Scandinavia in Interrail. Diario di viaggio.
Nell’Agosto 2024 siamo partiti in treno verso la Scandinavia. Abbiamo viaggiato col pass Interrail, il biglietto ferroviario per viaggiare in tutta Europa. Partiti da Milano, siamo passati per Monaco di Baviera e Amburgo (Germania); Ribe e Copenaghen (Danimarca); Stoccolma e Uppsala (Svezia); Bodø, le Isole Lofoten; Trondheim; Oslo (Norvegia).
Un’avventura di 21 giorni scandita da 13 viaggi in treno e oltre 6000 km percorsi. Non sono, ovviamente, mancate le peripezie, tra influenze, treni deragliati, auto di Google Maps e traghetti bloccati dalle tempeste. Tanti gli imprevisti lungo il cammino, ma abbiamo portato a termine il nostro proposito.
L’idea di un viaggio in treno è stata naturale, tanto semplice quanto scontata. Per tanti anni i treni ci hanno riportato a casa dalle persone che amiamo. Quante volte, poi, ci siamo salutati in stazione! Sempre sereni e felici, consapevoli che ci avrebbe diviso solo una piccola attesa. I treni sono fondamentali per la nostra vita e rappresentano la fiducia reciproca e l’affidamento l’uno nell’altra.
Attraversando paesi lontani ci siamo riconosciuti nei ragazzi che si abbracciano, nei figli che salutano i genitori, negli anziani che si ritrovano lungo i binari. Ci siamo commossi guardando la Natura e le persone nella loro semplicità. Siamo debitori con i popoli locali per l’amore e l’accoglienza ricevuta.
Il racconto che segue è la trascrizione del diario di viaggio che abbiamo tenuto in quei giorni lontani da casa.

Germania
10/08/2025. Milano – Monaco di Baviera
Partiamo da Milano alle 05:10 del mattino. Scendiamo a Bologna alle 06:20 e aspettiamo il treno delle Österreichische Bundesbahnen (Ferrovie Federali Austriache) mentre facciamo colazione. Il viaggio procede tranquillo attraverso la Pianura Padana, poi passando per Bolzano, il Brennero e infine Innsbruk in Austria.
Accanto a noi prendono posto prima una coppia di ungheresi e poi madre e figlia tedesche. Scorrono dal finestrino alte e belle montagne.
Alle 14:30 arriviamo a Monaco di Baviera Centrale (München Hbf ). La stazione è in ristrutturazione e non possiamo apprezzarne l’architettura. Lasciamo i bagagli nell’appartamento nei pressi della stazione e andiamo verso Marienplatz, su cui si affacciano il Neues Rathaus (Municipio nuovo) e l’Altes Rathaus (Municipio Vecchio).
Dopo aver esplorato la piazza e i suoi edifici ci dirigiamo verso il Viktualienmarkt, vivace mercato alimentare. Qui mangiamo dei Bratwurst e proviamo le birre di Monaco.
Andiamo verso la Residenz, a nord di Marienplatz. La troviamo chiusa, ma intanto ci arriva un canto triste e nostalgico. Vediamo una donna dall’altro lato della piazza. È vestita di miseri stracci. Il contrasto tra quella voce meravigliosa e la sua triste condizione ci colpisce profondamente.
Poi visitiamo la Frauenkirche (Cattedrale di Nostra Signora). In Germania Cattolici e Protestanti si equivalgono, ma Monaco di Baviera è fortemente Cattolica e, per le strade, incontriamo molti predicatori, anche giovanissimi.
Nel frattempo è pomeriggio inoltrato e ci concediamo un’altra birra all’Hofbräuhaus. Antico birrificio di Monaco, fu fondata nel 1598. Due curiosità su questo luogo:
1) è di proprietà del governo bavarese;
2) qui tenne uno dei suoi primi comizi Adolf Hitler, il 24 febbraio 1920.
Rientriamo in hotel per dormire.
Termina così la nostra giornata a Monaco di Baviera.

11/08/2024. Monaco di Baviera
Oggi, Domenica, siamo scesi in strada alle 08:00. Prima delle 10:00 incontriamo rari passanti. Bar e locali aprono tardi e molti market sono chiusi per l’intera giornata. Impieghiamo un po’ per trovare un posto dove fare la colazione.
Oggi visitiamo il Kunstareal, il quartiere sede dei musei più importanti di Monaco. Lo raggiungiamo con una sola fermata della U-Bahn (metropolitana) scendendo a Königsplatz.
Dopo la colazione attendiamo che apra l’Alte Pinakothek (Pinacoteca Antica) mentre ci rilassiamo nei grandi giardini circostanti. Impieghiamo 3 ore per la visita. Ricchissima la collezione di opere: Giotto, Raffaello, Beato Angelico, Leonardo da Vinci, Durer, Rubens e molti altri.
Pranziamo e ci lanciamo verso la Pinakothek der Moderne, il più grande museo d’arte moderna e contemporanea internazionale. Qui troviamo Picasso, Matisse, De Chirico e Dalì.
Infine, entriamo nella Lenbachhaus. Nella struttura trovano dimora le opere degli artisti che soggiornarono a Monaco di Baviera, oltre a numerose opere di Kandinsky. Troviamo anche un’interessante esposizione di acquarelli di Orhan Pamuk, premio Nobel alla letteratura. Al termine della visita, riposiamo nei giardini della struttura.
Concluse le visite saliamo sulla U-Bahn verso Max Weber Platz. Visitiamo il quartiere di Haidhausen, appena a Est del centro.
Da qui attraversiamo il fiume Isar. In estate gli abitanti di Monaco fanno il bagno nel fiume principale della città.
Poi, tornati a Marienplatz, prendiamo nuovamente la U-Bahn e scendiamo a Scheidplatz, nel quartiere di Schwabing-West, a nord della città.
Passiamo la serata nel quartiere, prima di rientrare stanchi morti nell’appartamento.
Termina così la nostra seconda giornata a Monaco.


