Giuditta

Svelta, svelta accorri!
seppur ti compiaccia
esser richiesta-desiderata
e del mio tormento esser causa

e ad ogni passo
l’indarno abito che vien meno
accresce e fa greve
l’amor che mi duol in petto

e quando giunge a compimento
degl’uomini il più misero e inetto
mio malgrado mi confesso

poiché, come quel che s’ingozza
e pel suo stesso piacere
gli si smorza il respiro,
tale ora si compie il mio destino

perciò sii sobrio
e di lento fervore
piuttosto che ingordo
d’ogni corpo-sapore

e quando ti chiama
ripudia e sii saldo
se non placido quando la brama
è dal tuo canto

e se di ciò non sei pago
t’offro come prova
la scomoda dimora
donatami da un bacio

ma, oh confratello,
del mio dire vedo
che non trai diletto

ed infine allor venga la morte,
lor vero consorte,
a carpire col dolce

fendente di labbra
la testa eretta
delle nostre voglie!

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