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ApprofondimentiMusica

15 anni di 31/07, Mecna e la leggenda. I migliori (tristi) commenti.

By Salvatore Giuseppe Di Spena
26 Luglio 2026 30 Min Read
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Prima dell’oblio, prima che ogni piattaforma trapassi o che una nuova versione aggiornata soppianti la vecchia – facendo scomparire per motivi di diritto d’autore ogni ripubblicazione stracolma di ricordi, pianti e sofferenza accavallati sul tappeto di Avril 14th di Aphex Twin – ecco una raccolta dei migliori commenti sparsi su YouTube sotto al brano 31/07 di Mecna, pubblicato nel 2011 e parte dell’EP Bagagli a mano. 

*

Non ti amo più, il nostro ricordo si è sbiadito ed è incastonato nella tasca interna del giubbotto, dove mettevo al sicuro i tuoi occhi, come un amuleto. Non mi chiedo più come stai o cosa fai, con quale pesantezza d’animo procede la tua vita, ma oggi è diverso, oggi è il 31. Oggi voglio concedermi la ricerca di quel ricordo, il profumo delle coperte, le sigarette spente nei bicchieri, i caffè e casa sempre un casino. Chissà che caldo asfissiante tra le fabbriche e lo smog, chissà se hai guardato anche tu fuori dalla finestra del tuo ufficio, e hai pensato al mare. Chissà se il mare ti ha ricordato me e se ti ha fatto incazzare sapere che io lo posso respirare sempre, perché sono qui, mentre tu sei così lontano.  Oggi è diverso, oggi è il giorno più triste dell’estate, forse il più triste dell’anno e chissà se esiste un piccolo ritaglio di mondo, privo di inquinamento acustico, dove abbiamo una cuffietta per uno, dove la malinconia trattiene le anime alle pareti e noi ci teniamo per mano. È passato un anno, in un battito di ciglia, le stesse che avrei voluto suonare come uno strumento a corde. Io sto bene, sono cresciuta ancora un po’, ho cambiato pezzi e messo di lato quelli malconci, a volte la vita riesce ad essere straordinariamente imprevedibile. Tu non ci sei più, ho elaborato la tua mancanza, ma ci sarà per sempre un solco sulle mie pareti cardiache, impercettibile, creatore di minuscole asistolie. Quest’anno mi ha curata, adesso so che non eravamo noi, non in questa dimensione almeno. Spero che tu ami un po’ più te stesso e che qualcuno ti ami meglio di quanto non sia riuscita a fare io, ti auguro un amore curativo, perché io non ti amo più.
Oggi però è il 31/07, no? Malinconia d’estate, respiro trattenuto, ricordi che si colorano per un attimo come acquerelli sotto la pioggia. Oggi torni a casa da lavoro, mi dai un bacio e mi dici che quello che ho cucinato è buonissimo, accendi il telegiornale, io preparo il caffè e giro due sigarette. Fa caldo e piove, hai gli occhiali appannati, ma è ora di tornare a lavoro. Quando rientrerai nel pomeriggio spero che tu possa trovare, su quel divano rosso, qualcuno che ti ami, anche se non sarò io.

*

Ciao Jo. Rieccomi qui.  Un anno dopo a ricordare quello che siamo stati.  Non so più niente di te, l’unica cosa che so è che ti ho tatuato sul mignolo sinistro perché resterai per sempre il mio 31/07.  Le stagioni passano, io miglioro e imparo ad amare me stessa ma non ricordo più la sensazione di quando il cuore batte all’impazzata. Non riesco neanche più a piangere, ma torno sempre qui. Ritorno sempre al mio 31/07.

*

Tre anni e mezzo dalla nostra rottura, ognuno per la sua strada, tre anni e mezzo che non incrocio più il tuo sguardo, che non ci guardiamo più negli occhi. È vero ho deciso io di chiudere la nostra relazione, ne ero fermamente convinta; avevamo idee troppe diverse, sognavamo un futuro differente. Ti ho lasciato egoisticamente, senza che me ne importasse veramente di come stavi tu in quel momento. Ora so che stai bene, hai una nuova fidanzata e ho saputo che presto diventerai papà; te lo meriti perché eri e spero che continui ad esserlo, un bravo ragazzo. Io dal mio canto ho ritrovato la mia serenità, ho trovato anche io un nuovo ragazzo e sembra che vada tutto a gonfie vele. Ma ogni tanto, in un piccolo angolo del mio cuore penso a te, a cosa stai facendo, se ogni tanto mi pensi anche tu e mi chiedo se in questo momento stai bene e sei felice. E mi riaffiorano in mente tutti i momenti belli (e anche quelli più brutti) che abbiamo vissuto in 6 anni. Forse eravamo troppo piccoli, forse non era destino…chissà. Ciao M, è stato un bel viaggio vissuto insieme, buona vita!

*

31/07/2025

non avrei mai pensato di trovarmi qui a scrivere questo un anno fa. tu c’eri già, eri già parte di me. eravamo già connessi, e una parte di me aveva la tua forma. oggi quella tua forma è vuota, e il vento ci passa attraverso, mi congela ma ci sto convivendo. anche se mi hai fatto molto male, anche se sei andato via appena hai avuto l’occasione di rimpiazzarmi, anche se non mi hai più voluto parlare o dirmi qualcosa, ti vorrei abbracciare. i posti, le canzoni, le risate, i pianti, le auto, le coppie e i ricordi hanno un po’ del tuo sapore. per me sei ancora in giro, ogni mattina appena mi sveglio e ogni notte poco prima di chiudere gli occhi penso a dove sei, con chi sei e cosa stai facendo. penso a noi due di qualche mese fa, non ci avrebbero creduto se gliel’avessi raccontato; l’avrebbero preso per uno scherzo. hai rotto la nostra promessa, quella che mi facevi quando mi dicevi che saresti rimasto con me ancora un po’ ma non posso odiarti. non odierei mai il ragazzo che conoscevo prima che succedesse tutto, quello che mi prendeva la mano quando tremavo o mi fermava le gambe se avevo l’ansia. quello che mi faceva sentire la persona più bella del mondo, quello che mi sognava tutte le notti, lui non posso odiarlo. e quel ragazzo sarebbe molto deluso dal te di ora. le mie paure nel relazionarmi con gli altri che avevo sin da bambino tu le hai annullate, quel bambino l’hai preso in braccio e l’hai fatto sentire al sicuro, ma quelle di essere rimpiazzato ed essere lasciato andare senza un minimo di conforto le hai avverate; non posso odiarti, mai in modo concreto e completo. nonostante il dolore non cancellerò quel ragazzo e quella promessa.

