•  
  •  

Io non posso dire
di non volere ancora
l’impossibile:
il grano su nuove pianure,
lo stesso grano di sempre.
Non posso darvi
una stima del mio esistere
su questa terra sprecata
né è in mio potere
l’indicibile segreto
sulla pace

tra le montagne e il mare.
Certezze assolute
sull’assolate stanze
delle nostre vacanze,
il brivido di quei pochi istanti
di verità sui giorni
e le notti,
l’incoscienza cristallizzata
negli attimi di fuga
e la dolce nostalgia
distillata goccia a goccia
come antistaminico
a questo maledetto presente.
Tutte queste cose
io non ve le posso dare.
La pelle d’oca
d’un solletico infantile,
il tremore dei vecchi
nelle loro mani da giganti,
come potrei?
Io non posso esimermi
dalla discrezione
nel proferire una parola sbagliata,
ma so essere inopportuno,
anacronistico se voglio,
quasi osceno.
Sui rivoli di sangue
di tutti i momenti
sgozzati che incontro
adoro versare dell’olio
e seguire i percorsi
sul selciato
lastricato
tra un rudere e un altro.
Io non posso omettere
tutto ciò che è celato:
l’invisibile negato
si è rivelato fondante
sempre attuale,
un evergreen del mondo.
Non posso scrivere
dell’altra roba
che non sia ancorata
al cielo.
Tutte queste cose
io non le posso fare.
E pur potendo
io resterei ben lontano
dal volerle.

Di Domenico Benedetto D'Agostino

Sono nato nei giorni della Merla, trent'anni fa. "Vivendo per capire perché vivo, scrivo anche per capire perché scrivo: e vivo per capire perché scrivo, e scrivo per capire perché vivo:" [E. Sanguineti]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.