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Calabria, chiesa sconsacrata,
non brandivi la spada della Giustizia
né la bilancia era equa nella misura,
eppure l’accoglienza era accordata a tutti
e un piatto caldo elargito agli affamati.

Calabria, forza antica e primitiva
dei tempi in cui bene e male
erano chiaramente separati
e ugualmente indistinguibili.

Calabria, generata da terra e fuoco,
territorio di passaggio dove non si può rimanere,
terra di radici invincibili che nessuno può sradicare.

Calabria, levigata dall’acqua,
la salvezza dei naufraghi le tue coste,
la perdita della libertà e la schiena rotta nei tuoi campi.

Calabria, pallottola vagante,
ho visto in te il furore di Lucifero
che si è ribellato a Dio,
ho visto in te la fedeltà dell’arcangelo Michele
che ha sconfitto il demonio
nelle sue infinite forme…

E hanno detto che l’inferno sicuramente sta in basso.

 

Di Vincenzo Costabile

Laureato triennale in psicologia con una tesi su creatività e psicopatologia. Giocatore e istruttore di scacchi. Ho la passione per tutte le espressioni artistiche e soprattutto: poesia, letteratura, cinema, fotografia, teatro e musica. Scrivo poesie, storie, riflessioni e articoli giornalistici, suono la chitarra e fotografo. Mi piace svolgere attività di volontariato e mi interessa la politica. Amo viaggiare, sebbene per me il senso principale del viaggio sia immergersi in una nuova cultura.

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