oggi 31/07 metto da parte tutto quello che hai fatto e le cose brutte che ho provato.

voglio soltanto che tu sia felice, mi basta sapere che esisti ancora e anche se non hai voluto nemmeno più parlarmi voglio che tu non mi odi, o non troppo almeno. ogni giorno quel vuoto che ha la tua forma si fa sempre più piccolo, mi distraggo con altre persone, coi miei amici, la mia famiglia che finalmente lo sa e con il ricordo di alcuni dei momenti più dolci della mia vita. quei ricordi non fanno già più male, mi accarezzano e mi sussurrano che ho fatto tutto il possibile.

scrivendo ho rivisto nella mia mente OGNI posto, ogni bacio, ogni abbraccio, ogni canzone, ogni messaggio, ogni pianto, ogni regalo, ogni gesto, ogni foto, ogni dedica e ogni telefonata. purtroppo, anche ogni volta in cui ci ho sperato. 

per me tu ci sei ancora, ti sei allontanato e non te ne sei andato, abbiamo tanto in sospeso e un giorno vorrei anche un briciolo di spiegazione, non sento più il dolore dei primi giorni ma soltanto un vuoto che si sta rimpicciolendo giorno dopo giorno. gioco ogni tanto a indovinare cosa accadrà in futuro, tra la confusione dei pensieri che diventano giorno dopo giorno meno pesanti. una parte di me ti chiama ancora, è abituata alla tua presenza costante e questa parte sta capendo che le cose sono cambiate, oggi è 31/07 e mi permetto questo piccolo salto nel passato, tu quand’è che torni di preciso?

“e quando parti?
poi dove vai e quando torni, quanto manchi?
quand’è che torni di preciso?
quanti giorni, che hai deciso?
dove dormi, quanto manchi?”

*

Onoria, ti chiedo scusa con tutto il cuore per tutto ciò che ho fatto, per ogni parola sbagliata, per ogni silenzio che ha fatto rumore. Sei stata la luce nei miei giorni più bui, e dentro di me resti indelebile. Sei e sarai sempre la mia leggenda del 31 luglio. Non smetterò mai di portarti con me, ovunque io vada.

*

so che ci stiamo dicendo addio senza urlarcelo in faccia, ci stiamo arrendendo alla fine delle cose, e non è colpa di nessuno, alcuni amori semplicemente non sbocciano mai, e per quanto accettarlo fa male, ci farà crescere. sono sicura che ci penseremo ancora, ma senza più speranza, solo con quella malinconia che ti stringe il petto. questo giorno fa male al cuore, io non so quando parti né dove vai, ma ho accettato il fatto che non torni più. buon 31/07, non volevo, ma questo giorno lo sto dedicando a te.

*

se avessi avuto una scelta, quella di perderti sarebbe stata se non l’ultima delle tali.

ma purtroppo non sempre si possono compiere scelte che vogliamo, neanche tutti i desideri espressi alle stelle possono cambiare le cose o situazioni, ed è proprio in quel momento che devi sentirti piccolo per diventare grande. io l’ho fatto, ti ho lasciata andare. aggrapparsi a un filo aumenta il carico fisico e psicologico di una persona, io ti voglio leggera, ti voglio felice. perché se avessi avuto una scelta, anche io sarei salita su un primo treno per raggiungerti e stare con te. avrei girato con te tutto il mondo senza fermarci un attimo, come quando mi dicesti che avevi la necessità di farlo, perché ferma tu non ci sai stare. t’avrei portata in cima al mondo per non farti sentire più piccola, per poter fermare il tempo anche solo per un istante, per poterti sussurrare all’orecchio tutte le cose non dette che il poco tempo che ci rimaneva di noi si è portato con sé. t’avrei lasciato indossare tutti i giorni le mie scarpe per farti sentire un po’ più alta, anche a costo di rimanere scalza, perché la questione dell’altezza un po’ ti turbava, ma io avrei voluto cancellarti dalla testa le paure e le insicurezze per poterle trasformare in qualcosa da poter amare. ma se è vero che molte cose non possiamo cambiarle per quanto noi vogliamo, l’unica scelta che realmente ho avuto è stata o d’amarti o lasciarti. pensi che sia stato comodo lasciarti? quanto pensi che io abbia sofferto, dopo l’addio di un amore mal nutrito a causa della distanza, proprio sulle scale di casa, mentre i miei occhi ti dicevano troppe cose allo stesso momento e le mie gambe, troppo deboli per stare ancora su e la mia bocca, che supplicava “non mi lasciare qui, non te ne andare, rimani ancora un altro po’, anche solo un’oretta in più”? perché salutarsi è facile, ma fallo per l’ultima volta alla persona che ami. a volte bisogna guardare in faccia la realtà ed io che ho sempre vissuto in una realtà forse più grande della mia, t’ho sempre voluta tenere al sicuro. e allora va bene, se il prezzo da pagare è questo, io mi infliggo tutto il male da sola e ti lascio andare. non ti meriti del male, non ti meriti di soffrire per me, io sono piccola ma guardami che ce la posso fare. tu sappi che io se avessi avuto una scelta, la mia scelta saresti stata tu. la mia scelta sarebbe stata come quella che avrei sognato di poter fare, quella di scoprirci, amarci e se avessimo voluto, invecchiare insieme. mi dicevi sempre che c’è una bella differenza tra chi dice ‘vediamo se funziona’ o ‘vediamo di farlo funzionare’, e mi hai sempre recriminato il gesto di averti lasciata andare. probabilmente non avrai capito niente, probabilmente non ti è mai capitata una persona che mettesse il tuo bene prima del proprio.
ti ho lasciata andare perché ti amavo davvero.
perché sapevo che era un gesto troppo grande da dover compiere, ma quando ami davvero trovi la forza e il coraggio. spero che col tempo tu possa perdonarmi, ma soprattutto capire il mio gesto. non potrò dimenticare il primo e l’ultimo bacio, gli addii senza ritorni, le mie lacrime e l’ultimo attacco al cellulare con la testa immersa nel cuscino singhiozzando, e tu che mi chiedevi pure se stessi piangendo. io per te ci ho pianto e anche troppo, t’ho amato a dismisura, ma non quell’amore che dai e ricevi, quell’amore vero senza malizia o senza tornaconto, io da te volevo solo il tuo cuore. una volta avuto, non ho voluto romperlo, l’ho voluto affidare in mano a qualcun’altra, sperando che ti dia tutto l’amore che avrei voluto darti io.