12/08/2025. Monaco di Baviera – Amburgo
Ore 08:30. Attendiamo il treno delle Deutsche Bahn per Amburgo al binario 14.
Il viaggio da Monaco ad Amburgo procede senza intoppi. Il paesaggio tedesco alterna boscose colline e ordinate piane coltivate.
Arriviamo alla stazione di Amburgo Centrale (Hamburg Hbf) attorno alle 14:00. Sistemazione in hotel.
Amburgo è una città di quasi 2 milioni di abitanti il cui porto è uno dei più importanti al mondo e la sua gente è fiera delle proprie radici marinare. Il motto della città è: «i posteri abbiano cura di conservare degnamente la libertà che gli antenati partorirono».
La città è collocata lungo una serie intricata di canali collegati all’estuario del fiume Elba.
Visitiamo lo Speicherstadt, il “quartiere dei magazzini” (Speicher “magazzino” + Stadt “città”). Le strutture, oggi restaurate, erano i magazzini del porto vecchio. I mattoni rossi risaltano e contrastano con l’acqua dei canali, creando un mondo unico.
Poco più avanti troviamo il quartiere di HafenCity, frutto di una imponente riqualificazione e sede dell’Elbphilharmonie. Memorabile il Grasbrookpark, un grande giardino dedicata al gioco dei bambini.
Costeggiamo ancora i canali e ci concediamo un gelato. Passiamo per la moderna Elbphilarmonie, fino a giungere al quartiere di St. Pauli. Qui visitiamo la curiosa chiesa di San Michele, una delle principali chiese luterane di Amburgo, per poi passare al Rathaus (Municipio), alla chiesa di San Pietro ed infine al campanile di San Nicola, unico resto di una cattedrale bombardata dagli Alleati durante la Seconda guerra mondiale.
La sera facciamo un salto al quartiere di Sternschanze. Ottimo lo spirito underground, con tanti ragazzi e luoghi di ritrovo.
Amburgo è una bella città, ma riserva qualche ombra. Di notte, ad esempio, i dintorni della Stazione Centrale sono frequentati da molte persone in difficoltà.
Rientriamo in hotel. Avverto uno strano mal di gola.
Termina così la nostra giornata ad Amburgo.



