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Ti consiglio un libro: Cecità.

By Teresa Borgia
17 Agosto 2016 3 Min Read
0

Cecità è un libro scritto dal narratore, poeta, drammaturgo, giornalista e critico letterario José Saramago. Il libro viene pubblicato nel 1995 in Portogallo, patria dello scrittore, e nel 1996 in Italia. Nel 1998 gli verrà assegnato il Premio Nobel per la letteratura.

In una città senza nome è una giornata come tutte le altre. Le strade sono piene di traffico, un automobilista in fila aspetta che la luce del semaforo da rossa diventi verde. D’improvviso però tutto, per quell’uomo, diviene bianco: non ci vede più. Preso dal panico per la nuova e inaspettata condizione , viene aiutato a tornare a casa da un falso benefattore. Il primo cieco, così lo conosceremo per l’intera storia, si recherà assieme alla moglie da un oculista per cercare spiegazioni di questa improvvisa cecità. Il medico, però, non riscontra nessuna anomalia negli occhi del paziente: dovrebbe vederci alla perfezione ma non è così.Questa cecità è strana non solo perché non presenta alcun sintomo e arriva all’improvviso, ma soprattutto perché immerge il paziente nel bianco totale. Il medico privo di risposte, rimanda a casa l’uomo. Quella stessa sera anche il dottore diverrà cieco. Questi non saranno due casi isolati, “il male bianco” prenderà le sembianze di un’epidemia. Il Governo, per cercare di arginare quest’emergenza, internerà i contagiati e i presunti contaminati in un ex manicomio.
Ma non tutti vengono colpiti dalla cecità: la maglie del dottore sarà l’unica vedente in un mondo di non vedenti. Ella, però, per restare vicino al marito si fingerà cieca per essere internato con lui. La quarantena non sarà facile, di fatti se inizialmente le scorte di cibo arrivano con regolarità, con il passare del tempo vengono sempre meno: questo perché la cecità non ha risparmiato nessuno, ha colpito l’intero paese.
La moglie del medico, che possiamo considerare senza alcun dubbio la protagonista, sarà vittima ma allo stesso tempo carnefice, testimone della crudeltà e della cattiveria del genere umano. Il paese a causa della cecità cadrà del degrado totale, ma quando tutto sembrerà esser perduto ecco che il primo cieco riacquisterà la vista e così tutti gli altri.

Una voglia di avvolgersi su se stessa, gli occhi, ah, soprattutto gli occhi, rivolti all’interno, sempre di più, di più, fino a poter raggiungere e osservare l’interno stesso del cervello, nel punto esatto in cui la differenza tra il vedere e il non vedere è invisibile alla vista.

Cecità è un libro che di certo non lascia indifferenti. Attraverso l’espediente dell’improvvisa perdita della vista, Saramago riesce ad inquietare il lettore. La narrazione è così incalzante e viva che molte volte avremo noi stessi paura di diventare improvvisamente ciechi. La cecità di cui avremo molta paura non sarà tanto quella fisica, ma quella dello spirito: il romanzo non fa altro che descrivere la terribile guerra del tutti contro tutti. I personaggi non solo perdono la vista, ma diventano ciechi nell’animo e nelle emozioni. La terribile e comune sorte non fa altro che accrescere il senso di sfiducia, egoismo, cattiveria e indifferenza che albergano nell’uomo. Pur di sopravvivere si è disposti a tutto: la solidarietà, il senso di unione e coesione sociale sembrano essersi persi nella confusione generale.
Saramago getta il lettore in uno scenario apocalittico: persone cieche abbandonate a loro stesse, lasciate soprattutto in balia dei loro più bassi sentimenti. Il bene e il male non si sa più cosa siano; cosa sia giusto e cosa sia sbagliato ormai non lo sa più nessuno. Tutto sembra essere guidato da un’unica e sola legge: quella del più forte.
Un unico barlume di speranza è portato avanti dalla moglie del dottore, l’unica che, in un mondo di ciechi, riesce ancora a vedere. In lei ho visto il germoglio della speranza, dell’amore e della solidarietà, anche se molte volte le situazioni l’hanno costretta a fare i conti con azioni che in una normale condizione non avrebbe mai pensato di fare.
Il libro non si presenta come una lettura leggera, anzi, a mio parere, dovrebbe esser letto con molta calma prendendosi tutto il tempo necessario. Cecità è un ottimo punto di partenza per riflettere su come e su quanto, pur essendo umani dotati di vista, in realtà il più delle volte non vediamo.

 

t.

Letto: 1
Teresa Borgia

Per paura e timidezza verso me stessa evito ogni forma di descrizione: interiore ed esteriore. Scrivo in gran segreto per mettere in ordine pensieri e sentimenti confusi e per riprendermi da notti insonni.

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Per paura e timidezza verso me stessa evito ogni forma di descrizione: interiore ed esteriore. Scrivo in gran segreto per mettere in ordine pensieri e sentimenti confusi e per riprendermi da notti insonni.

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