*

ho sempre ascoltato questa canzone ogni 31 luglio senza mai avere avuto qualcuno a cui dedicarla credendo fosse peggio non avere quella persona piuttosto che soffrire per qualcuno. 
oggi 31/07/2024 ne ho capito davvero il significato e la dedico alla prima persona che mi ha fatto scoprire me stessa quando non volevo e che in pochissimo tempo ha fatto un casino stupendo nella mia vita. purtroppo, ci siamo “salutati senza salutarci” da un momento all’altro, per colpa sua, e mi tormenta il fatto non siamo riusciti ad essere quello che non abbiamo iniziato, ma neanche quello che è non è ancora finito. sento che c’è qualcosa in sospeso anche se ora sei di un altra, e sei andato via così facilmente, non ho voglia di cercare la nostra connessione con un altro, mi auguro in un ritorno anche se poi andrai via, ma almeno ricevendo un “addio” come si deve. avevo un sacco di progetti per noi, forse sbagliando vedendo già un futuro ricco di tutte le cose che avevamo in comune, per te e per me, volevo starti accanto in qualsiasi situazione, avrei voluto essere il tuo tutto ed il posto in cui rifugiarti quelle rarissime volte in cui la tua forza interiore crollava… volevo che il mio primo amore fosse durato in eterno perché non avevo mai trovato qualcuno di così simile ma diverso da me. avrei voluto che la mia serenità tra le tue braccia durasse più a lungo perché eri l’unico a placare tutti i demoni che avevo in testa. eri casa, non casa mia, ma la casa in cui avrei vissuto per milioni di anni.

si, mi manchi e non vorrei mi mancassi così tanto, avrai sempre il mio cuore perché con te ho scoperto di averne uno. ti aspetterò sempre anche se inutilmente, e so che potrei andare avanti, ma la mia anima ha giurato fedeltà alla tua. d’altronde eri l’estensione della mia anima e vivrò la mia vita facendo tutto ciò che mi ero idealizzata con te con la mia persona, me stessa, che avevo trovato solo in te. sono sicura che starò scrivendo coi paraocchi e sto mettendo a nudo la mia anima a te, l’amore rende ciechi, e nessuno conosce e conoscerà questa parte di me “debole”, resterà nascosta se non per te…e per tutti gli inguaribili romantici che leggeranno questo commento ahahahah ti vorrò sempre bene incondizionatamente 
per sempre tua.

*

Ciao Jo. Di nuovo qui. La vita procede, e il tatuaggio sul mignolo non si è schiarito o cancellato. A te piccola Jo, non ti rivedrò mai più e adesso ne sto prendendo sempre più coscienza, ma durante questo giorno riesco a ricordare meglio il tuo sorriso spensierato, gli occhioni brillanti, il cuore pieno. Buon 31/07, goditelo fino in fondo.

*

Mi cercherai qui sotto, ma sarà troppo tardi. Sei stata tutto

*

oggi ti pensavo. Ieri ci siamo visti dopo tempo e, non so se è il caso, ma le domande che ci perseguitano sono da sempre:” dove vai? quando parti? quando torni?” e nel profondo del mio cuore anche “quanto manchi?”. Ieri ti ho visto ecco, ma non ho provato nulla. Le complicanze, appunto, quelle tra me e te che nel comunicarci di tutto, non siamo mai riusciti a dirci nulla. Quest’anno compio gli anni che facevi tu, tre anni fa, quando ci siamo lasciati. È cambiato tutto e so che sai di me, che entri nella mia vita, ancora, ogni tanto e sono io, spesso, a lasciare la porta aperta. Non mi manchi, ma oggi sono qui, come ogni 31/07, a parlare di te. Non mi va neanche di trovarci un significato dietro ciò, ma so che ritagliarti un po’ di spazio è la cosa giusta da fare. Tu non mi manchi, ma il tuo yogurt, il caviale in frigo, la pittura, la nostra piccola libreria di città, le tue lentiggini, ecco, hanno lasciato un vuoto. Non ti amo più, ma, al tempo stesso, lo farò per sempre.

*

vorrei piovesse per sempre questo maledetto 31/07. Ogni gesto, ogni frase, ogni istante di oggi mi ricorda te. Sono passati ormai anni da quel litigio, che destino vuole sia capitato proprio il 31 luglio. E la leggenda del 31 mi terrà sempre legato alla nostra storia, anche quando sarò vecchio. Volevo dirti che c’è la sto facendo, sto andando avanti e finalmente tengo lo stesso passo degli altri, nonostante i periodi neri. La mia ansia mi ha reso più forte e sono ritornato il ragazzo super competitivo che avevi conosciuto all’inizio, prima del tracollo per intenderci. Volevo anche dirti che dopo mesi e anni a darti della stronza, finalmente ti ho capita e non solo, ora ogni cosa che mi dicevi è la stessa che dico io agli altri. La persona che tempo fa chiamavo mostro adesso capisco che non eri tu, ma la mia insicurezza. Io e te siamo uguali. E tu lo avevi capito. Io non avevo capito un cazzo. Abbiamo vissuto il nostro rapporto da film, attraverso sensazioni che non esistono da nessuna parte e che non si possono descrivere, e questo non riuscirò mai a perdonarcelo. Ora non sento più lo stesso sapore che ho sentito con noi, ma, nonostante ciò, io voglio provare ad andare avanti. Chissà in che momenti mi pensi, chissà se indossi ancora quel pantaloncino che ti ho regalato. Io purtroppo ho perso l’elastico che ti rubai :( però tengo ancora il tuo profumo anche se mi sono promesso di non sentirlo più e metterlo da parte. Guardare le stelle mi fa sempre credere che le stiamo guardando nello stesso momento, per fare a gara a chi ne trova di più ihih. Mi hai dato l’ambizione di voler vivere qualcosa di veramente VERAMENTE forte, e non sarò mai sazio finché non proverò nuovamente quelle sensazioni. Il mio sogno più grande è quello di incontrati un giorno, così per caso. Magari in aeroporto o mentre siamo in viaggio, vedersi di sfuggita e non crederci. Così da poterti lasciare volare via, piccolo cardillo. Ma adesso quanto manchi?

