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Pensierini

Taranto bella e amara. Diario di un viaggio. Giorno 2

By Daniela Costanzo
3 Ottobre 2016 4 Min Read
1

Venerdì 30/09

Ore 6.10 Come ogni città di mare Taranto si sveglia presto ed io con lei.

L’alba disegna il golfo e rende più gentile il profilo della fortezza aragonese bassa e potente, oggi sede della Marina Militare. Decido di perdermi di nuovo nella città vecchia e di visitare la cattedrale di san Cataldo prima che il convegno inizi. Sono ancora febbricitante ma tutto sparisce per lasciare posto alla meraviglia, una volta oltrepassata la bella facciata barocca opera di Manieri.20160930_082810

 

20160930_083313

 

 

 

L’interno cela le tracce della più antica cattedrale pugliese, fondata dai Bizantini su un impianto precedente. Della fase più antica si conservano il bel fonte battesimale in marmo, anche se rimaneggiato, e frammenti di pavimenti musivi di XII secolo simili a quelli di Otranto; i capitelli delle colonne che dividono le navate sono diversi, reimpiegati da edifici più antichi.

20160930_084035

 

20160930_084150

Il “cappellone” di san Cataldo, a destra dell’altare centrale, è di uno sfarzo senza eguali: ricoperta di tarsie policrome e ornata di statue marmoree di vari santi (una è opera del napoletano Giuseppe Sanmartino), è sovrastata dalla cupola affrescata da Paolo de Matteis nel XVIII secolo. L’altare che accoglie le reliquie del santo è incrostato di lapislazzuli e madreperla e il protettore della città è raffigurato in una statua d’argento.

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.Lungo la strada e fra i vicoli intorno al duomo magnifici palazzi nobiliari tristemente abbandonati e murales che danno loro nuovo colore.

20160930_083141 20160930_082440

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0.

Ore 9.20 Inizio del convegno, con un po’ di ritardo rispetto alla tabella di marcia.

Ore 14.00 Pausa pranzo! Con A. e M.T. ci dirigiamo verso il Borgo Nuovo, puntando con decisione al “Cozzaro Nero” che affaccia sul canale del Mar Piccolo. Le cozze che qui si coltivano sono celebri! E infatti il mio morale si risolleva con un piatto di tubettini alle cozze e pomodorini, accompagnato da un bicchiere (o forse due) di Tarantino.

20160930_144349

Il caffè lo prendiamo in piazza Archita, dominata dalla rossa sagoma dello storico liceo di Taranto. Penso con rammarico che non avrò il tempo di visitare nuovamente il Museo Archeologico Nazionale (MArTa), che contiene alcune fra le più importanti collezioni di reperti della Magna Grecia, tra cui i celebri “Ori di Taranto” di età ellenistica e una serie enorme di vasi figurati, sculture e mosaici che testimoniano della grandezza di questa città, unica ma potentissima colonia spartana in Italia. Mentre attraverso il ponte girevole per tornare al Borgo Vecchio noto, saldata all’inferriata, la sagoma bianca di una bicicletta, con fiori bianchi nel cestino e penso che qualcuno qui ha finito di vivere, forse in una giornata di sole accecante come questa, sospeso fra due mari; poco distante un uomo pesca nel canale, con una lunga canna.

Ore 15.00-20.30 Il convegno riprende a pieno ritmo con vari relatori, il mio professore presenta alcuni dei risultati degli scavi di Policoro a cui ho collaborato l’anno scorso. Una lunga e accesa discussione a fine giornata su un sito che da quarant’anni divide gli archeologi italiani e non solo.

Ore 21.00 Ritorniamo verso la città nuova in cerca di un’altra tipica produzione locale: la puccia! Esistono in tutta la Puglia diverse varianti, ma nel Tarantino e una sorta di pagnotta bassa e morbida di farina di semola, farcita con pomodori, olio e ricotta, oppure con rape. Devo costatare invece che adesso, in molti locali della Città Nuova, non si differenziano molto da comuni hamburger con patatine…O tempore, o mores! Mentre aspetto le mie colleghe in via D’Aquino vedo passare una ragazza nella candida uniforme della Marina Militare: ha capelli corvini legati sotto il berretto e un ragazzo le passa un braccio intorno alla spalla. La trovo bellissima. Per il resto il venerdì sera è simile a quello di tante città: dj nei locali e qualche mise discutibile. Però a volte si sente la brezza di mare attraversare gli eleganti palazzi ottocenteschi e i nomi di strade e piazze mi ricordano i tanti rinvenimenti della Taranto antica: le tombe arcaiche in piazza Maria Immacolate e in via Regina Elena o l’area sacra di via Acclavio…

20160929_203845Ore 23.30 Si rientra presto, complice la stanchezza di una giornata intensa e l’influenza che non mi dà pace nonostante massicce dosi di paracetamolo. A tratti mi arriva il silenzio del mare.

 

Letto: 8
Daniela Costanzo

Archeologa. Bibliofila. Abibliofoba. Lettrice vorace, scrive fin da quando è in grado di farlo, ma declina puntualmente la responsabilità di spiegare i contenuti, con l'elegante pretesto che "la penna ne sa di più di chi scrive".

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Tags:

#magnagrecia#taranto#viaggi
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Daniela Costanzo

Archeologa. Bibliofila. Abibliofoba. Lettrice vorace, scrive fin da quando è in grado di farlo, ma declina puntualmente la responsabilità di spiegare i contenuti, con l'elegante pretesto che "la penna ne sa di più di chi scrive".

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One Comment
  1. Marianna Leone ha detto:
    3 Ottobre 2016 alle 23:00

    bellissimo…leggendo ciò che hai descritto mi sembrava di viverli quei luoghi :-)

    Rispondi

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