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I tuoi occhi per me,

fiumi di stelle che intersecano mondi,

mi catapultano in un sogno

che mai più potrò sperare…

Senza te

(perché non c’è nulla senza te)

mi spezzo,

mi spacco,

mi strazio,

vecchio,

duro,

corrucciato.

Salvami,

da questo guscio artificiale,

e immortalami in te,

fata di tempi morti,

così che possa essere,

scosso dal vento,

senza tempo.

Di Davide De Grazia

Il poeta non è altro che un canale, un medium per l'infinito, che si annulla per fare posto a forze che gli sono immensamente superiori e, per certi versi, persino estranee. D'altra parte chi sono io di fronte al tutto, ma al contempo, cosa sarebbe il tutto senza di me?

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