Danimarca
13/08/2025. Amburgo – Ribe (Danimarca)
Mi sveglio con un terribile mal di gola e con i sintomi influenzali. Il viaggio deve però proseguire. Oggi andiamo in Danimarca, destinazione Ribe. Il paese si trova a 50 km dal confine con la Germania ed è situato nella pianura dello Jutland. Ribe è circondato da fertili campi e dalle dune del Mare dei Wadden. Ribe, inoltre, è il paese più antico della Danimarca e oggi conta circa 8.000 abitanti. La sua Cattedrale è l’edificio più antico della Danimarca e della Scandinavia.
Il viaggio per Ribe si preannunciava tranquillo. Dovevamo cambiare il treno nel paese di Niebull, posto poco prima del confine con la Danimarca.
Arriviamo a Niebull (circa 10.000 abitanti) e cerchiamo il nostro cambio. Qualcosa però non ci convince. E’ quella strana sensazione che coglie il viaggiatore e che gli preannuncia, come un sesto senso, nuove peripezie.
Sul tabellone il nostro treno non compare. Nessun cenno ai collegamenti con la Danimarca. Un gentile ragazzo e un’addetta ferroviaria confermano i nostri timori. A causa dei lavori di manutenzione il collegamento con la Danimarca è al momento interrotto.
Non ci perdiamo d’animo, anzi, la nuova avventura ci diverte. Siamo in un posto a noi totalmente sconosciuto, dove mai avremmo immaginato di trovarci in vita nostra.
Scopriamo che per arrivare a Ribe, distante in linea d’aria un pugno di chilometri, bisogna prendere:
- un autobus per Uphusum, paesino di 399 anime;
- da Uphusum un treno per Tonder, uno dei primi paesi danesi, proprio sul confine con la Germania;
- infine, un ultimo treno per Ribe.
Le persone di Niebull sono state molto gentili con noi, incuriosite dai nostri zaini e dalla presenza di viaggiatori nel loro paesino. Dal bar della stazione venivano a darci spontaneamente indicazioni. Un uomo di colore e alcune ragazze dell’Est Europa ci tengono compagnia, segno che la zona, pur se sperduta, è un crocevia di persone.
Il trasporto in autobus per Uphusum si svolge senza problemi.
Da Uphusum a Tonder, tratta di appena 8 km, troviamo una littorina (ÖBB 5047) risalente agli anni 80. La tratta è gestita dall’operatore privato Norddeutsche Eisenbahn Niebüll, abbreviato in NEG. Che avventura attraversare lo Jutland su questo mezzo di altri tempi, utilizzato da lavoratori e studenti.
Infine, da Tonder a Ribe utilizziamo la linea ferroviaria frequentata dagli scolari danesi. Pur essendo piena estate tanti ragazzi utilizzano il treno per spostarsi di paese in paese. Non passano inosservati i nostri tratti mediterranei e generiamo curiosità nei giovani del posto.
Ed è così abbiamo trascorso una piacevole disavventura nelle zone di confine tra Germania e Danimarca. Talvolta un piccolo imprevisto consente di cogliere molti aspetti nascosti ed intimi di un luogo. Il tutto ci ha portato via un’oretta rispetto al percorso programmato; in compenso, abbiamo guadagnato tante risate e un bel racconto da tramandare.
Arriviamo così a Ribe alle 14:00. Ci sistemiamo in un grazioso appartamento in centro e facciamo una passeggiata per le vie del paesino. La vocazione turistica non ha snaturato la cittadina e gli stessi visitatori sono molto educati. La vita degli abitanti è ben integrata con il via vai dei viaggiatori.
Pranziamo al Quedens Gaard, poi prendiamo un gelato all’Isvaflen e la sera ci concediamo un fish and chips al Jacob A. Riis. Camminiamo senza una meta precisa nel paese, godendoci i suoi scorci.
Una particolarità del luogo: gli abitanti abbelliscono i davanzali posti al piano terra per consentire ai visitatori di guardare dentro le loro abitazioni. Un bel modo di essere “spettatori” e di entrare in contatto con le vite di queste persone lontane.
Rientriamo presto a casa, la mia febbre sale e avverto forti brividi. Intanto giunge un temporale e i lampi illuminano i tetti di Ribe. Osserviamo il paese addormentato in balia della tempesta. La pioggia scorre sul vetro e le case, le finestre illuminate, i radi passanti ci sembrano sfumare nella notte. C’è una piacevole poesia scandinava in questo luogo. Un senso di lontananza e di tristezza punge l’animo.
Termina così la nostra prima giornata a Ribe.


14/08/2024. Ribe
La mattina comincia con una colazione in camera, non per vezzo ma perché ho ancora la febbre. Usciamo di casa intorno alle 10:00.
Ribe è attraversata dal fiume Ribe Å, lungo 70 km. Visitiamo il mercatino dell’usato sul lungofiume e poi ci dirigiamo verso la Ribe Domkirke (Cattedrale di Ribe), la più antica della Danimarca. Saliamo anche i 260 scalini del campanile e ammiriamo il meccanismo dell’orologio e delle campane in azione.
La chiesa danese è luterana. Una caratteristica delle chiese locali è la presenza di aree giochi per bambini all’interno delle chiese. Le chiese sono luoghi di incontro, oltre a svolgere la tipica funzione religiosa.
Dall’alto del campanile osserviamo le campagne circostanti e il Mare del Nord, distante appena 8 km. Il mare ci richiama. Visitiamo anche il municipio (un tempo Ribe era un comune autonomo) e infine la chiesa di Santa Caterina.
Noleggiamo due bici e percorriamo la Bjerrumvej, via ciclabile che conduce al mare. Il percorso è molto tranquillo e ci consente di ammirare i panorami dello Jutland.
Poi avviene l’imprevedibile. Notiamo in lontananza un’auto dalla sagoma insolita. E’ lei. È l’auto di Google Maps che scatta foto alle strade. Tra qualche tempo controlleremo se siamo finiti su Google Maps. Anche questa zona insolita e lontana ci regala sorprese.
Giunti al termine della strada riusciamo solo ad intravedere il mare, data la bassa marea e la presenza di pascoli di pecore che ostacolano l’accesso alla spiaggia.
Rientriamo in paese e facciamo qualche acquisto in un market. Lasciamo le bici senza catene e incustodite e le ritroviamo dove le avevamo lasciate.
Restituiamo le bici e troviamo il proprietario del noleggio, un tizio alto due metri, in ammollo e ristretto all’inverosimile in un catino di legno . Ci accoglie sorridente.
A questo punto giriamo liberamente per il paesino, entrando nei cortili delle chiese abbellite da verdi prati e fiori multicolore, ammirando le scuole in mattoni rossi, cogliendo i tratti e le caratteristiche delle persone locali.
Torniamo a casa per una doccia e la cena.
Infine, facciamo una passeggiata serale tra le vie del paese dopo il tramonto. Osserviamo le vite degli altri dalle loro finestre e riconosciamo un po’ le nostre. Rientriamo a casa, non ho più la febbre.
Termina così la nostra seconda giornata a Ribe.
*Aggiornamento postumo* Siamo finiti su Google Maps, incredibile. Siamo contenti che rimanga, seppur nel mondo virtuale, una traccia di noi da queste parti.



