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Territorio

Storia contemporanea del Pontile ex-Sir di Lamezia Terme.

By Francesco M.
19 Dicembre 2025 8 Min Read
0

Il Pontile è KAPUTT.

Così fui svegliato la mattina del 10 Ottobre 2012. KA-PUTT. Un termine che non lascia scampo. Niente poteva descrivere meglio quello che era accaduto al Pontile. KAPUTT. Rotto, finito, andato in pezzi, in malora.

Il Pontile è spezzato – ripeté la persona dall’altro lato del telefono.

Fui svegliato da quella chiamata. Ero al primo anno di università. Le lezioni erano iniziate poche settimane prima. Poche ore dopo ero già a Lamezia Terme, rientrato per partecipare a quell’evento storico.

Il Pontile impiegò due anni a venire giù. Nel 2010 il tratto iniziale cominciò a incrinarsi, rimanendo però ancora in piedi. Fino alla notte del 9 Ottobre 2012. Quella notte il mare baciava dolcemente la riva. Nel buio il Pontile appariva come un serpente metallico, steso per oltre 600 metri nel mare, immobile anche se retto da piloni ormai arrugginiti.

Poi un fischio, che pian piano divenne stridore metallico. Infine, il tonfo attenuato dalla morbida sabbia. Poi, di nuovo il silenzio, interrotto solo dalle onde del mare.

05:37 del 10 Ottobre 2012. Un pescatore addormentato parcheggia la sua auto nei pressi del Pontile. Raccoglie l’attrezzatura da pesca ed esce dall’auto, verso la riva. Il Pontile è sempre lì, immobile, fedele compagno di infinite sessioni di pesca. Quando, però, giunse a ridosso dei piloni, lì dove sabbia a mare s’incontrano, vide la frattura del pontile, trasalendo.

2010. Primi cedimenti.
2012. Dopo il primo crollo.

1. La caduta del Pontile

Alcuni avvenimenti segnano eventi epocali e rappresentano una svolta della Storia. Come la caduta di Roma, anche il crollo del Pontile di Lamezia Terme è un momento memorabile ed epico.

Il crollo del 9 Ottobre 2012 cambia l’essenza del Pontile.

Prima del crollo il Pontile aveva una funzione “umana”. Doveva fornire lavoro a migliaia di persone. Abbandonato senza mai entrare in funzione, è poi diventato luogo di ritrovo di pescatori e curiosi.

Il crollo della porzione iniziale del Pontile ha però reso impossibile percorrerlo nella sua interezza.

E così, da manufatto “umano”, diventa allora simbolo, oggetto di ammirazione. Non è più fisicamente fruibile, così diventa qualcosa di nuovo.

Nessuno, infatti, può più salirvi. Il Pontile diventa luogo di memorie, di rimpianti, ma anche di sogni, di speranze, di curiosità. Nasce una nuova categoria di fruitori e una nuova nostalgia.

E così, il Pontile giunge ad una nuova vita. Il Pontile rivive attraverso le persone che lo amano e che ancora oggi giungono a visitarlo. Il Pontile ha suggellato amori e amicizie. Chi lo ha nel cuore non poteva abbandonarlo.

Tramonti con amici.

2. Memorie del Pontile

Prima di procedere col racconto della Storia contemporanea del Pontile, riporto delle parole molto preziose. Nel corso del tempo ho raccolto e ritrovato numerose testimonianze di affetto nei confronti del Pontile. Alcune di queste le ho rinvenute nel web, altre parlando con chi passava dal Pontile. Le riporto affinché non si perdano.

Oggi, per me, è un giorno triste, va via un “vecchio amico”. Quante volte, da ragazzo, non avendo la barca, mi recavo sul pontile. Allora non c’era nessun divieto e ci si poteva andare addirittura sopra con l’auto e passavo intere giornate in “mare aperto” . Quanti ricordi e quante belle pescate! Lampughe, cernie, gronchi, mormore, pagelli, cefali, occhiate, sugarelli, etc. Ma a volte niente! Ma non era importante, eri comunque in mezzo al mare. Ogni tanto passava una ricciolona (anche di 40-50 kg) o un branco di delfini e tutti dall’alto ad ammirarne la bellezza! Su quel pontile, ho imparato tanto, ammirando “l’arte” dei “vecchi pescatori” che, ogni giorno erano li a pescare e a raccontare le loro avventure.