*

Ciao…pochi giorni fa da ubriaco mi hai chiamato a casa tua, hai fatto scenate di gelosia, mi hai detto che ti manco, ma ora ti vedo con un’altra… Sai forse avrò anche sbagliato ad accettare l’invito, ma nei stati non sobri non riuscivo a controllare la mente, volevo solo passare un po’ di tempo con te, sentire le tue braccia che mi stringono, sentire le nostre labbra unirsi, sentire la tua voce e vedere il tuo sorriso, perché nonostante non mi manchi la nostra relazione, nonostante tu non mi manchi come ragazzo, mi mancherai sempre come persona. Potrei dire al mondo intero che io con te non ci tornerei, perché da una parte è vero, non ci tornerei se tu fossi sempre lo stesso, ma d’altra parte non morirà mai la speranza in me che tu cambi e torni da me. Per questo nonostante tutto, non riesco proprio a capire: se ti manco perché ci provi con un’altra? Se l’unico motivo della nostra rottura era che avevi bisogno del tempo per te stesso e quando saresti stato pronto dovevi tornare da me? Sono stata troppo stupida e innamorata nell’averti creduto? Sai anche se può non sembrare, sono andata avanti, ma oggi il 31/07 ti ripenso e voglio dirti che: non ti amo più, ma non smetterò mai di farlo.

*

ciao Elle,

ti ricordi dove eravamo lo scorso 31/07? avevamo appena iniziato a conoscerci, a scoprire piano piano i tasselli l’uno dell’altro, quanto poco ci abbiamo messo a capire che sembravano fatti per incastrarsi perfettamente? mi ricordo il momento esatto che abbiamo scoperto di avere lo stesso neo nello stesso preciso punto sull’indice della mano sinistra e la felicità che ho sentito, “abbiamo il neo abbinato” – “no vabbè”, è stata per me la conferma che io e te condividevamo qualcosa che va oltre questo piano. abbiamo vissuto un anno bellissimo e te ne sarò per sempre grata, ci siamo amati e abbiamo combattuto e sofferto e ci siamo fatti male, tu a me più di quanto avessi predetto, ma non cambierei nemmeno un istante, se non il finale. vorrei dire che non ti amo più ma sarebbe una grandissima bugia, ti porterò dentro per sempre, anche se il mio amore non lo meriti più. ora io e te non siamo più, ma il mio neo è ancora indelebile sulla mia pelle e il tuo sulla tua, ogni volta che lo guardo so che in un altro universo, uno che ci ha voluto più bene, da qualche altra parte io e te siamo ancora, nel modo giusto. quanto manchi?

*

2025

qui da cinque anni sperando che un giorno troverò la pace che cerco, provando a godermi la vita perché ho imparato che non è colpa di nessuno se certi amori non nasceranno mai, lasciandoci dentro un senso di vuoto e solitudine, imparando che amare significa lasciare andare e che quei “e quando parti? poi dove vai? quando torni? quand’è che torni di preciso? quanti giorni che hai deciso? dove dormi? quanto manchi?” non avranno risposte, perché sì, sicuramente tornerai, ma non da me
buona leggenda

*

“Le complicanze, disegnate a mano dalle distanze”

Lo so che non leggerai mai questo commento – perché condividiamo tutto ma non i gusti musicali, purtroppo – ma ascoltando questa canzone, quest’anno, non posso fare a meno di pensarti. Di pensare a quelle distanze che tanto ci spaventano, seppur insignificanti di fronte ad un amore come il nostro: tutti dicono che questo è il momento di pensare a sé stessi, di lasciarsi tutto alle spalle e iniziare una nuova vita incentrata sui nostri interessi, ma io non sono più in grado di pensare a me stessa senza confondermi con te. 
Il tempo è stato generoso con noi, ma non abbiamo saputo farne buon uso: il prezzo da pagare è quello di ritrovarci nel momento più delicato della nostra relazione senza poterci sfiorare ogni volta che ne sentiremo il bisogno. 
Se ci penso bene, è una punizione rivolta un po’ più a me che a te: tu mi hai sempre trattata bene, dal primo momento, io invece ti ho fatto tribolare a lungo prima di quello splendido bacio che entrambi portiamo nel cuore e che a te non sembrava reale; perciò, eccomi qui a dover pagare le conseguenze del fastidio che ti ho arrecato quando, scherzando, ti dicevo che mai avresti trovato una ragazza senza il mio aiuto. 
La promessa l’ho mantenuta, ma quella maschera che mi piaceva indossare per mostrarmi sempre forte, indistruttibile, ha iniziato a farsi troppo pesante proprio ora che più mi sarebbe servita: l’ho portata a lungo quando non ne avevo alcun bisogno e adesso che dovrei essere forte non riesco più nemmeno ad avvicinarmela al viso. 
La verità è che sei stato tu l’unico in grado di farla cadere. Di fronte a te non valgono maschere né armature, mi rendi completamente vulnerabile.
Siamo entrambi ancora qui, ma non ti mento se ti dico che inizio a percepire il vuoto che lascerai al mio fianco quando saremo distanti, quando non potrai far parte della mia quotidianità: quest’anno trascorso insieme, ancora vicini, è stato il periodo migliore della mia vita, eppure sono costretta a paragonarlo a una parentesi che si chiuderà non appena troverò anch’io casa, lontana da te. 
Le giornate di sole saranno difficili quando non potremmo uscire insieme, fare colazione e poi andare al mare e ridere perché non riesci a piantare l’ombrellone nella sabbia, per questo “vorrei piovesse per sempre”.
Vorrei posticipare in eterno il momento in cui dovrò chiederti “E quando parti? Poi dove vai e quando torni, quanto manchi? Quand’è che torni di preciso? Quanti giorni, che hai deciso?