Danimarca
15/08/2024. Ribe – Copenaghen
Sveglia alle 08:00 e colazione. Alle 09:15 usciamo di casa dirigendoci verso la stazione. Salutiamo il paesino di Ribe che ci ha regalato tante emozioni.
Prendiamo un treno regionale per Bramming, qui attendiamo il cambio per Copenaghen. Saliamo sull’Intercity delle Danske Statsbaner, le ferrovie statali danesi, che in 3 ore ci porta nella capitale danese. Sistemiamo i bagagli nell’hotel e muoviamo verso il centro.
Prima impressione: marea di ciclisti, molto ordine e tranquillità.
Passiamo dai giardini di Tivoli, dal Radhuspladsen (Municipio) dove è in corso il Pride danese; dalla via pedonale di Stroget. Passiamo dal castello di Christianborg, poi entriamo nel quartiere di Christianshaun e infine ci dirigiamo verso il famoso quartiere di Christiania.
Da Marzo le autorità locali hanno smantellato il giro di vendita di stupefacenti per alcuni problemi di sicurezza. Parlando coi locali pare che la zona verrà convertita in un luogo di ritrovo per famiglie. Ceniamo sulle banchine di Christianshaun e, infine, passiamo per il canale di Nytorv. Rientriamo in hotel.
Termina così la nostra giornata a Copenaghen.



16/08/2024. Copenaghen
La mattina comincia con la colazione in cima all’hotel. La giornata è nuvolosa e una leggera pioggia copre la città. Ci dirigiamo così alla metropolitana e scendiamo alla fermata di Osterport.
Attraversiamo un parchetto cittadino e visitiamo la Statens Museum for Kunst. Il Museo presenta una vasta collezione di oltre 9.000 opere. Tra i tanti artisti ho apprezzato alcune opere de El Greco.
Particolarmente interessanti le opere degli Skagensmalerne, i pittori di Skangen, circolo artistico attivo nel villaggio costiero di Skangen.
Da segnalare anche Vilhelm Hammershøi, esponente dell’Impressionismo Danese. I dipinti di Hammershøi non utilizzano colori vivaci, optando sempre per una tavolozza limitata composta da grigi, da gialli desaturati, verdi e altre tonalità scure.
Successivamente prendiamo la metro per la stazione centrale e visitiamo la Ny Carlsberg Glyptotek.
Sì, Carlsberg come la famosa birra. Il Museo è una collezione privata fondata da Carl Jacobsen, industriale fondatore della Carlsberg.
I musei di Copenaghen richiedono una visita di diverse ore, ma è tempo ben speso, poiché sono ricolmi di opere interessanti oltre ad essere ben curati. Ci sembrano, inoltre, luoghi di ritrovo per le persone del posto, che vengono nei musei per passare del tempo pur conoscendo già le opere.
All’uscita dalle visite museali rientriamo in hotel per un riposo pomeridiano.
In serata andiamo nella piazza del Radhuspladsen dove è in corso il concerto del Pride cittadino.
Facciamo un giro nel Latinerkvarteret e nella zona universitaria incontriamo il Fluid Festival. Passeggiamo tra i palazzi multicolore del quartiere, per infine rientrare nel nostro hotel.
Termina così il nostro secondo giorno a Copenaghen.

Svezia
17/08/2024. Copenaghen – Stoccolma
La mattina ci attendeva un treno diretto per Stoccolma, ma a causa di alcune modifiche alla circolazione ferroviaria prendiamo un regionale per Malmo e poi da Malmo il treno veloce per Stoccolma.
Le ferrovie svedesi sono gestite dalla SJ (Statens Järnvägar), società interamente posseduta dallo stato svedese.
Il viaggio procede tranquillo. Assaggiamo qualche merenda locale nella carrozza ristorante. Arriviamo a Stoccolma alle 13:30. Ci sistemiamo in hotel e usciamo a piedi per la città.
La capitale svedese conta quasi 1 milione di abitanti ed è composta da 14 isole. Andiamo verso Gamla Stan (città vecchia), l’isola centrale di Stoccolma, dove sono concentrate le istituzioni, i mezzi di trasporto e i principali musei.
Visitiamo la cattedrale di Riddarholmskyrkan, antico luogo di sepoltura dei sovrani di Svezia, al cui interno sono custoditi stemmi e araldiche a testimonianza delle visite di varie personalità internazionali.
Giriamo il centro e poi ci dirigiamo verso il Fotografiska Museum, dove ci sono alcune esposizioni fotografiche.
Per cena rientriamo a Gamla Stan. Infine, sulla via del ritorno, ci imbattiamo nel Kultur Festival e assistiamo al concerto di Kaliffa e ad altri eventi. Tanti balli per le strade coinvolgono persone di tutte le età.
Rientriamo in hotel molto stanchi, non prima di incontrare per strada un simpatico sorcio prontamente nominato il Sorcio scandinavo.
Ci chiediamo, inoltre, quale sia il nome degli abitanti di Stoccolma: Stoccolmi, Stoccolmesi, Stoccolmensi? Con questo dubbio andiamo a dormire.
Si conclude così il nostro primo giorno a Stoccolma e in Svezia.



