La scrittura come servizio, “Il protagonista è nella storia”

la scrittura insegna. Ti aiuta a dosare l’istinto, ti regala disciplina, ti fa interpretare un fatto nel quale trovi a distanza di minuti molteplici fatti, è pura scoperta e ri-scoperta delle cose terrestri e pure di quelle non terrestri. Quando ti senti sola, la scrittura ti dice: ma che stai a di? No, impossibile, hai un mondo intero dentro e fuori di te che attende di essere trovato. E poi ti fa crescere, impari qualcosa ogni giorno, e smussi alcuni lati negativi del tuo carattere, intanto ne pigli altri come assolutamente inaspettati. Impari, nella scrittura su carta stampata, poi, che la velocità non era niente, ti riconosci nella lucidità, nell’organizzazione, a volte in un minimo di lentezza, altre volte ti fa stare sul pezzo e li, è adrenalina pura, perché lo senti sul collo, ti rincorre fra le vie della mente, è il momento giusto per sentire quella voce; altre volte, ancora, comprendi l’esigenza tua, ma non solo, di stare in attesa, che non sempre è bene stare dietro a qualcuno o a qualcosa, perché ciò che può rivelarsi asfissiante in apparenza tocca invece nel concreto l’essere, e quindi la vita o le situazioni delle persone.

La scrittura mi sta insegnando tanto ma fra tutte le cose : non è chi impugna la penna a dover essere il protagonista di un pezzo, e che tale protagonista è dentro il fatto, nella storia che quella penna sta elaborando, nel servizio da dare al lettore, alla collettività, la quale non merita di essere presa in giro, dietro titoli acchiappa like, ma al contrario ha necessità di oggettività rispetto al tempo che vive.

Valeria D'Agostino

Giornalista pubblicista

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