Dove dormi? Quanto manchi?”
Quanto manchi.

*

Non importa se parlerò del 31/08 in questo commento. Tanto è la stessa trilogia che porta allo stesso principio. Il principio di chi si trova e di chi si lascia andare. Fu un colpo di fulmine, un sorriso spensierato, un’incertezza talmente bella da rendere cinematografico anche il vento che arrivava per il motore che guidavi troppo veloce. Sai, non te lo meriti questo commento, non rispecchi neanche un po’ la persona che vorrei accanto. Neanche un po’. E so che non ti vedrò più, che la vita ci ha indirizzati insieme soltanto per pochissimo. Ma d’altronde, tutti i baci estivi durano quanto la scarpa di Cenerentola. E io lo sapevo che avrebbe avuto questa durata, sapevo che per certi versi mi mentissi sulla tua vita, perché altrimenti non ti avrei mai concesso di guardarmi negli occhi stesi su un lettino in spiaggia. Ma la verità, che ho il coraggio di ammettere solo in anonimo e a poche persone, è che quella sera io mi sentì libera. Libera di esprimermi, libera di essere chi volevo, libera di ricominciare a sorridere, libera di provare emozioni, libera di riaccendermi, libera di Vivere. E per un attimo, in quell’attimo, sembrava che la vita valesse la pena di esser vissuta. Era tutto lì, non cercavo altro. Era tutto lì, non avevo bisogno di nessun’altra emozione. Non avevo bisogno di avvisare nessuno, perché in fondo, a chi dovevo dar conto? Ero lontana e libera. E sembrava di toccare il cielo con un dito, dopo tanto tempo. Pensavo di non averne più il bisogno, pensavo di dover controllare le mie emozioni dopo certe delusioni, ma a 19 anni come fai a privartene? Come fai a privarti di vivere, come fai a non voler dare un bacio sotto il cielo stellato di fine agosto, con il rumore del mare in sottofondo, in una notte che sembra infinita? Come fai a smettere di voler vivere? Come fai a non correre il rischio? Lo fai, perché a 19 anni è troppo presto per non farsi più travolgere. Tanto, non ci rimango più male come prima. Tanto ci sorrido su. Tanto non dipendo più da nessuno. Ma da me si. Dipendo da me. Dipendo dalla mia voglia di provare ancora, per tutta la vita, le emozioni che non hanno parole per esser spiegate. Ed alla fine, il 31/08 non ci siamo più detto Addio, non t’ho più visto, e forse un po’ mi è dispiaciuto, perché non ho avuto neanche la possibilità di farti vedere quanto fossi incazzata. Il 31/08 ti ho salutato come se dovessi rivederti dopo, ma non t’ho più visto. E vorrei pensare che questo filo rosso del 31/08 sopravviva ancora, non di certo tra noi. Voglio pensare che il nostro Non Addio mi tenga legata all’emozione di quei giorni, di quella notte, di quella libertà. Così da non portarla sempre con me, per non poterla perdere e dimenticare, Mai.

*

L’ennesimo 31/7 che da tre anni a questa parte ti dedico questa canzone. Ormai ci siamo persi un mese fa ma ci siamo persi quando abbiamo iniziato a non capirci più. Ma prendere l’aereo e venire da te è stato il più grande gesto d’amore che io potessi fare nei tuoi confronti, nonostante i sentimenti non fossero più gli stessi. Ma adesso l’unico gesto d’amore che io voglia fare nei miei e nei tuoi confronti è lasciarci andare del tutto. Ti auguro di trovare una persona che ti dia la serenità che io non ti ho mai dato nonostante i miei sforzi. Che ti riesca a capire e riuscire a sbloccare il tuo non parlare e il tenerti le cose dentro. Ti amerò sempre un po’ dentro di me. Fammi sapere quando torni.
*

Il tuo amore per me è stato fuggitivo, ma il mio per te sarà eterno, perché ti ritrovo in ogni cosa…
Mi alzo la mattina con il nodo in gola perché so che anche quel giorno non ci sarai a migliorarmi la giornata come eri solito a fare. Faccio fatica a fare cose normali e quotidiane perché tu non ci sei, ma io ci spero sempre, perché io so che tu sei la mia persona e che mi appartieni…e chi si appartiene non si lascia mai, spero che domani, tra una settimana, un mese, un anno o forse più tornerai, la delusione che mi hai provocato mi ha tagliato la pancia e perforato il cuore così tanto in profondo che non riesco più a trovare il modo per riaggiustare le cose e so che solo tu puoi farlo. 
Se leggi, torna. 
Sei la mia anima
Per te la mia porta sarà sempre aperta.

*

Sono passati anni, è passato il dolore, la tristezza, l’odio e il rancore. Non è destino e mai lo sarà, ma il 31/07 penso tutti gli anni a te.

*

e sono qui il 31 come ogni anno a provare quel senso di nostalgia che mi porta la tua essenza. Non saremo più un noi nonostante tutto gli sforzi. Ci sono persone che anche se non ami più pensi sempre, e, io ti penso sempre. 

*

Il mio 31/07 continui ad essere tu.
Non lo so cosa sia, forse non l’ho mai saputo e mai, forse, lo capirò. Una certezza ce l’ho. Voglio vederti felice. Voglio vederti vincere. Voglio vederti brillare in un mondo che molto spesso ha spento la tua luce, ingiustamente. Anche se a volte sono stata io stessa a farlo, e me ne rammarico, lo sai. Voglio vedere ancora quella bontà che ti rendeva tanto speciale, io lo so che non l’hai persa. Forse hai solo paura. Vorrei che capissi che esiste anche il bene, che non avrai sempre delusioni, come lo sono stata io per te. E mi dispiace. Non avrei mai voluto farti del male.

