“Caos bellissimo” di Sara Maria Serafini
“Lasciare andare le cose non è il mio forte, decisamente. Vorrei trattenere tutto”
Beatrice ha quasi 14 anni e, in piena adolescenza, è costretta ad affrontare l’ennesimo cambiamento: andar via da Torino per trasferirsi a Scilla, lasciare il Piemonte per la Calabria, abbandonare il Nord per il Sud Italia.
Per lei, però, i verbi “andar via”, “lasciare” e “abbandonare” non hanno un suono nuovo, le sono fin troppo familiari perché, ad appena cinque anni, ha dovuto affrontare la separazione dei suoi genitori, l’ansia di sentirsi, per qualche strano motivo, sbagliata e il vuoto lasciato da suo padre Mauro che si è rifatto un’altra vita a Bagnara, lontano da lei e dalle loro vecchie abitudini. “C’è sempre la mancanza di papà, in tutti i cambiamenti, in tutti i vuoti che non riesco a riempire”.
Nonostante le premesse non affatto incoraggianti, a Scilla, invece, Beatrice troverà nonna Ninnicella pronta ad accoglierla a braccia aperte, l’inaspettata amicizia di Sofia “l’errore che ti permette di diventare giusta”, colei che “non vuole cambiarti o correggerti, ma ti accoglie”, il ritrovato rapporto con sua madre Anna, ma soprattutto l’amore di Rocco, un ragazzo ferito dalla vita e, proprio per questo, in grado di leggere le sue cicatrici, anche quelle più nascoste.
È questa la trama Caos bellissimo, l’ultimo romanzo della scrittrice Sara Maria Serafini, edito da Einaudi Ragazzi.
Una storia di formazione che tocca temi molto delicati come l’ansia, l’abbandono, il cambiamento e il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo.
Proprio come Beatrice e Rocco, due ragazzi che imparano a crescere attraversando le proprie fragilità e accettandole perché “le cose non le controlli. Ci galleggi dentro”.
Vero grande protagonista del libro, però, è il mare, quella distesa cristallina in eterno movimento che sa portare pace e guerra, calma e tempesta, serenità e caos perché “ogni volta che lo guardi, il mare cambia. Ognuno ci vede quello che vuole”.
E, insieme al mare, le parole… la melodia delle frasi dialettali pronunciate da nonna Ninnicella, la voce delle onde che si mescola a quella di un padre ritrovato, di un fratello che vive in una terra lontana e della “gente che parla comunque”. Le parole che salvano, accudiscono e custodiscono, le parole che “anche quando tutto sembra finito, possono riportarti a casa”.
Una scrittura che scorre veloce proprio come l’acqua del mare. Una storia che si insinua nelle intercapedini dell’anima proprio come le onde tra le fessure degli scogli.
Una storia che ha il sapore della salsedine, il colore azzurro del cielo che si mescola a quello dell’orizzonte e il suono delle barche che tirano su le reti.
Un romanzo che insegna a sperare anche se il cuore non vuole, anche se la vita si è ripiegata su sé stessa perché fa male decidere di andare avanti, richiede coraggio e il coraggio ha bisogno di speranza.
Buona lettura a chi si lascia cullare dal mare, a chi ama ascoltare le storie che racconta, a chi si fida di lui nonostante, a volte, porti con sé tempeste perché “non puoi controllare il mare, ma puoi imparare a nuotarci dentro”. Buona lettura a chi scava in profondità e affronta le proprie sofferenze imparando che “chi vuole controllare il mare finisce per affogare”. E infine buona lettura a chi ha compreso che “il tempo non aspetta nessuno. E certe strade, prima o poi, si devono percorrere”.
Alessandra D’Agostino
Sono una prof di Lettere appassionata e sorridente! Amo insegnare, leggere e scrivere recensioni, racconti e poesie che, spesso, hanno ricevuto pubblicazioni e premi letterari nazionali. Il mio motto è: "Se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre"... La vita mi ha insegnato che Giordano Bruno non si sbagliava!