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È con piacere che pubblichiamo un testo inviatoci dal poeta marchigiano Fabio Strinati. I versi sono dedicati a Francesco Borrelli, (Papanice, 20 agosto 1941 – Cutro, 13 gennaio 1982)., carabiniere, medaglia d’oro al merito civile alla memoria, vittima della ‘ndrangheta.

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Da una piazza iniziarono a piovere
polveri pesanti coinvolte
in un bersaglio. Come castagne,
quando cadono nel bosco in un monologo
che sembra vicino, eppure,
è così distante a volte quella chiazza
che sembra il sangue di altri!
Penso alle avvisaglie che nel vento
producono suoni. A quelle scarpe
che hanno macinato storie
dentro quei ricordi imbevuti di scorie
che avvelenano territori, fiumi
che nascono perché nel mare
ci sono oceani che portano il tuo nome.
Penso all’Universo, un’esplosione
che vaga per il meglio e per te una croce,
che soffia al vento illustre spazio
di eterno e di coraggio.

Fabio Strinati
(Poeta, aforista, pianista e compositore. Ha pubblicato diversi libri e alcuni sono stati tradotti anche in altre lingue: spagnolo e romeno. Si occupa anche di arti visive. Ha scritto anche su Rocco Gatto, Antonino Scopelliti e  Vincenzo Grasso).

 

 

Di Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, trent'anni fa. "Vivendo per capire perché vivo, scrivo anche per capire perché scrivo: e vivo per capire perché scrivo, e scrivo per capire perché vivo:" [E. Sanguineti]

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