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Ti consiglio un libro: Non ti muovere.

By Teresa Borgia
15 Marzo 2016 2 Min Read
0

“Non ti muovere” è il terzo libro di Margaret Mazzantini, edito Mondadori, pubblicato nel 2001, vincitore del premio Strega e del premio Grinzane Cavour nel 2002.

La pioggia, la strada sdrucciolevole, uno stop non rispettato. Una ragazza viene trasportata d’urgenza in ospedale. Ada, rianimatrice, la riconosce: è Angela, la figlia di Timoteo, il chirurgo.


“Mi ricordo di aver detto: “non possiamo vivere di paure, dobbiamo lasciarla crescere”.
E avevo paura di pensare: dobbiamo lasciarla morire.”


Venuto a conoscenza del fatto, Timoteo ripensa al suo passato: mentre è in sala d’attesa decide di levare la maschera e con un -immaginario- monologo si rivolge alla figlia e racconta tutta la verità. Con la precisione e la freddezza che solo un chirurgo possiede, Timoteo mette sotto i ferri il suo passato, il suo matrimonio, la vita prima e dopo Angela. Con un bisturi affilato, come solo l’amore può essere, decide di raccontare il suo più doloroso segreto: un amore extraconiugale nato da una violenza ma così forte che lo trascinerà lontano lo stesso giorno della nascita di Angela.

 

“Gli amori nuovi sono pieni di paure, Angela, non hanno un posto nel mondo e non hanno capolinea.”

La Mazzantini ci rende invisibili spettatori del dolore, dell’attesa di Timoteo. Il libro è una sala d’attesa e “non ti muovere” sarà la preghiera che aleggerà in ogni riga del monologo.
Durante la lettura, ho odiato Timoteo per non essere un marito e un padre modello; mi sono emozionata -ho pianto- quando Angela è nata.
Un romanzo emozionante, inteso, “Non ti muovere” è così: amore e odio legati assieme, che camminano di pari passo in una vita che procede su due strade parallele. La Mazzantini, con il suo impeccabile stile, riempie ogni parola, ogni virgola, di emozioni prive di filtro: crude e violente ci colgono di sorpresa e ci trascinano nel cerchio della vita e della morte.

 

“Odori di quello che ti è rimasto nel cuore. Ho annusato la tua contentezza, e le nuvole che ti hanno attraversata. Perché la gioia ha il suo odore, e anche la tristezza.”


t.

 

Letto: 6
Teresa Borgia

Per paura e timidezza verso me stessa evito ogni forma di descrizione: interiore ed esteriore. Scrivo in gran segreto per mettere in ordine pensieri e sentimenti confusi e per riprendermi da notti insonni.

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