• Di biblioteche nei deserti.

    La cultura è oggi necessaria laddove non c’è, laddove manca ed è cercata, desiderata e poi trovata, conquistata. La cultura come l’amore non va implorarata ma massaggiata, nutrita, ed ha bisogno di esplorare nuove vie di comunicazione per aprirsi a tutti. Scoprire gruppi spontanei di giovani che dal nulla decidono di costruire una biblioteca in uno dei tanti piccoli paesi della Calabria. Questo è il dato che più sfama la cultura per eccellenza. Perché dietro a quel dato c’è una nuova generazione in grado di vivere di bellezza e in armonia col circostante, in grado di mettersi in gioco laddove la politica ha fallito da secoli, a dispetto dei grandi palazzi, dei lampadari e degli applausi impacchettati dove altrettanti gruppi di giovani sono purtroppo telecomandati ad occupare sedie rosso vellutate. A volte è necessario ‘mancare’ per dire ‘no’ a una cultura del do ut des. A volte è necessario dare merito a chi agisce in silenzio e in grande stile nel rispetto dell’ambiente e della dignità dell’essere umano per poter iniziare a parlare sottovoce di cultura.
    Valeria D’Agostino

     

  • Se l’informazione non informa.

    Informare è una cosa seria: presuppone responsabilità, coscienza, conoscenza. Cosa succede, allora, se quelli che dovrebbero essere i professionisti della comunicazione sono superficiali, incoerenti o semplicemente ignorano quello di cui parlano? Il dovere di fornire un contraddittorio è troppo spesso trascurato e pur di fare notizia e confezionare finti scoop ci si dimentica della necessità di dar voce a tutte le parti coinvolte, ci si dimentica, per dirla in altri termini, che i “fatti” non esistono se non esistono le persone. Dovrebbero riflettere a fondo, coloro che sono nella posizione di informare, sul privilegio di cui godono e sull’obbligo a cui al tempo stesso devono sottostare. Perché in-formare è letteralmente “dare forma a qualcosa o qualcuno, dare forma ed essere ad una cosa innanzi agli occhi della mente”, ma senza metodo è in agguato il pericolo di de-formare e senza contenuti tutto si riduce a fabbrica del niente. E invece l’informazione dovrebbe cercare di essere libera, anche dai propri limiti e dai propri errori.
    Daniela Costanzo

     

 
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Manifestiamoci è un laboratorio di idee in continuo divenire. Riprendiamo il gioco letterario di qualche anno fa e vi invitiamo a partecipare con noi, con l’aggiunta di qualche novità. L’obiettivo è quello di mettersi in gioco, l’invito è quello di uscir fuori, infondo qualcuno diceva che ‘si impara a scrivere, scrivendo’. La sperimentazione in atto riguarda il lavoro dell’io insieme al lavoro dell’altro.

Tre sono gli step di partecipazione al contest in cui uniremo fotografia, scrittura creativa e reading. Si può scegliere un solo step, due step o tutti e tre. 1) inviateci la vostra foto col vostro libro del momento o quello preferito con una frase che riguarda la vostra scelta o una frase del libro; 2) inventate con fantasia innovazione e originalità, il vostro personale finale al libro, oppure un nuovo inizio, nuovi personaggi ecc. La scrittura creativa è libera e non condizionata. I pezzi saranno pubblicati sul nostro blog con firma. 3) partecipate leggendo il vostro scritto durante l’evento ‘Natale in biblioteca’ a Palazzo Nicotera di Lamezia Terme, la cui data è in lavorazione.

Preparate foto, libri, penna o matita, taccuino, e soprattutto armatevi di cuore e fantasia! (Il contest sarà chiuso il 24 dicembre. Sarà possibile inviare il materiale tramite messaggio sulla nostra pagina Facebook oppure alla mail info@manifestblog.it).

 
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Ritorna un nuovo Manifestiamoci – lab letture, questa volta presso il nuovo spazio di Scenari Visibili, al TIP Teatro in Via Aspromonte Lamezia Terme.

Sarà un Manifestiamoci ‘semplice’, senza una tematica specifica, e sarà anche un momento di incontro e di ascolto intorno al nuovo angolo di bookcrossing a cui stiamo lavorando già da un po’. (Se avete libri da donare / scambiare, questo è il momento e il posto giusto).

Ci vediamo domenica 27 novembre ore 16.00 al TIP Teatro, Via Aspromonte, Lamezia Terme. 

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 Tornano i nostri #laboratori di lettura, i nostri raduni spontanei volti all’esercizio al #dialogo e alla #discussione, nonché alla condivisione di esperienze, informazioni e sentimenti.
Armati, come sempre, di libri, articoli, spunti di riflessione o, semplicemente, della “propria testa”.

L’#URGENZA vuole essere la chiave di lettura di questo e dei prossimi incontri; urgenza di capire il nostro presente nelle sue facce più attuali e, per certi versi, delicate.

Ecco perché per questo primo incontro (altri due si terranno a Sambiase e a S.Eufemia) abbiamo pensato a temi che vertono sulla questione drammatica della violenza di genere, femminicidio, cyberbullismo e su tutta la discussione sociale delle recenti settimane, ispirata dai fatti di Melito Porto Salvo, Rimini o Napoli.

Il tentativo è quello di svestirci ancora una volta di titubanze, scetticismi e luoghi comuni, di metter giù la maschera e toccare con mano uno dei tanti problemi che attanaglia il nostro presente, in modo particolare la nostra terra, ancorata a una visione maschilista, a una mentalità per certi versi atavica, amplificata all’ennesima potenza dai media. Anche l’uso esasperato e incontrollato dei social network contribuisce a una spersonalizzazione di vittime e carnefici e spinge a una riflessione più approfondita sui rapporti umani.

Siete tutti invitati a partecipare, come sempre, nella maniera più libera e spontanea e a dire la vostra.


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