Skip to content
manifestblog

contenitore di libere scritture

manifestblog

contenitore di libere scritture

  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
Close

Search

  • https://www.facebook.com/
  • https://twitter.com/
  • https://t.me/
  • https://www.instagram.com/
  • https://youtube.com/
Subscribe
PoesiaTerritorio

Vito Teti incontra la poesia di Felice Mastroianni

By Salvatore Giuseppe Di Spena
17 Marzo 2025 6 Min Read
2

Sono tante le penne brillanti italiane che negli ultimi decenni si sono incrociate partendo dalla Calabria, loro terra natia; tante forse che un giorno si renderà necessario superare la dimensione del singolo e teorizzare un movimento che raccolga sotto lo stesso ombrello le teste di più individui, accomunati da influenze, intenzioni e atmosfere. Camminando, parlando, osservando, per le vie di Platania, in occasione dell’inaugurazione della lapide di Felice Mastroianni, apposta sulla facciata della sua casa natale, mi rendevo conto di quanto di umano e reale ci fosse nella sua poesia. Guardando oltre l’impeccabile forma accademica e l’impronta neollenica, limando la patina dell’intellettuale, si arriva al nucleo fondante del poeta, che del piccolo paese ne ha fatto la favola solitaria e segreta della propria vita. E se dell’uomo si tratta, mi è venuto da pensare immediatamente al saggio che l’antropologo Vito Teti dedica a Felice Mastroianni (a proposito di penne brillanti italiane che si incrociano), in occasione della giornata di studi sul poeta tenutasi nell’aprile 2012.
Un dialogo speciale tra Teti e Mastroianni, asincrono dal punto di vista cronologico, ma perfettamente congruente per la perennità dello scambio.
Ve ne lascio un piccolo estratto, col consenso dell’autore.

Bassorilievo in bronzo, opera di Maurizio Carnevali (2025), posto sulla facciata della casa natale del poeta a Platania (CZ). L’opera è stata donata dall’avv. Ferdinando Butera e ne ha curato la realizzazione l’Associazione Culturale “Felice Mastroianni”, in collaborazione con l’amministrazione comunale. L’inaugurazione si è svolta lo scorso 15 marzo. Foto di Bruno Dattilo.
L’ombra della poesia.
Aspetti antropologici nella poesia di Felice Mastroianni, di Vito Teti

Questo mio paese ove son nato,
che prese nome dai platani,

il paese del cuore mio,
dei miei morti,
della mia speranza,
dove potrò un giorno
finalmente dormire per sempre sopra la collina
che guarda al mare.

Questo mio paese di platani
è come un albero
dispogliato d’uomini
che sono fuggiti lontano
col loro dolore.
Ma ai davanzali ancora
hanno i gerani e i garofani
il dolce mesto sorriso

di chi attende
ombre care
che torneranno
un mattino di sole e di rondini.

Il componimento, dedicato al luogo natale da cui prende il titolo,
Platania, mette in luce alcune tematiche chiave dell’opera poetica
di Felice Mastroianni, quali il paese, i defunti, la natura, la fuga, l’emigrazione, la nostalgia, la memoria,
 l’attesa, l’ombra. Il paese è il centro, l’asse del mondo, il punto di riferimento dell’autore. Il poeta, del resto, è esplicito al riguardo in quella breve, densa, suggestiva prosa, «Il paese degli uomini sempre vivi», dove, in maniera lirica, traccia una sorta di poetica del paese:


Non è come nelle antiche leggende un paese lontano lontano ove alligna un albero miracoloso, e in cui non è dato porre piedi ai mortali. Non è l’incantata isola di Calipso e il favoloso eden del vano sogno – più o meno confessato – dell’anima.
È il piccolo paese d’un piccolo poeta, che ne ha fatto la favola solitaria e segreta della propria vita.

Mastroianni descrive, da poeta, il paesetto di gerani e garofani sul davanzale, l’incantesimo di uomini sempre vivi, i personaggi, i familiari, i vicoli, i rumori, i colori di un luogo che narra come una favola nella speranza che un giorno qualcuno abbia voglia di ascoltarla. Non un paese qualsiasi, ma la sua Platania, che vede inseparabile dal paesaggio e dalla natura e che descrive come il paese dei platani, dei davanzali fioriti di gerani e di garofani, dei cari defunti (il paese del cuore mio / dei miei morti), di uomini fuggiti lontano, il luogo dove l’autore auspica un giorno di riposare per sempre. La speranza del poeta è il futuro ricongiungimento con coloro che non ci sono più, quasi come in un canto di Spoon River («dove potrò un giorno / finalmente dormire per sempre / sopra la collina / che guarda al mare»), e la nostalgia sfocia nel «dolce mesto sorriso / di chi attende/ ombre care / che torneranno / un mattino di sole e di rondini». Fa eco a questa chiusa, tra le altre, la lirica Mio paese di platani. Le rondini, gli uccelli migratori per eccellenza, richiamano le partenze e i ritorni degli uomini, costretti dalle condizioni di miseria dei loro paesi e della loro regione a separarsi dalla famiglia, dai luoghi che non troveranno mai più come li hanno lasciati prima di partire. Ma la terra d’origine è sempre nei pensieri di chi è lontano:

