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Primo Maggio 2019

In questa giornata, celebrata come festa  del “lavoro”, sebbene in tempi di crisi e di difficoltà sotto più punti di vista auguro a tutti la forza giusta per andare avanti nella “ricerca” di sé, delle proprie altitudini, e di un lavoro che sia dignitoso a livello individuale e collettivo. Possa il lavoro, quindi, arrecare benessere personale ma anche sviluppo per il paese Italia.

Auguro di non demordere, e di non aspettare neanche che cada la “manna dal cielo”, di restare umili, nonostante le lauree, i master, i dottorati e i curriculum chilometrici, perché non si può non tenere conto del periodo che stiamo vivendo, il quale non sempre ci permette di realizzare ciò che volevamo fare da piccoli, o di continuare con la strada intrapresa col percorso di studio. Auguro di “cercare” e di “trovare” un lavoro che possa gratificare il nostro tempo, il nostro cuore, le nostre energie, le nostre capacità intellettuali, fisiche, e che sia rispettoso della legge, dei diritti del lavoratore.

Auguro, ancora, rispetto fra lavoratori, etica e responsabilità, attenzione nei riguardi di ciò che ci circonda. Auguro più coerenza, più integrità, fra tutti coloro che lavorano nel settore della cultura, un settore importante perché portatore di educazione e di conoscenza specie verso le giovani generazioni, che attualmente sono più attratte dal successo che da valori e principi diretti a rendere saldo un carattere.

Auguro infine a scrittori, intellettuali, giornalisti, addetti ai lavori nel settore della informazione di portare avanti, sebbene con sacrificio, questo nobile lavoro senza scendere a compromessi. A coloro che invece si interfacciano con essi, auguro di imparare ad approfondire, e di scoprire cosa c’è dietro: un lavoro che copre l’intera giornata, tutta la settimana, che prima di mettere la penna su carta attiva un sistema di ricerca e di domande che poi si tramutano in raccolta di fonti. Ancora, profondo ascolto nelle interviste, e nell’ organizzazione delle stesse, rischio e responsabilità nelle inchieste, nel giornalismo,  un lavoro spesso sottopagato, dietro cui c’è un processo di affinare, di sintesi, di correzione, di confronto continuo. Un lavoro che permette di mettersi sempre in gioco, di sentirsi utile per l’altro, di essere vivi, e di dare un valore più sincero al tempo.

Auguro a tutti di non banalizzzare il tempo di lavoro degli altri, di non sentirsi gli unici sulla terra a fare bene il proprio lavoro, di migliorarsi, di crescere.

Di Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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