Skip to content
manifestblog

contenitore di libere scritture

manifestblog

contenitore di libere scritture

  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
Close

Search

  • https://www.facebook.com/
  • https://twitter.com/
  • https://t.me/
  • https://www.instagram.com/
  • https://youtube.com/
Subscribe
Racconti

Lascito di un tradimento (e di quel che ne rimane)

By Franz Tropea
27 Settembre 2016 4 Min Read
0

Questo è solo il racconto di un frammento della mia vita che, nel dolore, mi invitò, in ultima istanza ad andare lontano e divenire, così, un Dheliryo (guardiano della Vita e dei segreti della Natura).

Mi ritrovavo seduta attorno al solito tavolo di legno di Sowln, boccale di birra in mano (quella nera, ovviamente), capelli legati da una corda bianca e pugnale infilato nello stivale destro… Avevo sempre amato quel pugnale, lo presi nella baia di Elii Castle da bambina, riponendo in esso una cosmica infinità di desideri.

Era un’allegra sera d’estate, i lumi conferivano un colore delicatamente rosato al bel legno di castagno utilizzato per costruire la famosa Osteria di Weecy. Moltissimi erano passati da quel posto, molti altri, preceduti dalla fama della Pentola Canterina, arriveranno per poterne assaggiare anche un solo boccone.

Brindavamo allegramente, noi, la frotta storica di ragazzi sposati con vicende scomode di politica, interessi sociali e cultura. La compagnia del tempo perso… Provavamo a vivere in armonia con la giostra delle stagioni che portava, di anno in anno, parole di rancore, dolore e disperazione.

Ma quella sera il destino non ci preoccupava, quella sera eravamo tutti uniti, questo bastava.
Giocavamo come non mai, tiravamo il pane in aria; ubriachi di felicità cantavamo su corde di chitarra le sinfonie degli straccioni…
In quella baraonda mi girai per osservare Aek e lo baciai, mi fece un mezzo sorriso poi continuò a guardare il suo boccale di birra stringendolo tra le mani. Aek era strano, ricordo come in quell’ultimo periodo le sue attenzioni erano arrivate a sfiorare il nulla. Sentivo qualcosa di diverso, lo vedevo nei suoi occhi, ma lui giurava di amarmi; e per quanto io avessi forza per reggere entrambi, la cosa iniziava a darmi sui nervi. Lasciai perdere, la vita ha stagioni, ha inizio ed ha fine ed ognuno necessita di propri angoli di riservatezza.

Passammo la nottata a ridere e scherzare, ancora più ebbri, Aek non si mosse dal suo angolo, noi altri continuammo a cantare, raccontare storie, sognare nuove avventure.
Stavo per l’appunto recitando un piccolo stornello (amavo farlo, tutti ne erano a conoscenza!) quando Aek si irrigidì, mi prese la mano tirandomi dalla sedia.
”Ma che fai, sei impazzito?” Dissi sconvolta.
”Possiamo andarcene, per piacere?”
Tutti gli amici si voltarono e guardarono me negli occhi con aria interrogativa.
”Dai! Ma che ti prende? Stavo raccontando una storia, perché dobbiamo andarcene proprio adesso?”
”Non hai idea di quanto la cosa possa farmi dispiacere, ma dobbiamo andare…”
Osservai gli altri, posai lo sguardo su Lanyt che me lo rimandò ancor più sconcertata.

”Aek!”
Sentimmo gridare. Poi, un’altra volta, ancora più forte.
Era Lynh, la figlia di un grande amico di mio padre, ci girammo nella sua direzione, salutandola.

Lynh si avvicinò con aria severa e sconvolta. ”Gliel’hai detto?” Fece.
La guardai ed esclamai ”Dici a me? Che cosa?”
”Lyhn, smettila, ti prego.” Disse Aek cercando di mandarla via.
”Ma dirmi cosa?” Continuai a chiedere, in preda alla birra che ribolliva nel mio corpo.
”Sono incinta”, mi guardò, poi guardò Aek ”Il bambino è suo”.

Sentii il cuore battere fino a soffocare, vidi i nostri amici sprofondare in un antro buio quanto la morte.

A nulla bastarono le scuse, le richieste di restare; che l’amore era bello e questo bastava.

Non era l’amore, ognuno è libero di amare chi vuole, ognuno deve avere la possibilità di stare con chi desidera, ma noi avevamo scelto di stare insieme, di avere un determinato tipo di relazione. Lui lo sapeva, la mia fiducia nel genere umano era scolorita per mano di altri, e di altri ancora. La nostra era solo una semplice decisione, limpida, per questa ragione non dissi una parola, restai con gli occhi sbarrati e mi accinsi a camminare.

Lanyt mi chiamò, gridò.

Lyhn arrivò di corsa dietro me dicendo ”…Mi dispiace”.