Un’altra persona raccontava:

Ho vissuto in primo piano le vicende della Sir e tutto il suo iter,  ero un bambino all’epoca, non ero capace di capire ciò che stava accadendo, ma lo strascico che ha portato negli anni successivi l’ho vissuto di prima persona. Quell’industria ha lasciato una ferita profonda in molte famiglie. Ha fatto crollare speranze, gioie, e tutto ciò che si può augurare un giovane di quell’epoca per il suo futuro lavorativo. Il crollo del pontile oggi riporta alla mente di chi ha vissuto quelle vicende, un film difficile da dimenticare. E’ come se si portasse via un’epoca, ora come ora è solo il simbolo dello sfascio e della ruberia perpetrata nel territorio. Inoltre come è stato detto, ci sta anche il lato “ludico”, il pontile ha visto, vissuto, tanti visi di tanti pescatori, bambini ora diventati adulti, persone che ora non ci sono più. Io ci andavo con mio padre, avevo pochi anni, mi ricordo le persone più anziane che puntualmente trovavo là e che mi davano un sacco di consigli.

Ancora:

Domenica ero lì in zona, sono andato a pescare. Praticamente il mio ultimo saluto. Ci ho passato diverse notti sopra a pescare ed anche diverse giornate, soprattutto da piccolino quando iniziavo a pescare e convincevo papà ad andare, magari insieme a mio fratello. E meno male che è successo in un giorno feriale e dove non c’era nessuno, Domenica c’erano persone che pescando si erano messe al “riparo” dal vento sotto il pontile.

3. Dal crollo fino al Pontile di oggi.

3.1. Gli ulteriori cedimenti

Dal 2016 ad oggi sono avvenuti ulteriori crolli, che hanno mutato la fisionomia del Pontile.

Nel 2016 è crollata la porzione ricompresa tra il 5° e il 6° pilone. Nel 2023, invece, è crollata un’ulteriore porzione a ridosso della parte terminale.

Una continua agonia per il Pontile, alla quale nessuno pare abbia intenzione di porre fine.

L’attuale fisionomia del Pontile.

3.2. Il Pontile superstar

Nonostante ciò, il Pontile ha conosciuto un discreto successo nazionale, grazie all’opera di scoperta e narrazione di scrittori e fotografi.

In particolare, nel 2018 il Pontile venne inserito nel progetto fotografico “Mare Monstrum” di Marco Valle. La foto del Pontile venne pubblicata sul sito di National Geographic e venne esposta al Festival della Fotografia Etica di Lodi nel 2019.

Questa la foto, con annessa didascalia.

© Marco Valle

Lamezia Terme, provincia di Catanzaro, Italia, 2017.
I resti del pontile industriale dell’ex Sir. Questo tratto di costa lungo circa cinque chilometri era il luogo in cui gli abitanti dei paesi collinari di San Pietro a Maida e Curinga si trasferivano per passare l’estate al mare. Negli anni Sessanta 60 l’area venne privatizzata per far spazio ad una industria di resine che rimase attiva per soli 2 anni. Ad oggi questo tratto di costa è abbandonato e la balneazione proibita.

3.3. L’Artista del Pontile

Negli anni successivi un misterioso artista ha abbellito il Pontile con alcuni graffiti.

3.3. Voci di Guerra

Il Pontile, inoltre, ha restituito storie lontane e occasioni di riflessioni.

Il 17 Settembre 2023 un passante ha notato uno strano oggetto arrugginito. Era una mina anticarro tedesca risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Il tratto di costa del Golfo di Sant’Eufemia era perfetto per operazioni di sbarco nemiche. Perciò vi furono costruite fortificazioni, come testimonia il bunker sulla spiaggia di Curinga.