anche i tuoi figli poeti, terra mia,
se ne sono andati
e ti cantano da lontano.

E ancora nell’incipit di Vento d’ottobre la partenza e la nostalgia sono legate all’immagine delle ombre:

Tornano, a uno stormo d’ali migranti,
ombre alte dei meriggi
– appena dispersi
oltre i varchi dei colli.

Il distacco, le partenze, i ritorni sono legati, nella poetica di Mastroianni, al senso dei luoghi, al suo paese, alle campagne circostanti, allo spazio umanizzato, alle case. Il poeta presenta un paese di uomini e donne, di miti e leggende, di relazioni e di memorie, di sogni e di elementi dove il rapporto con i defunti è ricorrente. La nostalgia per i propri cari viene espressa in Per la mia figlioletta mediante il delicato ricordo della figlia perduta e le classiche immagini di una primavera spezzata:

Sette mesi di vita
con un tremito lieve,

nelle pupille cerule, di neve 

in tempo di fiorita.

In Memoria del glicine, dedicata al padre ormai scomparso il rimpianto degli anni passati è legato all’immagine del balcone fiorito e presenta accenti, senza volere azzardare alcun confronto, che ricordano la delicatezza di Emily Dickinson:

il piccolo giardino
aveva ad ogni fiore
un’ape ed un mio sogno
in un cerchio di rondini canore.

In Mastroianni il dialogo con i defunti è ininterrotto dall’attesa, (uno dei motivi maggiormente ricorrenti nei componimenti del poeta lametino):

il vostro sguardo
rasserenato ad altro ciel s’accende
vivo nel nostro sangue,
e ci illumina i giorni dell’attesa.

L’attesa è la distanza che ci separa dai morti che vivono con noi un legame di sangue che non si spezza con la morte, ma prosegue nei rituali, e specialmente nei giorni in cui si rinnova il culto dei defunti. Così ha inizio Favoloso è il vento:

Luglio t’attende ogni anno a questa riva
donde, Circe di sogni,
giovinezza lontana – e poi la vita
ti sospinsero ad altri lidi.

Il componimento termina con l’immagine di un antico odor di forno, spento per sempre. Ne riportiamo l’ultima strofa per esteso, alquanto significativa per come Mastroianni, in maniera concisa, racchiuda in pochi versi i temi principali della sua poetica:

Ma se varchi la soglia dei ritorni,
d’ambra al tramonto, favoloso è il vento
di sereno alle prode ove s’affioca
l’urlo del mare.
Aura di mito han le voci dei morti
e questo antico odor di forno
Ch’or non s’accende più.

[…]

Galleria
Firma di Felice Mastroianni. Si ringrazia per la concessione il Centro di Documentazione e Studi su Lamezia e il Comprensorio Lametino.

 

Foto d’epoca di Felice Mastroianni (a destra), scattata a Platania davanti alla casa natale. A sinistra, Giovanni Butera; al centro, Fausto Catania. Si ringrazia il Centro di Documentazione e Studi su Lamezia e il Comprensorio Lametino (Fondo Serenella Mastroianni).

 

Premio Nazionale di poesia “Sebeto” (1966). Foto gentilmente concessa dal Centro di Documentazione e Studi su Lamezia e il Comprensorio Lametino (Fondo Serenella Mastroianni).

 

Letto: 416
Salvatore Giuseppe Di Spena

1997, Lamezia Terme. Scrivo in prosa, in versi, esco poco (ma una partita di pallone la faccio sempre volentieri), tifo e leggo abbastanza. Sono responsabile editoriale del MABOS Magazine e cofondatore de "La Pantegana Edizioni". Nel 2024 ho ricevuto il Premio Letterario Kerasion per "Tate e Violet" (testo musicale) e il Premio Tutto Calabria per "Alicanto" (poesia) al NON FEST - Caratteri in movimento. Nel 2025 ho ricevuto la menzione al Premio Nautilus col racconto "Lorenzo e Sylvia, 1963" e per la prima volta sono stato tradotto all'estero, all'interno di Revista Be Cult, col racconto "Spigolature estive - Espigas de verano". Sono stato pubblicato in diverse antologie e riviste, tra cui nell'Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei (2019) e Laboratori Critici (Speciale Ritratti di Poesia 2026). Nel 2027 uscirà la mia prima monografia.
Sono anche laureato in Medicina.