*

è passato 1 anno dall’ultimo 31 luglio e non pensavo di arrivare a questa situazione con te, mi hai fatto male e mi hai lasciato in disparte senza farti problemi, non riuscirò mai ad odiarti perché io non riesco ad odiare una persona che ho amato, anche se non era ricambiato abbiamo comunque avuto un rapporto incredibile, eravamo fatti l’uno per l’altro. Dentro di me spero ancora in un tuo ritorno, in un tuo messaggio, ma nel frattempo vivremo ognuno la propria vita e se il destino vorrà ci incontreremo di nuovo. quanto manchi paolè

*
ciao Ilaria, non so se leggerai mai questo commento ma sono più che sicura che, come ogni anno, tu stia ascoltando questa canzone. È tanto tempo che non ci vediamo e ormai il nostro rapporto non è più quello di prima, ma voglio che tu sappia che rimarrai sempre parte di me nonostante tutto. Sei stata tu a farmi “scoprire” la leggenda del 31 e Mecna, e qualsiasi sia la nostra situazione assocerò per sempre queste canzoni a te e alla nostra amicizia.
Quanto manchi, quanto manchi, stanno tornando tutti e tu non ci sei.

*

Sei stata la mia leggenda del 31. Compi gli anni il 31 maggio, e quello, per me, é stato un addio che non ho digerito. Ti penso spesso. A volte manchi come il primo giorno, quando t’ho visto sorridere irradiando la stanza, a volte come l’ultimo, dove ti ho detestata perché ti sei innamorata di un altro. Ma manchi sempre, che te le dico a fare. Che ti dico a fare come rimiamo bene io e te. Ti penso oggi perché fai parte della mia storia, della mia leggenda del 31. Spero tu possa trovare scuse gentili e sincere, spero in un tuo abbraccio, non per pietà, ma per bisogno. Spero, forse invano, in un tuo ritorno; spero nel tuo sorriso, che forse è un po’ il mio; spero in un nuovo inizio, che forse è un po’ il nostro. Quanto cazzo manchi. Chissà se prima o poi mi dirai che hai deciso. Ciao M.

*
a te Ilaria, ti amerò per sempre. Guidami da lassù, da quando non ci sei non so nemmeno se ci sono io. Ho pochi ricordi con te perché ogni volta che ci lasciavamo cancellavo tutto quello che ci accomunava e adesso me ne pento. Ti amerò sempre, quanto manchi?

*

Ciao Rac, so non lo leggerai mai ma mi piace pensare che in qualche modo saremo sempre collegati. Ringrazio ogni giorno il destino che ci ha fatti incontrare, così uguali e così incompatibili. Ti porto nel cuore. In un’altra vita, magari. (31/07)

*

L’ho amato. O almeno credo.
Non ho mai provato qualcosa di così forte, ma che allo stesso tempo rappresentasse la mia fragilità più grande.
So che è passato tanto ormai, entrambi siamo andati avanti e tra di noi in realtà non c’è mai stato niente che fosse così oggettivamente importante da dover essere ricordato, io però ho ancora le tue parole impresse nel cuore. 
Non ci siamo mai detti “addio”, questo mi ha fatto stare ancora peggio, ma ha accesso in me la speranza che quella promessa tu la mantenga. Quella speranza resiste ancora oggi.
Ti cerco ancora, lo ammetto, e sono persino tornata dove ci siamo baciati la prima volta come una stupida. Continuavo a guardarmi intorno con la paura che fossi proprio lì, ma forse sperando che tu fossi proprio lì. 
Quando spunta una tua storia sorrido ancora a vederti, e mi rende davvero felice vedere come anche tu sia cresciuto e abbia fatto progressi simili. 
Non ho rimorsi riguardo al tempo che abbiamo passato insieme, non cambierei niente. 
Ha fatto male la conseguenza, certo, ma sei stato il primo e probabilmente l’unico che abbia conosciuto ciò che veramente sono guardandomi e semplicemente parlandomi. 
Ho amato ogni secondo passato con te, non smetterò mai di ringraziarti per quelle poche ore.
Avrei però voluto ringraziarti in modo più diretto.
Non so per te cosa abbia significato quello che abbiamo avuto e passato, non parlo solo dei momenti insieme, ma anche delle telefonate, i messaggi, tutti quei momenti in cui eravamo presenti l’uno per l’altro. Spero tu possa avere un bel ricordo. 
Per quanto io mi sforzi a convincere me stessa che non parlarci più sia la scelta migliore per entrambi, non riesco, mi spunti continuamente in testa, ormai dal giorno dopo l’ultimo messaggio. 
Spero ancora di finire nella tua stessa università o di vederti da qualche parte per avere un segno che mi confermi che non è ancora troppo tardi.
Ti aspetto, anche se in modo meno evidente ora, con quelle parole che ogni tanto tornano a ricordarmi la tua voce Davide.
Quando torni?
Quanto manchi… quanto manchi.

*

Ciao L. Mi manchi da morire, spero tu abbia risolto tutti i problemi che stavi affrontando l’ultima volta che ti ho vista, ricordo tutti i momenti che abbiamo passato insieme ed ogni volta che vado ad Albano vedo ancora noi due insieme Felici a ridere. Ti prego torna da me. Mi manchi come l’aria, ti amo.

*

Mecna non lo dedicherò mai più

*

Ciao R.

sono stati 8 mesi difficili ma alla fine eccomi qui. Dopo averlo provato recentemente sulla mia pelle ho capito solo adesso cosa stavi provando, cosa ti ho fatto provare. Ti ho fatta sentire in colpa quando ci siamo lasciati e te ne chiedo scusa. La colpa, in realtà era mia. Delle mie insicurezze che mi portano a distruggere e ad allontanare tutto ciò che di bello può esserci nella mia vita. Non c’è stata nessuna dopo di te, non penso di essere pronto e non so neanche quando lo sarò. Spesso, molto spesso, mi capita di pensarti, spero tu sia felice e soddisfatta di te stessa, te lo meriti con tutto il cuore per la bella persona che sei. Mi hai regalato i momenti più belli della mia vita, mi hai regalato l’amore che forse non avevo mai ricevuto nella mia vita nonostante anche tu fossi “poco espansiva”, proprio come me. Mi hai regalato tante prime volte che nessuna ragazza mi aveva mai regalato. Scusa ancora per le modalità della “rottura”. Ero convinto fosse la decisione giusta sia per me che per te. Certo, col senno del poi non so se in quel freddo dicembre ho fatto la scelta giusta, ma va bene così. Non ti dico che vorrei scriverti tutto questo per messaggio. Questo messaggio sta bene scritto qui per non turbare il delicato equilibrio che sto cercando, con difficoltà, a raggiungere ma, soprattutto, per non turbare il tuo, che forse hai già raggiunto. Sarebbe da egoista provare ad intaccarlo e, dunque, mi limiterò a scrivere tutto qui. Ti do un abbraccio e ti auguro un buon 31/07.