18/08/2024. Stoccolma
La giornata inizia con la colazione in hotel.
Ci dirigiamo verso il Moderna Museet, sull’isola di Skeppsholmen. Sono presenti opere di pittori e scultori delle principali correnti artistiche internazionali del Novecento ed è in corso anche un’esposizione del connazionale Maurizio Cattelan.
Dopo la visita ci spostiamo verso il centro e visitiamo il più classico Nationalmuseum, la principale galleria d’arte svedese. La collezione è vastissima, conta quasi mezzo milione di opere e copre praticamente tutta la produzione culturale svedese nei secoli, fino ad arrivare ad esposizioni del design svedese.
Concluso il giro dei musei si son fatte le 16 e allora andiamo a cenare sull’isola di Gamla Stan al Krypin.
Dal momento che la mattina abbiamo acquistato il biglietto giornaliero dei trasporti pubblici decidiamo di esplorare, muovendoci in metro (Stockholms tunnelbana), le zone periferiche della città.
La metropolitana di Stoccolma è una delle più belle che abbia mai visitato. Ha oltre 100 stazioni suddivise in tre linee e la quasi totalità delle stazioni è arricchita da opere d’arte e murales.
La prima meta è Ropsten, capolinea della linea rossa. Ropsten è un quartiere posto all’estremità nord-orientale di Stoccolma. Il nome Ropsten significa “pietra che grida“, poichè un tempo le persone, sporgendosi dagli scogli, chiamavano a gran voce il battello per essere traghettate. Ed infatti, poco distante dalla metro, c’è una fermata dei battelli pubblici che collegano le diverse isole.
Poi torniamo alla Stazione Centrale e prendiamo la metro verde verso Kristineberg. Qui troviamo un parchetto fluviale.
Infine, ci rechiamo con la metro blu al capolinea di Akalla, molto fuori città. Akalla è un sobborgo residenziale a nord-ovest della capitale. La zona è caratterizzata da alloggi popolari e da un alta percentuale di stranieri. Si percepisce un clima sereno e piacevole.
Infine, rientriamo in hotel molto stanchi, meritando un po’ di riposo.
Termina così il nostro secondo giorno a Stoccolma.





19/08/2024. Stoccolma
La mattina comincia con una colazione nei pressi di un bar vicino all’hotel e poi ci dirigiamo a piedi verso Gamla Stan, dove ci aspetta la visita al Kungliga Slottet, il Palazzo Reale. La Svezia, infatti, è una monarchia parlamentare.
Il palazzo è molto vasto, presenta numerose sale e strutture ed è attualmente abitato dai reali di Svezia.
Gli Svedesi tengono molto alla loro monarchia, a differenza dei vicini Danesi che sembrano più freddi verso la propria istituzione monarchica.
Terminata la visita, usciti dal palazzo, una guardia reale ci fa segno di spostarci: è in corso la cerimonia del cambio della guardia. La cerimonia dura quasi 40 minuti e si ripete ogni giorno alle 12:00.
Poi ci spostiamo alla volta della vicina Raul Wallenbergs Tog. Prendiamo il traghetto pubblico (linea 80) verso l’isola di Djurgarden. Dopo qualche peripezia riusciamo a traghettare e una volta sull’isola troviamo un chioschetto dove mangiamo un panino in riva al mare.
Ci allunghiamo verso i giardini del Vasamuseet. Qua riposiamo sull’erba e facciamo passare il tempo.
A quel punto ci viene l’idea di raggiungere nuovamente Ropsten , questa volta via traghetto. Ieri, infatti, ci ha stupiti il significato del termine Ropsten. Vogliamo così, anche noi, arrivarci in barca come gli antichi abitanti di Stoccolma.
Riprendiamo la linea 80, questa volta in direzione Ropsten. Da lì, poi, prendiamo metro e rientriamo in hotel.
La sera usciamo alla volta del quartiere di Sodermalm, una grande isola posta a Sud di Gamla Stan. Arriviamo con la metro a Medburgaplatsen, facciamo un giro nei quartieri circostanti e incontriamo la pizzeria italiana “Da Luigi”.
Avevamo promesso che non avremmo mangiato cibo italiano, ma la bellezza del quartiere e la serenità che ci ha regalato Stoccolma fanno cadere questo nostro capriccio.
Proviamo a mascherarci dietro il nostro inglese ma veniamo scoperti subito dai gentili proprietari del locale, con i quali scambiamo qualche parola del nostro viaggio. Arianna ordina una pizza vegetariana e io una quattro formaggi. Dopo un’altra passeggiata rientriamo in hotel per dormire.
Termina così il nostro ultimo giorno a Stoccolma.



