Ennesimo 1° Maggio senza rispetto per i lavoratori
Anche quest’ anno è arrivato, il Primo Maggio, la festa del lavoro. Svuotata da ogni significato, questa ricorrenza porta ormai solo alla chiusura delle scuole e di qualche edificio pubblico, la maggior parte degli esercizi commerciali e delle funzionalità pubbliche sembrano dimenticarsi che in un Paese Laico, in uno Stato come l’ Italia con una costituzione fondata fin dal primo articolo sul lavoro, l’ attività lavorativa è sacra. Non sarebbe meglio imporre di lavorare nel pubblico e nel privato a Pasqua e Natale, e risparmiare il 1°Maggio dalla carneficina capitalistica e consumistica. Mi spiego meglio, il lavoro ormai in Italia non più sinonimo di nobiltà e di benessere come si intendeva secoli orsono, è diventato sinonimo di arrancare, dover elemosinare i propri soldi, non avere un futuro e non conoscere presente. Per non parlare delle morti sul lavoro, cifra abnorme in Italia ogni anno, senza dimenticare il lavoro nero schiavizzato e il lavoro non nero ma sempre schiavizzato. Basti pensare che la politica si riempie la bocca di lavoro come opportunità per poi lasciare i singoli in balia dei privati. Non dico di tornare ad un Total Welfare State,ma le basi signori, le basi. Capitolo stipendi e salari, qui bisognerebbe fare un trattato , rispetto all’ inflazione galoppante degli ultimi decenni, la liquido così , le retribuzioni sono veramente aumentate in maniera non proporzionale rispetto anche ad altri Paesi amici. Ci sarebbero così tante cose da dire sul lavoro in Italia, che se le dovessi dire tutte non la finisco più, concludo con tre menzioni: 1)Il lavoro femminile non va retribuito meno di quello maschile anzi certe volte di più, 2) aziende e società chiedono sempre esperienza, ma quale esperienza può fare una persona che studia fino a 23/24 anni per poi fare tirocini e stage inutili alla persona stessa? 3)Perché al Sud la legge 68/1999 sulle categorie protette sul lavoro non viene quasi mai rispettata?
Comunque buon primo maggio e che questa lettura vi possa interessare e fare riflettere.
Sono Marco Ammendola, lametino, scrittore, militante politico, attivista per i diritti umani e civili e studente universitario. Scrivo perché la scrittura è un' arte da preservare, mi dedico alle mie passioni con anima e corpo sempre con il giusto spirito.