Mi voltai… ”Non sento il bisogno di accettare le vostre scuse, probabilmente ho io la colpa di credere e di volere un mondo che ormai non c’è più, di avere un retaggio culturale antiquato, di sentire la bellezza di amare una persona… Il mio non-perdono risiede solo nel vostro aver giocato a nascondino, alle mie spalle. Vi ringrazio però di aver facilitato il mio lavoro, adesso potrò andare senza avere alcun rimorso, senza dovere niente a nessuno”.

”Stai dicendo che vuoi andare sul monte Molfe?” Lanyt saltò dal tavolo e scoppiò in pianto.
”E’ questa la mia scelta”.

Nessun rimpianto, così mi dicevo. Forse fu proprio il Fato, il volere di un Dio inconsistente a darmi una mano per tessere la tela del mio destino. Mi diedi solo il tempo di qualche giorno per prepararmi alla partenza, poi… andai.

 

Tornai solo dieci anni più tardi, alla fine del mio addestramento, quando ormai la vita viaggiava con vascelli d’argento su un mare di poesia.

 

NB: Questo stralcio di storia è frutto solo del giro completo del globo terrestre, in assenza di gravità, che il mio cervello compie durante le ore notturne. Potrebbe essere un epilogo, od un prologo, magari, di una storia che ancora deve nascere. Forse una piccola, un racconto breve, un romanzetto di poche pagine. Sperando che io continui ancora a non abbandonarmi tra le braccia di Morfeo,allora, probabilmente potrebbe nascerne qualcosa. Con l’augurio che questo vi piaccia, vi lascio. 

Franz

Letto: 2
Franz Tropea
  • Franz Tropea
    Stasi
  • Franz Tropea
    I Megaliti di Nardodipace (VV) o di quanto è immensa l’umanità
  • Franz Tropea
    Ppi ‘nu mùarzu ‘i Pani
  • Franz Tropea
    La gabbia del tempo
  • Franz Tropea
    Sussurri da… Viktoria || Recensione
  • Franz Tropea
    Insomnia. Una poesia ai piedi del letto
  • Franz Tropea
    Sussurri da… “PERSEPOLIS” || Recensione
  • Franz Tropea
    La bellezza risiede nella spontaneità
  • Franz Tropea
    Non basta guardare
  • Franz Tropea
    Vi prego: continuiamo a lottare
  • Franz Tropea
    Manifest a FIUMEFREDDO BRUZIO || Millennium Bug
  • Franz Tropea
    Ho scambiato dei fiori per una prostituta
  • Franz Tropea
    Manifest a CYCLOCOSMIA || Video
  • Franz Tropea
    Venti (passi) in tempesta
  • Franz Tropea
    Sussurri da… “La camera azzurra” || Recensione
  • Franz Tropea
    Quaresima e Carnevale : la Calabria (quasi) dimenticata
  • Franz Tropea
    Sussurri da… “La meccanica del cuore” || Recensione
  • Franz Tropea
    Sussurri da… “Cime Tempestose” || Recensione
  • Franz Tropea
    No al bullismo: “Forgiatevi di speranze d’acciaio”
  • Franz Tropea
    Sono un Anima(le)
  • Franz Tropea
    The Book Tag!
  • Franz Tropea
    C’era un gabbiano nel mio ginseng
  • Franz Tropea
    Le camicie di Papà
  • Franz Tropea
    Mia Nonna ed il suo Femminismo quotidiano.
  • Franz Tropea
    Sogni d’oro (d’argento e di rugiada)
  • Franz Tropea
    Endless Nights
  • Franz Tropea
    Il Monte delle Fate
  • Franz Tropea
    Lègàmi
  • Franz Tropea
    Athens in Pills
Author

Franz Tropea

Follow Me
Other Articles
Previous

Noi non leccheremo. Buoni motivi per tutte le occasioni.

Next

“Chi ci capisce è bravo” sbarca sul web

No Comment! Be the first one.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Most Viewed Posts

  • HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice (Aleister Rush) (21.673)
  • Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse (Salvatore Giuseppe Di Spena) (2.172)
  • Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile (Aleister Rush) (1.780)
  • Ghiannis Ritsos. La poesia contro la dittatura. (Francesco M.) (1.358)
  • La Casa dove gli incubi si realizzano, Shirley Jackson e “L’incubo di Hill House” (Emanuela Stella) (1.351)
  • Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia (Salvatore Giuseppe Di Spena) (1.214)
  • “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente (Domenico Benedetto D'Agostino) (1.088)
  • Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi (Davide De Grazia) (983)
  • La “sans par”, la donna più bella del Rinascimento: Simonetta Vespucci (Emanuela Stella) (971)
  • Il quartiere Bella in un racconto dell’Ottocento (Salvatore Giuseppe Di Spena) (931)
Copyright 2026 — manifestblog. All rights reserved. Blogsy WordPress Theme