion vede confluire nella propria rosa i calciatori dell’altra maggiore squadra della città, l’Edera Pola, chiusa “d’ufficio” dal regime fascista a causa del legame col Partito Repubblicano Italiano. Al termine della stagione 1931-32 vi è la storica promozione in Serie B, dopo aver avuto la meglio nei play off su Foggia, Salernitana e Forlì, con una squadra composta per gran parte da cittadini polesi.

Dal 1932 al 1935 vi è l’apice della storia nerostellata, con 3 partecipazioni consecutive alla Serie B e la presenza in campo di calciatori polesi di fama nazionale come Ostromann e Cidri, ex Milan e Bonivento ex Juventus.

Rodolfo Ostromann, attaccante cresciuto nel Grion Pola e tornato a fine carriera dopo decine di goal tra Milan, Cagliari, Triestina e Legnano.

Nel 1935 il triste epilogo: a causa dell’invasione di campo e all’aggressione all’arbitro nei minuti finali di Grion – Pistoiese, il Direttorio Divisioni Superiori sanziona pesantemente la squadra di Pola che decide di ritirarsi dal campionato. Riprenderà l’attività sportiva l’anno successivo dalla Serie C, che manterrà per otto stagioni consecutive fino all’annata 1942-43, ultimo anno dei nerostellati nei campionati italiani.

Antonio Vojak, istriano di Pola lanciato proprio dal Grion. Con 106 goal in Serie A è ricordato come uno dei primi bomber della Juventus e del Napoli.

A causa delle vicende di guerra, negli anni successivi il Grion non disputa nessun campionato ufficiale ma soltanto tornei organizzati dalla Sezione Propaganda FIGC e amichevoli con militari di passaggio in Istria. L’ultima partita in assoluto è infatti la vittoria per 8 reti ad 1 su una rappresentativa tedesca, l’11 febbraio 1945. Tre mesi più tardi i dirigenti del Grion fuggono da Pola per paura di essere giustiziati in seguito all’occupazione delle truppe Jugoslave e il Governo Militare Alleato vieta la rifondazione dei nerostellati in quanto società di stampo fascista.

Logo del Grion Pola.

Gli ex calciatori del Grion confluiscono allora in 3 neonate società: l’A.S. Pola, la U.S. Operaia e l’A.C. San Martino. Nessuna di queste riesce però ad acquisire il titolo sportivo del Grion: la FIGC ritiene che l’inattività del Grion sia dovuta a cause di forza maggiore e lascia le porte aperte a una sua rifondazione. Nel 1946 anche l’A.S. Edera, rifondata, cerca di ottenere il titolo del Grion per disputare la Serie B, ma invano. La U.S. Operaia tenta allora l’accesso alla massima serie Jugoslava, ma viene battuta dal Rijeka, squadra di Fiume, negli spareggi istriani. La squadra non demorde e si iscrive al secondo livello della piramide calcistica jugoslava, nel campionato repubblicano croato.

Nel 1947 coi Trattati di Parigi, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, la città di Pola passa alla Jugoslavia e con l’esodo di tutte le classi sociali si pone fine ad ogni velleità calcistica (e non solo) italiana della città istriana. Lontana discendente dell U.S. Operaia è oggi l’Istria 1961, squadra di Pola militante nella massima divisione del campionato croato.

A distanza di decenni il ricordo di quella fetta d’Italia calcistica ancora vive tra i discendenti di Istria, Fiume e Dalmazia: più volte negli anni è stato disputato infatti il “Triangolare del Ricordo” con figli, nipoti e pronipoti dei calciatori del Grion Pola, dell’U.S. Fiumana e dell’A.C. Dalmazia.

Letto: 420
Salvatore Giuseppe Di Spena

1997, Lamezia Terme. Scrivo in prosa, in versi, esco poco (ma una partita di pallone la faccio sempre volentieri), tifo e leggo abbastanza. Sono responsabile editoriale del MABOS Magazine e cofondatore de "La Pantegana Edizioni". Nel 2024 ho ricevuto il Premio Letterario Kerasion per "Tate e Violet" (testo musicale) e il Premio Tutto Calabria per "Alicanto" (poesia) al NON FEST - Caratteri in movimento. Nel 2025 ho ricevuto la menzione al Premio Nautilus col racconto "Lorenzo e Sylvia, 1963" e per la prima volta sono stato tradotto all'estero, all'interno di Revista Be Cult, col racconto "Spigolature estive - Espigas de verano". Sono stato pubblicato in diverse antologie e riviste, tra cui nell'Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei (2019) e Laboratori Critici (Speciale Ritratti di Poesia 2026). Nel 2027 uscirà la mia prima monografia.
Sono anche laureato in Medicina.

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Salvatore Giuseppe Di Spena

1997, Lamezia Terme. Scrivo in prosa, in versi, esco poco (ma una partita di pallone la faccio sempre volentieri), tifo e leggo abbastanza. Sono responsabile editoriale del MABOS Magazine e cofondatore de "La Pantegana Edizioni". Nel 2024 ho ricevuto il Premio Letterario Kerasion per "Tate e Violet" (testo musicale) e il Premio Tutto Calabria per "Alicanto" (poesia) al NON FEST - Caratteri in movimento. Nel 2025 ho ricevuto la menzione al Premio Nautilus col racconto "Lorenzo e Sylvia, 1963" e per la prima volta sono stato tradotto all'estero, all'interno di Revista Be Cult, col racconto "Spigolature estive - Espigas de verano". Sono stato pubblicato in diverse antologie e riviste, tra cui nell'Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei (2019) e Laboratori Critici (Speciale Ritratti di Poesia 2026). Nel 2027 uscirà la mia prima monografia. Sono anche laureato in Medicina.

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4 Comments
  1. Maurizio Carnevale ha detto:
    11 Novembre 2024 alle 07:54

    Parlare di calcio con tale delicata passione mi procura un senso di rammarico per aver da sempre ignorato questo sport

    Rispondi
    1. Anonimo ha detto:
      11 Novembre 2024 alle 11:32

      Grazie di cuore, ciò mi motiva a scrivere sempre nuove storie. Mi auguro sempre di arrivare a chi non segue molto il calcio, mostrando le spigolature spesso più ignorate di questo sport

      Rispondi
  2. Stefano ha detto:
    26 Giugno 2025 alle 14:05

    Ciao, bello il tuo pezzo.
    Un mio prozio ha giocato proprio per il Grion, mentre io ho avuto l’onore di giocare il Triangolare del 2011 in quanto discendente di esuli istriani.
    Il Triangolare si è svolto solo una volta, mentre negli anni successivi avendo mantenuto i contatti con alcuni dei partecipanti, siamo riusciti a istituire una partita a calcetto a Pola contro varie comunità italiane dell’Istria

    Rispondi
    1. Salvatore Giuseppe Di Spena ha detto:
      9 Agosto 2025 alle 16:20

      Grazie mille! Che bello leggere le tue parole e che bello vedere che l’articolo sia riuscito ad arrivare fino a voi! Se vi andrà mai di raccontare qualche storia legata al Grion, sapete trovarmi!

      Rispondi

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