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La visione distorta del voto.

By Paolo
14 Maggio 2019 3 Min Read
0

Mi sto imbattendo spesso, in discussioni con amici, specie uno in particolare, che fa discorsi, fin troppo superficiali, sulle questioni politiche. La cosa che mi “scandalizza” maggiormente, è il fatto che da parte di persone adulte, come noi, ormai il voto ha un peso molto più grande di quando eravamo ragazzini, dicioteenni, come ho detto a lui votavamo solo perché era una delle prime volte della nostra vita.

In effetti, il senso di responsabilità del voto si dovrebbe sentire già da appena maggiorenni, ma lasciamo correre, eravamo giovani. (O meglio, lo ervamo di più di oggi)

Piuttosto, siamo sempre stati guidati da una certa confusione, a causa di essa, mi sono astenuto dal voto, essa, e una totale sfiducia nella politica italiana. Non ho mai voluto pensare al “meno peggio”, o cose simili.

Per me ci deve essere il meglio. Se volete votare il meno peggio non andate a votare, anzi andate. Perché un mio amico mi ha detto che per avere ufficializzata la propria protesta bisogna andare in sede elettorale, e dichiarare di annullare il voto. Fatelo, se vi preme la protesta.

C’è un pensiero fin troppo diffuso, per come l’ho vista io, di andare a votare per pensiero altrui, dei propri genitori in genere. Da cui poi escono fuori discorsi come il meno peggio. Io voglio personalmente fare una sola “denuncia“,  più che altro perché anche io ne sono stato per anni …infulenzato. Anzi, no.
Non volevo votare quell oche dicevnao altri, e non sono andato.
Oggi, qualcosa è cambiato, un senso di responsabilità, (sarà l’età …sarà la maturità) ha preso piede nei miei pensieri. Come detto prima, mi sento adulto, non voglio più pensare in maniera limitata.

Ho avuto “il coraggio” di cambiare la mia prospettiva, di cambiare la mia non-idea sulla politica, appunto, inziando ad avere “il coraggio” di pensarla diversamente dai miei, affezionati a  un mondo che, nel bene e nel male, appartiene al passato e non esiste più.

Non so se voi siate come me, ho visto però amici avere (sempre a mio modo di vedere) pensieri fin troppo limitati, o incapaci di spiegare le loro ragioni del voto. (O farlo male in alternativa)
In pochi posso dire di non avere concordato, in pochi sono stati veramente informati e con idee proprie.

Sembra banale, me ne rendo conto, ma sono veramente preoccupato della ENORME quantità di disinformazione nel nostro paese, e la politica è l’argomento in pole position.

Che è grave, perché in questo modo, purtroppo domina l’ignoranza.
Tuttavia è facile incolpare i giornali, possiamo avere noi, la possibilità di essere davvero informati, la scelta di restare così, in fondo, molte volte è anche nostra.

Secondo me ormai, oltre che per le proprie diee sulla politica in generale, bisogna cominciare a considerare tutto l’insieme, nel comune, nella città, esigenze proprie, e della città stessa, del mondo stesso. A volte, il modo in cui vive una singola città, è diverso dell’intero stato.

Credo sia il momento di avere maggiore flessivilità, per poter comprendere appieno il mondo che ci circonda. Osservare e fare attenzione.

Abbiate una vostra idea, senza paura di cambiarla, o di averla contraria ad altri. Perché è questo quello che conta.

 

 

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Paolo

https://loscittorevolante.wordpress.com/

nato nell'ulimo degli anni '80, sono un sognatore, che mette i propri sogni, nella scrittura.
Nato e cresciuto a Lamezia Terme.

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    “Apocalisse Tascabile” – uno spettacolo che rappresenta la realtà odierna.
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    Il mio pensiero su “Il Colloquio” spettacolo di lunAzione, al TIP Teatro. Intenso ed emozionante.
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    Il mio pensiero su Calabria Sound Festival – a Sersale (CZ)
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    “Tra Due Mari ” – Carmine Abate
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    A Modo mio…o, a modo “nostro”.
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    Teatro e Crisi (breve riflessione su “Nessuno può tenere baby in un angolo”.)
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