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Sport

Fanfulla, il cavaliere di Lodi | Storie di Provincia

By Salvatore Giuseppe Di Spena
29 Maggio 2024 3 Min Read
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Storie di Provincia #1. Le strisce bianconere rappresentano nell’immaginario collettivo calcistico italiano i colori della Juventus. Chi segue da un po’ di anni il calcio professionistico li assocerà anche in un secondo momento all’Udinese o all’Ascoli. I più attenti allo Spezia o al Siena. Scendendo più in profondità però, tra le viscere dell’Italia del pallone, troviamo una provincia che lega indissolubilmente la sua storia a questi due colori, facendolo in maniera del tutto originale. Parliamo di Lodi e del suo Fanfulla.

Ma perché “Fanfulla”?

Il nome della squadra è un omaggio a Fanfulla da Lodi, un condottiero italiano che si distinse nella disfida di Barletta, un duello del 1503 in cui tredici guerrieri italiani si scontrarono con 13 guerrieri francesi nel contesto dei dissidi tra Spagna e Francia per il predominio sul Regno di Napoli. La contesa venne vinta proprio dagli italiani e ispirò negli anni a venire numerose opere ad essa correlate (romanzi, film, fumetti, quadri, sculture ecc…). Anche le strisce bianconere sono un richiamo a Fanfulla, in particolare al suo blasone araldico.

Lo stemma dell’ASD Fanfulla.

Sebbene relegato da anni ormai al calcio dilettantistico, il Fanfulla può vantare una storia calcistica di tutto rispetto. 17 apparizioni complessive nel secondo gradino della piramide calcistica italiana, di cui 13 nell’odierna Serie B, che lo collocano al 65esimo posto della classifica perpetua della cadetteria su 141 squadre totali e al 96esimo posto delle Tradizioni Sportive in Italia.

Un po’ di storia

Il primo successo rilevante è il campionato di Serie C vinto nel 1937-38, che consente al Fanfulla di approdare per la prima volta in B. Un’altra vittoria della Serie C nel 1948-49 allungherà la permanenza nella serie cadetta, fino alla retrocessione del 1953-54, macchiata da illeciti sportivi. Il punto più alto è rappresentato dal sesto in posto in B dell’annata 1950-51, anno in cui la squadra è trascinata dai 18 goal di Andrea Marzani, bomber proveniente direttamente dalla Serie A, sponda Palermo.

Giuseppe Sannino in goal.

I fasti di quegli anni però non avranno un seguito e da metà anni ’50 in poi Il Cavaliere di Lodi continua ad oscillare tra il terzo, il quarto e il quinto livello del campionato, con ultima apparizione in serie C2 nel 1985-86 e un trionfo in Coppa Italia Serie C nel 1983-84. Completano il palmares le 4 competizioni regionali portate a casa dai bianconeri: Eccellenza 2004-05 e 2017-18; Promozione 1921-22 e 2012-13.

Fanfulla – Inter (1944).

Nella sua lunga storia molti i volti noti del panorama calcistico italiano transitati da Lodi. Marini, campione del mondo con la Nazionale Italiana nel 1982; Marchesi che poi portò a casa anche un paio di trofei europei con la Fiorentina; Capra, con 2 gettoni in azzurro; Mario Acerbi, scudettato con la Roma; Verdelli, scudettato con l’Inter; Boselli, nella rosa dell’ultimo Bologna vincente in Europa (Intertoto 1998); Maspero, capocannoniere della Coppa Italia con la Cremonese, Giuseppe Sannino (tutt’oggi allenatore in attività, stimato da diverse piazze); Alberto Spelta, soprannominato proprio a Lodi “Jair bianco”, capocannoniere nel 1970-71 in B col Modena e leggenda del calcio calabrese, tra Catanzaro e Vigor Lamezia. Infine, Silvio Dellagiovanna, capocannoniere assoluto del Fanfulla con 176 reti totali.

Fanfulla – Novese (1922).

Oggi i bianconeri chiudono la stagione 2023-24 con un nono posto in Serie D e le vittorie contro Milan ed Inter degli anni ’40 sembrano appartenere ormai a racconti leggendari di cui quasi nessuno ha memoria. Ma il calcio è ciclico, la sua storia ci insegna che chi combatte prima o poi la spunta. E a Lodi, Fanfulla non ha ancora deposto le armi.

Leggi anche gli altri nostri articoli sullo Sport
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Salvatore Giuseppe Di Spena

1997, Lamezia Terme. Scrivo in prosa, in versi, esco poco (ma una partita di pallone la faccio sempre volentieri), tifo e leggo abbastanza. Sono responsabile editoriale del MABOS Magazine e cofondatore de "La Pantegana Edizioni". Nel 2024 ho ricevuto il Premio Letterario Kerasion per "Tate e Violet" (testo musicale) e il Premio Tutto Calabria per "Alicanto" (poesia) al NON FEST - Caratteri in movimento. Nel 2025 ho ricevuto la menzione al Premio Nautilus col racconto "Lorenzo e Sylvia, 1963" e per la prima volta sono stato tradotto all'estero, all'interno di Revista Be Cult, col racconto "Spigolature estive - Espigas de verano". Sono stato pubblicato in diverse antologie e riviste, tra cui nell'Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei (2019) e Laboratori Critici (Speciale Ritratti di Poesia 2026). Nel 2027 uscirà la mia prima monografia.
Sono anche laureato in Medicina.

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1997, Lamezia Terme. Scrivo in prosa, in versi, esco poco (ma una partita di pallone la faccio sempre volentieri), tifo e leggo abbastanza. Sono responsabile editoriale del MABOS Magazine e cofondatore de "La Pantegana Edizioni". Nel 2024 ho ricevuto il Premio Letterario Kerasion per "Tate e Violet" (testo musicale) e il Premio Tutto Calabria per "Alicanto" (poesia) al NON FEST - Caratteri in movimento. Nel 2025 ho ricevuto la menzione al Premio Nautilus col racconto "Lorenzo e Sylvia, 1963" e per la prima volta sono stato tradotto all'estero, all'interno di Revista Be Cult, col racconto "Spigolature estive - Espigas de verano". Sono stato pubblicato in diverse antologie e riviste, tra cui nell'Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei (2019) e Laboratori Critici (Speciale Ritratti di Poesia 2026). Nel 2027 uscirà la mia prima monografia. Sono anche laureato in Medicina.

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