20/08/2024. Stoccolma – Uppsala
La mattina sistemiamo i bagagli per partire verso Uppsala. Facciamo colazione allo stesso bar del giorno prima e poi ci rechiamo alla stazione per il treno delle 09: 37. Con un viaggio di mezz’ora arriviamo ad Uppsala.
Uppsala è una città universitaria situata a nord di Stoccolma, da cui dista circa 50 km. La città conta quasi 200.000 abitanti ed è uno dei centri storici e culturali più importanti della Svezia.
Qui è presente la Cattedrale di Uppsala, la più antica della Svezia. Inoltre, l’università cittadina, istituita nel 1477, è la più antica della Scandinavia.
Appena scesi a Uppsala cominciamo a respirare un clima “nordico”. Iniziamo ad avvertire, cioè, nell’architettura e nello stile di vita, un progressivo avvicinamento all’estremo nord della Scandinavia. Avvertiamo, inoltre, via via che ci allontaniamo da casa, la sensazione di entrare in un mondo nuovo e sconosciuto.
Poggiamo i bagagli nell’hotel e iniziamo a girare per la città. Prima ci fermiamo in un market, dove scopriamo che per ogni bottiglia riciclata hai diritto ad un credito di circa 10 centesimi. Macchinette del genere sono presenti nella maggior parte dei supermercati.
Ci fermiamo anche in un negozio di fair trade e facciamo qualche acquisto. Passeggiamo lungo la Kungsangsatan, la via principale di Uppsala. Entriamo in una cartoleria per scoprire che in Svezia i pagamenti in contante, anche se ammessi, non sono ben visti. Ho, infatti, chiesto alla ragazza del bancone se avessi potuto pagare in contanti e lei mi ha cortesemente riso in faccia.
Proseguendo lungo la via incontriamo il Linnetragaeden (Giardino di Linneo), un giardino botanico che visitiamo fino alle 12:30. Costruito nel 1600, conta oltre 1300 specie di piante. Oggi è gestito dall’università di Uppsala.
Dopo pranzo ci dirigiamo verso la Cattedrale, attraversando il fiume Frysan. La Uppsala Domkyrka è la più grande chiesa dell’Europa Settentrionale. Le torri raggiungono i 118 metri di altezza. A differenza delle molte chiese visitate, quella di Uppsala è ricca di elementi architettonici e artistici.
Successivamente ci rechiamo all’Università di Uppsala. Siamo in piena estate ed è comprensibile se non incontriamo anima viva nei corridoi. Immagino, però, le schiere di studenti che affollano questo luogo nei periodi invernali, mentre fuori scende il gelo.
Alle spalle dell’Università attraversiamo incuriositi il vecchio cimitero della città.
Ci colpisce di Uppsala la cura che i cittadini hanno della propria città e dei propri spazi pubblici. Nelle grandi cose come nelle piccole. In alcune nicchie poste all’altezza del marciapiede troviamo delle miniature della città. Gli abitanti di Uppsala sono orgogliosi del loro paese.
Verso le 15 rientriamo in hotel. Scopriamo che le camere sono praticamente dei loculi. Ridiamo anche di questo, fa parte del viaggio avere qualche sorpresa.
Riposiamo, facciamo una doccia e per le 17 facciamo un altro giro in città, verso la zona del castello, sopraelevata rispetto al resto dell’abitato. Qui incontriamo diversi studenti mascherati dirigersi verso una festa.
Infine, entriamo in una pasticceria, Landings Konditori, e assaggiamo alcuni dolci svedesi.
Rientriamo in hotel e ci addormentiamo guardando alla televisione un documentario svedese sulla fauna locale.
Termina così il nostro giorno a Uppsala.