Bunker risalente alla Seconda Guerra Mondiale nei pressi del Pontile (Comune di Curinga)

3.4. Il piccolo Anàs

Il 27 maggio 2024 è stato un giorno cupo. Il mare di Lamezia Terme ha restituito il corpicino di un bambino naufragato. Il piccolino aveva addosso tre paia di pantaloni per proteggersi dal freddo e dalle intemperie.

Quel giorno, sulla spiaggia, non c’erano né i genitori, né i fratelli a piangerlo. Ignoto il loro destino. Solo un uomo si avvicina e posa un fiore.

Così è andata via un’anima pura e nobile. Il mare, impietosito, ci ha almeno restituito questo nostro figlio, affinché non finisse dimenticato. Il mare sempre ci unisce e ci lega ai nostri fratelli, ricordandoci che solo l’uomo può mettere confini.

Ci sono voluti tre mesi perché si desse un nome a quel bimbo. Si chiamava Anàs ed era partito a bordo di un gommone con il papà dalla Tunisia per raggiungere la Sardegna.

Non dimenticare.

3.5. L’ultima visita al pontile

Solitamente, quando giungo al Pontile, avverto tante emozioni: gioia, tristezza, voglia di esplorare e scoprire, nostalgia, speranza, riscatto.

L’ultima volta, però, il cielo era grigio. Già l’arrivo al Pontile è stato rivelatore: un albero bloccava la strada di accesso. Non si giunge più in auto al Pontile. L’albero è lì da molto tempo, ad ulteriore conferma della totale incuria che lo circonda. Nessuno si è preso la briga di rimuoverlo.

Attorno a me sentivo tristezza e abbandono. La consapevolezza di una fine che si avvicina sempre di più. La storia del Pontile sembra ormai segnata, e noi siamo indifferenti al suo destino.

Ho pensato, allora, che la storia del Pontile, la storia del suo abbandono, di come lo abbiamo tradito, ci riguarda tutti. E perché mai?

Perché, se ci pensiamo, il destino del Pontile non è così diversa da quello della nostra Calabria e da quello della nostra città, Lamezia Terme. Abbandonate, tradite da chi doveva custodirle. Infine, derise.

Studiare, comprendere e ricordare la storia del Pontile porta beneficio a tutti. Serve per capire chi siamo, dove stiamo andando, da dove veniamo.

Ci insegna che senza il nostro impegno i luoghi che amiamo sono destinati al crollo. Sono destinati a finire.

Possiamo, però, impedire questa fine.

4) Fine?

Con pochi e brevi racconti possiamo comprendere come la storia del Pontile sia connessa alla storia più ampia, quella importante, delle date e dei manuali.

Abbiamo percepito gli echi della guerra, abbiamo toccato con mano gli effetti dello sperpero di risorse pubbliche. Abbiamo visto l’abbandono del Meridione, ci siamo commossi per le speranze di chi cerca una vita migliore.

Ma soprattutto, abbiamo scoperto il grande cuore di chi ama i luoghi disperati. Anzi, tanto più un luogo è disastrato, tanto maggiore è l’amore che genera in chi lo osserva.

La storia dei nostri luoghi è solo apparente semplice e di poco valore. Andando un po’ più in profondità – neppure troppo – possiamo trovare tanti spunti di riflessione, modi di interpretare e conoscere il mondo.

Non è questa una grande ricchezza?

Il Pontile parla di noi. Continuiamo a parlare di lui.

Non dimentichiamolo.

Letto: 76
Francesco M.

Sono nato dall'increspatura dell'onda. Non ho deciso io il mio destino, ma il mare che tutto sospinge e muove. - Tu navigherai - mi disse un giorno. E così sono alla ricerca di Itaca. Ho un cuore mediterraneo, crocevia di emozioni e incoerenze, come i molti popoli di questo mare.

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    Nostòs, mito e maturità.

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Francesco M.

Sono nato dall'increspatura dell'onda. Non ho deciso io il mio destino, ma il mare che tutto sospinge e muove. - Tu navigherai - mi disse un giorno. E così sono alla ricerca di Itaca. Ho un cuore mediterraneo, crocevia di emozioni e incoerenze, come i molti popoli di questo mare.

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