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E se io muoio…da partigano … Tu mi devi seppelir.

By Paolo
17 Agosto 2018 2 Min Read
0

Non è un articolo sui partigiani, ma su un’altra storia di rivoluzioni.

Non so quanti di voi abbiano visto “La casa de papel”, in italiano, “La casa di carta” una serie breve ma intensa, e di una bellezza particolare.

È quasi incredibile come in un luogo chiuso come una prigione, dove si soffoca per la mancanza di aria, si possano aprire porte su dei mondi.

Ma innanzitutto, è meglio che vi dica in breve cos’è “La casa de Papel”.

In breve un uomo che si chiama “El Professor” (ovviamente “il professore”) riunisce un gruppo di criminali tanto geniali quanto sbandati, che hanno perso tutto, quindi non hanno nulla da perdere, e gli insegna il piano perfetto per poter derubare la zecca nazionale spagnola.

La trama sembra tanto semplice quanto complicata, dato che il piano funziona anche in base alle azioni fatte dalla polizia e dagli ostaggi stessi.

Qual è però, secondo me, la peculiarità di questo telefilm, e credo non solo secondo me?

Vedete, una delle cose più belle, è che viene data una caratteristica, un’importanza fondamentale a ogni singolo personaggio, una cosa che forse, non si vedeva dai tempi di lost, o forse anche meglio. (Non per la storia, naturalmente, essendo due cose estremamente diverse, ma per un peso diverso dei personaggi stessi)…

Perché ogni singolo personaggio è parte dell’ingranaggio, del piano perfetto del professore, e anche quando qualcosa va storto, riesce comunque a far procedere tutto, appunto, con l’importanza di ogni personaggio.

La casa di carta ci trasporta nella mente di questi criminali, consapevoli di non avere più quello che era la cosa più importante per loro.

E si entra nelle loro menti, nei loro sogni, nelle loro illusioni e disillusioni.

Senza voler spoilerare troppo, vi dico i miei due personaggi preferiti: Il professore e Berlino.

Manco a farlo apposta, sono i due leader del gruppo, ma nonostante ciò sono due personaggi completamente diversi.

Se il professore è uno che col suo piano crede di cambiare qualcosa, cantando insieme al suo collega “bella ciao”, ritenendosi un rivoluzionario, dalla parte del popolo, Berlino non crede affatto in tutto questo, Berlino è caratterizzato per essere un personaggio cinico, severo, un vero e proprio “cattivo” ma anche lui esposto alla fragilità umana. Un “falso forte” che però era necessario per comandare le fragilità altrui.

Sì, fragilità: perché in questa serie viene vista tantissimo, è una serie molto più complessa appunto di come possa sembrare.

Il clou non è più la lotta tra crimine e polizia, ma tutto insieme, con ogni conseguenza sui pensieri e sentimenti dei personaggi.

Cosa dire di più? Se non lo avete ancora visto …rimediate.

Perché è bello vedere una serie che non ti faccia solo passare il tempo, ma che ti possa dare messaggi ed emozionare.

Se invece vedete serie per spegnere il cervello, ve la sconsiglio fortemente.

Buona visione, e alla prossima,

  • Paolone, aka Michaeli 1941.
Letto: 3
Paolo

https://loscittorevolante.wordpress.com/

nato nell'ulimo degli anni '80, sono un sognatore, che mette i propri sogni, nella scrittura.
Nato e cresciuto a Lamezia Terme.

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La casa de papelLa casa di cartaPaolo PileggiSerieTvTelefilm
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https://loscittorevolante.wordpress.com/ nato nell'ulimo degli anni '80, sono un sognatore, che mette i propri sogni, nella scrittura. Nato e cresciuto a Lamezia Terme.

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