Norvegia
21/08/2024. Uppsala – Bodø
Nell’immaginare il nostro viaggio, il passaggio da Uppsala al Nord della Norvegia rappresentava la sfida più impegnativa ma anche eccitante. Volevamo giungere a Narvik, città Norvegese posta oltre il circolo polare Artico, distante oltre 1200 km da Uppsala. Praticamente come risalire tutta l’Italia.
Studiando le linee ferroviarie tra i due paesi ho scoperto che c’è un solo treno diretto che collega il centro-sud della Svezia al Nord della Norvegia. Il treno parte da Stoccolma e arriva alla stazione di Narvik in “appena” 16 ore di viaggio attraverso le sperdute, immense e bellissime foreste svedesi. Un viaggio che ci avrebbe consentito di attraversare luoghi di immensa bellezza.
Diversamente, non c’è un modo semplice per arrivare al Nord della Norvegia, se non con innumerevoli cambi oppure in aereo, facendo scalo a Oslo.
Tuttavia, poco prima della nostra partenza la linea Stoccolma – Narvik è stata interrotta a causa del deragliamento di un treno. La linea, riaperta in fretta e furia, ha subito alcuni lavori proprio nel periodo del nostro viaggio.
Pazienza.
Valutate eventuali alternative di viaggi in treno e constatata la difficoltà logistica, purtroppo e a malincuore abbiamo dovuto interrompere per un solo giorno il nostro viaggio in treno, cedendo alla necessità di compiere una tratta in aereo. Narvik non è più la nostra destinazione, bensì Bodø, posta a pochi chilometri più a Sud.
È così ci ritroviamo al 21 agosto con la sveglia che suona alle 08:00. Il treno che ci porterà all’aeroporto di Stoccolma parte alle 10: 10. Facciamo colazione in un hotel e ci rechiamo in stazione con anticipo. Sulla linea Uppsala – Stoccolma i i treni regionali raggiungono tranquillamente i 200 km/h.
L’aeroporto di Stoccolma ci piace molto. Imbarchiamo gli zaini e giriamo per i negozi del gate per ingannare il tempo.
Alle 13 ci imbarchiamo sull’aereo che ci porta a Oslo. L’aeroporto di Oslo è più frequentato e caotico. Cerchiamo qualcosa da mangiare e poi attendiamo il volo che alle 15: 30 ci porterà a Bodø , oltre il circolo polare Artico.
L’aeroporto di Bodø è un hub regionale di modeste dimensioni. Arriviamo e troviamo la pioggia, così prendiamo un autobus per il centro.
Ci sistemiamo in hotel, facciamo una doccia e laviamo la biancheria. Dalla finestra possiamo osservare le aguzze montagne che circondano la città.
Alle nostre latitudini Bodø è famosa per la squadra di calcio che il 21 ottobre 2021 rifilò ben 6 gol alla Roma. Qui il calcio è una cosa seria, nonostante l’animo tranquillo delle persone. Ad ogni davanzale e ad ogni balcone sventola la bandiera gialla della squadra cittadina.
Usciamo ad esplorare i dintorni e camminiamo sotto la pioggia, sferzati dal vento. Ci spostiamo verso le banchine del mare ed entriamo nel locale Bryggerikaia, dove ordiniamo un hamburger, un fish and chips, due dolci e due birre.
Concludiamo la serata con un giro del porto e nel centro del paese.
Nel nostro vagare incontriamo molte persone che corrono e fanno attività fisica, tranquillamente, sotto una pioggia impegnativa. Pur essendo il 20 agosto qui ci sono 10 ° e il fresco si sente. Apprezzo la tenacia e la capacità di adattamento di queste persone. Dalla loro semplicità e tranquillità traspare il profondo rispetto che nutrono per i propri luoghi.
Rientriamo in hotel, asciughiamo la biancheria ancora bagnata e andiamo a dormire.
Bodø ci ha lascia belle sensazioni. Abbiamo l’impressione di trovarci ai confini del mondo e forse lo siamo per davvero. Non sono mai stato così lontano da casa mia. A queste latitudini percepisco che lo scorrere del tempo sia più ovattato e tranquillo.
Oggi ha piovuto e il tempo è stato nuvoloso, ma ciò ha reso l’atmosfera della città ancora più intima è particolare. Forse questo è il primo giorno, dopo tanto vagare, che riusciamo un attimo a riflettere, dove subiamo uno sbalzo emotivo e iniziamo a capire come questi giorni di viaggio ci stiano cambiando profondamente.
Termina così il nostro giorno a Bodø.

22/08/2024. Bodø – Isole Lofoten
Ci svegliamo alle 07:30 e facciamo una buona colazione in hotel. Oggi passiamo dalla terraferma alle Isole Lofoten. Abbiamo optato per l’aereo all’andata e per il traghetto al ritorno.
L’aereo da Bodø per Svolvær, principale città delle Isole Lofoten, parte alle 10:50. Verso le 08:30 usciamo dall’hotel e ci dirigiamo a piedi verso l’aeroporto di Bodø .
Attraversiamo un tranquillo quartiere residenziale e in un quarto d’ora arriviamo all’aeroporto. Imbarchiamo i bagagli e attendiamo la partenza mentre in un’area attrezzata bambini italiani e francesi giocano come ossessi.
Ci imbarchiamo su un piccolo aereo regionale della compagnia Widerøe. Il volo dura appena 20 minuti ma ci consente di ammirare isolotti rocciosi sparsi un po’ ovunque.
L’aeroporto di Svolvær è molto piccolo e opera voli solo verso Bodø . Attendiamo i bagagli e poi ritiriamo in aeroporto l’auto presa a noleggio.
Svolvær, con i suoi 5000 abitanti, è il centro più popolato delle isole. La città è uno scalo portuale e aeroportuale fondamentale per le isole. Acquistiamo qualcosa da mangiare alla catena di market Rema 1000. Facciamo un giro nella zona del porto e attendiamo le 14:30 per un giro in barca al Trollfjord.
Rientriamo a Svolvær per le 18:00, acquistiamo qualcosa per la cena e ci dirigiamo verso il nostro appartamento nel piccolo villaggio di Eggum, distante 60 km da Svolvær .
Seguiamo la strada europea E10, la via più settentrionale della rete stradale internazionale europea.
Lungo la strada per Eggum ci fermiamo alla Vågan kirke, chiesa interamente costruita in legno. La chiesa di Vågan è il più grande edificio in legno della Norvegia settentrionale.
Proseguiamo verso il villaggio di pescatori di Henningsvaer (appena 500 abitanti) e infine ci fermiamo su una bella spiaggia che richiama viaggiatori e camperisti. Per me è la prima volta davanti all’Oceano.
Infine arriviamo a Eggum. Il villaggio è collocato all’estremità della strada Eggsvein e affaccia sulla costa atlantica. Alloggiamo in un grazioso appartamento dinanzi al mare. Ceniamo preparando del pesce locale.
Osserviamo le luci del tramonto che persistono oltre la mezzanotte. Normalmente il sole di mezzanotte è visibile nel mese di Luglio. Anche adesso, però, resiste qualche luce oltre il solito orario del tramonto.
In questa notte scandinava rimango a scrivere nel salotto illuminato da una fioca luce. Attorno alla casa un silenzio profondo, che sembra giungere dall’interno dell’animo. Un silenzio amplificato dalle immense distanze percorse, dalla consapevolezza di essere in un altro mondo, a noi sconosciuto.
Da una finestra osservo le ultime luci sul mare, e dall’altra finestra osservo la strada. Mi stendo sul divano e vedo, ogni tanto, passare qualche rara automobile. Mi domando chi mai possa passare da queste parti a quest’ora della notte.
Termina così il nostro primo giorno alle Lofoten.