*

alla fine ciò che ti rimane è quanto hai amato e io ti ho amato tanto, ti ho amato forte e
sfacciatamente, così tanto che alle volte avrei voluto urlarlo solo per cercare di esprimere a parole quell’amore. ora tutto quell’amore mi inonda ancora le giornate e mentre a volte mi affoga fino a strozzare anche l’ultimo respiro affannoso, altre volte è più dolce e nostalgico. è l’amore che resta la parte più terribile di tutto, che mi aggroviglia lo stomaco e mi secca la bocca quando ti vedo, che ruggisce potente quando a fine giornata ti cerca. inoltre, l’amore che resta è subdolo. lei infatti non tiene conto di nulla e imbarazza chi le sta intorno alleggiando indisturbata nell’aria quando siamo vicini, infastidendo la gente che si accorge di lei e che vorrebbe per sé un amore così, un amore che resti. io darei loro tutto il mio amore, ma il mio amore mi tormenta e mi vuole solo con te, il mio amore rimasto è crudele, non mi lascia vivere, non mi lascia dormire, ti pensa spesso e manchi, manchi tanto al mio amore che resta.

*

Ehi G dall’ ultimo 31/07 ne sono cambiate di cose, tu stai crescendo e ti si vede nei cambiamenti. Io sono maturato e sono cresciuto, sto ottenendo i miei piccoli successi nello sport (lo stesso sport che tanto criticavi perché troppo violento) tu sei fidanzata e io sto ancora cercando me stesso. Non mi manchi, so che ormai le nostre strade si sono divise perché si dovevano dividere, però mi piacerebbe parlarti; vorrei vedere come sei cambiata nei modi e nell’ atteggiamento e so che questa cosa è ricambiata al 100% però sei troppo orgogliosa, sai lo sei sempre stata.

*

ci siamo lasciati da un anno e mezzo quasi, ma con nessun altro riesco a sentire quello che provavo con te. sono ancora convinta tu sia l’amore della mia vita, ma anche sicura che non sei il mio destino. nonostante tutto una piccola insignificante parte di me ci spererà sempre, quindi…
quanto manchi?
quand’è che torni di preciso?
quanti giorni, che hai deciso?
dove dormi, quanto manchi?
quanto manchi?
P.S. ti voglio bene e forse un po’ più di bene x sempre

*

ti amo faby, 13 anni volano

*

è per te
ma non lo leggerai

*

2024, ho sentito questa melodia sotto un video di tiktok e velocemente il mio cuore si è riempito di tutti i ricordi di come ci siamo innamorati, nel 2021 ascoltavo 31/07 sempre, e ad oggi ti amo ancora più di prima, spero tu sarai sempre la mia leggenda del 31, ti amo gabriel.

*

Ei ciao, qualcosa in me mi dice di fermarmi, non scrivere, non pubblicare qualcosa che può farmi ancora sentire vulnerabile ai tuoi occhi. Ma tanto non lo leggerai mai questo commento.
Oggi manchi un po’ di più, si mi sono abituata alla tua assenza, a non sapere più come stai, con chi, dove, cosa ti rende felice, cosa ti è successo. Ma credo era proprio quello che volevi te, diventare due estranei, nonostante tutto quello che le nostre anime hanno passato insieme. Sarai per sempre il primo che mi ha fatto credere prima nell’amore e poi di non meritarlo. Una parte di me ti odia per tutto quello che mi hai fatto passare negli ultimi mesi, il cuore sradicato dal petto e a volte costretta a metterlo in stand by per evitare di scoppiare a piangere davanti agli altri. Forse l’amore vero non sei stato tu, forse mi ero solo illusa perché accecata da quanto amore provavo e ti davo. Mi hai consumata e senza nemmeno capire come e perché nel momento in cui ti sei sentito di star sbagliando qualcosa hai tolto me dalla tua vita anziché rimboccarti le maniche e sistemare il resto… ti auguro di ricordarti sempre che la cosa più importante è l’amore che si dà, tutto il resto sono stupide convenzioni sociali che se metterai al primo posto ti ritroverai vuoto dentro. 
Buon 31/07 da me, Poy e Ily

*

Non leggerai mai questo messaggio. Non siamo mai stati insieme e mai succederà. Poco importa. Avrei dovuto aiutarti io mentre averti incontrata mi ha salvato. Non ho avuto l’opportunità di ascoltare questa trilogia con te ma so che almeno così saresti riuscita a capire tanto di quello che volevi sapere di me. Ti lascio le ultime frasi di questa canzone, che oggi pesano come un macigno più degli altri anni. “Complicanze, disegnate a mano dalle distanze.
Disegnate a mano dalle distanze
Solitamente sono io, oggi sembro gigante
Solitamente tu sembri distante
E quando parti?
Poi dove vai e quando torni, quanto manchi?
Quand’è che torni di preciso?
Quanti giorni, che hai deciso?
Dove dormi, quanto manchi?
Quanto manchi.

*
Mi ricordi l’estate anche se ci faceva sempre male

*

Ciao f.
Forse non è il momento giusto per noi. O almeno non lo è per te. Ma sappi che in qualunque modo andrà io ti tengo nel mio cuore, tu e tutti questi pezzi di ricordi che ci sono nella mia testa, incastonati dentro di me. Io mi sono innamorata, mannaggia a me, mi sono innamorata.