  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Ci lascia il poeta Bruno Di Pietro. Cinque poesie.
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Il buco (o sulla dolcemorte)
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    15 anni di 31/07, Mecna e la leggenda. I migliori (tristi) commenti.
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Garibaldi 34
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Approccio di tentazione di Giovanna Cappellano
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Immagini di un viaggio. Alan Lomax a Nicastro (1954)
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Cosenza Campus Cypher, dai gradoni dell’Unical | Storie Hip Hop
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Ivano Fermini, il chiodo svanito in noi
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Presentata “L’anticamera della pazzia” di Franco Costabile, a cura di Pasqualino Bongiovanni
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Sharo Gambino, un pezzo ritrovato per il centenario.
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Il quartiere Bella in un racconto dell’Ottocento
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Asmara, come un mal d’Africa | Storie di Provincia
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Grion Pola, del cielo, del mare, della terra e degli eroi | Storie di Provincia
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Carbonia, bella di notte | Storie di Provincia
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Fanfulla, il cavaliere di Lodi | Storie di Provincia
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Io ed io; Slot Memory #1
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Isekai
  • Salvatore Giuseppe Di Spena
    Ritornare, sempre

Tags:

Associazione Culturale Felice MastroianniAssociazione Felice MastroianniPlatania
Author

Salvatore Giuseppe Di Spena

1997, Lamezia Terme. Scrivo in prosa, in versi, esco poco (ma una partita di pallone la faccio sempre volentieri), tifo e leggo abbastanza. Sono responsabile editoriale del MABOS Magazine e cofondatore de "La Pantegana Edizioni". Nel 2024 ho ricevuto il Premio Letterario Kerasion per "Tate e Violet" (testo musicale) e il Premio Tutto Calabria per "Alicanto" (poesia) al NON FEST - Caratteri in movimento. Nel 2025 ho ricevuto la menzione al Premio Nautilus col racconto "Lorenzo e Sylvia, 1963" e per la prima volta sono stato tradotto all'estero, all'interno di Revista Be Cult, col racconto "Spigolature estive - Espigas de verano". Sono stato pubblicato in diverse antologie e riviste, tra cui nell'Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei (2019) e Laboratori Critici (Speciale Ritratti di Poesia 2026). Nel 2027 uscirà la mia prima monografia. Sono anche laureato in Medicina.

Follow Me
Other Articles
Previous

Sharo Gambino, un pezzo ritrovato per il centenario.

Next

Istanbul di Orhan Pamuk – Anatomia della Tristezza

2 Comments
  1. Anonimo ha detto:
    23 Marzo 2025 alle 12:57

    Sei Unico🤩Mi è venuta voglia di leggere le poesie di Mastroianni e,possibilmente ,il tuo commento!Perche’ non pubblicare?Non fare il modesto ma,accanto agli altri ,ci stai benissimo tu!!!😍

    Rispondi
    1. Salvatore Giuseppe Di Spena ha detto:
      25 Marzo 2025 alle 22:22

      Grazie davvero <3; le anticipo che presto uscirà un mio commento su dei lavori di Mastroianni. Per quanto riguarda il pubblicare: in antologie o in raccolte insieme ad altri l'ho già fatto e lo rifarò volentieri, sia in versi che in prosa. Se intende invece una prima opera tutta mia c'è da aspettare. Grazie di cuore nuovamente

      Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Most Viewed Posts

  • HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice (Aleister Rush) (21.673)
  • Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse (Salvatore Giuseppe Di Spena) (2.172)
  • Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile (Aleister Rush) (1.780)
  • Ghiannis Ritsos. La poesia contro la dittatura. (Francesco M.) (1.358)
  • La Casa dove gli incubi si realizzano, Shirley Jackson e “L’incubo di Hill House” (Emanuela Stella) (1.351)
  • Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia (Salvatore Giuseppe Di Spena) (1.214)
  • “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente (Domenico Benedetto D'Agostino) (1.088)
  • Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi (Davide De Grazia) (983)
  • La “sans par”, la donna più bella del Rinascimento: Simonetta Vespucci (Emanuela Stella) (971)
  • Il quartiere Bella in un racconto dell’Ottocento (Salvatore Giuseppe Di Spena) (931)
Copyright 2026 — manifestblog. All rights reserved. Blogsy WordPress Theme