*

Mecna non si dedica, ma questa sarà per sempre sua, nostra

*

Non dovrei. Ma ti penso

*

vorrei dirti che sei tu la mia leggenda del 31

*

non conoscevo questa canzone ma non ho potuto fare a meno di commentare per quanto mi abbia colpita. mi sono sentita capita dalla prima all’ultima parola.
so che non siamo mai stati nulla e probabilmente, anzi sicuramente non lo saremo mai, ma ad oggi posso confermare che tu sei il mio 31/07. anche se non sarà stato lo stesso per te, grazie per avermi fatto sentire viva. forse sono troppo ingenua per averci sperato, mi sento come se non fossi abbastanza per nessuno ma soprattutto per te, l’unica persona per cui volevo effettivamente contare qualcosa. anche se mi hai distrutta, voglio ricordarti ora in maniera felice ed e per questo che ti porterò sempre nel mio cuore. pensami ogni tanto se ti va. spero ancora stupidamente che ci potremmo ritrovare anche se so che non succederà mai, per questo ti auguro una buona vita, ti vorrò per sempre bene, e senza che scriva il tuo nome, tu lo saprai già se leggerai mai questo commento. sarai per sempre nel mio cuore, spero tu lo sappia infondo.

*

31.07.2024
Anche se questo messaggio lo sto scrivendo alle 00.10 della notte dell’1 per me è ancora quel giorno, o meglio questa mattina, in cui ho avuto modo di conoscerti per la prima volta, nonostante il poco tempo e in mezzo ad altra gente, non riuscivo a staccare gli occhi da quella persona che sei tu. 
Il 31.07 forse per te non sarà nulla, non varrà nulla, una data come le altre, ma per me la leggenda del 31 esiste, e averti conosciuto proprio oggi mi fa già mancare la tua presenza, perché so che non ci vedremo, che sarà impossibile vivere una vita che è solo immaginaria nella mia testa, tu hai la tua vita. Quanto manchi, quanto manchi…

*

Martina, se mai oggi verrai ad ascoltare questa canzone, sappi che quest’ultimo anno è passato lento, e che forse il 31/07 sia solo una scusa per soffrire legittimamente e non essere un giorno in cui provo ad andare avanti.  Magari la verrai ad ascoltare con lui, forse anche a lui piace Mecna, forse anche lui esce pazzo di te e forse tu hai trovato l’uomo della tua vita. Non potrai mai riconoscere questo commento, non potrai pensare veramente che sia dedicato a te, o forse leggerai il tuo nome ed un po’ ti verrà un mezzo brivido, forse potrai pensare a tutte quelle volte che ascoltavamo Mecna sul mio letto, a qui momenti belli perché fatti di spensieratezza, senza obblighi lavorativi e di sede. A noi che eravamo lì non per convenienza, non per circostanze indotte, ma lì perché avevamo scelto di amarci e tenerci, giurandoci entrambi senza mentire che sarebbe stato per sempre. E lo capivo che lo pensassi realmente. Conscio che le nostre strade si siano separate per sempre, ma per sempre con la speranza data dall’amore incosciente nei tuoi confronti, che in realtà un futuro, un cane, ed il nostro bambino Edoardo possa diventare realtà. Buona vita.

*

ale, è per sempre.
Siamo stati un treno senza freni così tanto che alla fine sei scappato ma io ti aspetto sempre alla nostra fermata, mi manchi.

*

14/4/2022

*

Non so se leggerai mai questo commento ma lo scrivo lo stesso.
Oggi ho riascoltato Avril 14th e non ho potuto non pensare a questo brano.
Questo concerto è stato il tuo ultimo regalo di Natale, un ultimo gesto di tenerezza nonostante la pausa che ti avevo chiesto. Poi è stato difficile capire tutto quello che stava accadendo, so solo che il dolore per quello che stava succedendo nella mia vita mi divorava a tal punto da aver anestetizzato ogni tipo di razionalità. Ho commesso tanti errori, ho detto tante bugie, ma non sapevo come altro fare. Tutti questi silenzi, purtroppo, ci hanno allontanato, nonostante pensassimo che il nostro amore sarebbe durato per sempre.
E ora che siamo andati avanti, che abbiamo entrambi nuove vite e nuovi amori, quello che ci resta, nonostante l’amarezza e il dolore per come sia finita, sono i ricordi e le canzoni. Mecna ci ha accompagnato nei 6 anni della nostra storia, ci ha unito, insieme ad altri artisti, film e serie tv ed è per questo, forse, che non solo è difficile dimenticarsi, è letteralmente impossibile.
Ma come Mia e Seb, saremo sempre legati, in fondo ci ameremo sempre, anche se il nostro amore avrà cambiato forma, ci vorremo sempre bene e spereremo sempre il meglio, l’uno per l’altra.

*










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Salvatore Giuseppe Di Spena

1997, Lamezia Terme. Scrivo in prosa, in versi, esco poco (ma una partita di pallone la faccio sempre volentieri), tifo e leggo abbastanza. Sono responsabile editoriale del MABOS Magazine e cofondatore de "La Pantegana Edizioni". Nel 2024 ho ricevuto il Premio Letterario Kerasion per "Tate e Violet" (testo musicale) e il Premio Tutto Calabria per "Alicanto" (poesia) al NON FEST - Caratteri in movimento. Nel 2025 ho ricevuto la menzione al Premio Nautilus col racconto "Lorenzo e Sylvia, 1963" e per la prima volta sono stato tradotto all'estero, all'interno di Revista Be Cult, col racconto "Spigolature estive - Espigas de verano". Sono stato pubblicato in diverse antologie e riviste, tra cui nell'Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei (2019) e Laboratori Critici (Speciale Ritratti di Poesia 2026). Nel 2027 uscirà la mia prima monografia.
Sono anche laureato in Medicina.

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1997, Lamezia Terme. Scrivo in prosa, in versi, esco poco (ma una partita di pallone la faccio sempre volentieri), tifo e leggo abbastanza. Sono responsabile editoriale del MABOS Magazine e cofondatore de "La Pantegana Edizioni". Nel 2024 ho ricevuto il Premio Letterario Kerasion per "Tate e Violet" (testo musicale) e il Premio Tutto Calabria per "Alicanto" (poesia) al NON FEST - Caratteri in movimento. Nel 2025 ho ricevuto la menzione al Premio Nautilus col racconto "Lorenzo e Sylvia, 1963" e per la prima volta sono stato tradotto all'estero, all'interno di Revista Be Cult, col racconto "Spigolature estive - Espigas de verano". Sono stato pubblicato in diverse antologie e riviste, tra cui nell'Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei (2019) e Laboratori Critici (Speciale Ritratti di Poesia 2026). Nel 2027 uscirà la mia prima monografia. Sono anche laureato in Medicina.

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