23/08/2025. Eggum – Reine
Ci svegliamo e facciamo colazione con calma, lasciando il nostro appartamento alle 11:00. Questa mattina piove molto, ma ci concediamo comunque una passeggiata nelle zone incontaminate oltre il piccolo villaggio di Eggum.
Alla fine del villaggio termina la strada asfaltata. Lasciamo l’auto e procediamo a piedi. Sulla sinistra verdi montagne costellate di laghetti, sulla destra grosse pietre tengono lontano il mare grigio e agitato. Incontriamo molte pecore e i resti di un radar tedesco della seconda guerra mondiale.
Ripartiamo sotto una pioggia battente, proseguendo lungo la strada principale delle Lofoten, la E10. Proviamo a raggiungere il villaggio di Utakleiv, ma non troviamo la strada.
Deviando dalla E10 e imboccando la strada n. 818 raggiungiamo il paesino di Ballstad, dove facciamo una passeggiata e acquistiamo qualcosa da mangiare nel market Joker.
Passiamo poi da Nusfjord , uno degli insediamenti di pescatori più antico della Norvegia, risalente, stando ad alcuni scavi archeologici, al V secolo D.C. Attualmente non vi abita nessuno in modo permanente, è piuttosto un museo.
Riprendendo la E10 ci fermiamo alla Rambergstranda (spiaggia di Ramberg), ampia e suggestiva.
A questo punto proseguiamo verso Reine, un villaggio di pescatori di appena 300 anime, sita su un promontorio costeggiato dalla E10. Qui è dove alloggeremo questa notte.
Per giungere al villaggio si percorre una spettacolare strada costellata di ponti sospesi tra piccole isole rocciose.
Ci concediamo un giro nel paese e alle 18:30 ceniamo al Restaurant Gammelbua. Ho dato una testata clamorosa ad una trave di legno. In questo ristorante servono anche la carne di balena. La Norvegia, non facendo parte dell’Unione Europea, ha regole proprie sulla caccia e sul consumo delle balene.
Nonostante il maltempo, alle 20:00 spunta inaspettato un bellissimo tramonto. Rientriamo in camera per dormire.
Termina così il nostro secondo giorno alle Lofoten.





24/08/2024. Reine – Å
Oggi sono due settimane da quando è partito il viaggio. Abbiamo altri 2 giorni da trascorrere alle Lofoten, con ritorno sulla terraferma via traghetto il 26 Agosto.
Questa mattina, però, ci svegliamo mentre è in corso una forte tempesta. Le previsioni per i giorni successivi non sono incoraggianti.
Iniziamo a temere per la cancellazione del traghetto da Svolvær a Bodø del 26 agosto. Un allungamento dei tempi richiederebbe un ripensamento delle tappe verso il sud della Norvegia.
Iniziamo a ragionare su eventuali piani B, tra cui:
- Viaggio di ritorno sulla terraferma in autobus, fino a Narvik. Contro: 5 ore di viaggio e necessità, comunque, di traghettare. Se dovesse saltare il nostro traghetto, probabilmente salterebbe anche quello del bus.
- Viaggio di ritorno in aereo da Svolvær a Bodø . Contro: il maltempo potrebbe bloccare anche i voli.
Date le diverse variabili, per il momento ci affidiamo alla volontà divina, provando fino in fondo a prendere il traghetto programmato.
Restiamo in hotel fino alle 12:00 in attesa che termini la tempesta.
La pioggia non accenna però a diminuire. Decidiamo di dirigerci comunque verso Å i Lofoten, l’ultimo villaggio delle isole maggiori, lontano da qui appena 10 km.
Mentre andiamo via la tempesta pare placarsi e lungo la strada osserviamo tante cascate scendere da ogni dove lungo i monti rocciosi sopra le nostre teste.
Å è un minuscolo villaggio di appena 100 anime, dotato di un piccolo porto con molo annesso. Il suo nome significa piccolo fiume in norvegese. Il paese è composto da piccole abitazioni e alcuni musei sulle tradizioni locali.
Visitarlo non richiede molto tempo. Troviamo, comunque, gli allestimenti molto curati e interessanti, utili per comprendere la vita nel passato in queste località remote.
In un negozietto incontriamo una ragazza italiana trasferitasi qui per un lavoro estivo.
Il pomeriggio, invece, facciamo una breve escursione su un punto panoramico posto poco sopra il villaggio.
Infine, seguiamo l’ultima strada fino al punto in cui l’asfalto incontra la roccia a strapiombo sul mare. Qui aspettiamo il tramonto. Fatte le ultime foto, rientriamo nell’appartamento sul mare, dove ceniamo. Arianna, tra l’altro, è riuscita a spaccare tre bicchieri uno dopo l’altro.
Terminata la cena ci mettiamo comodi nel salotto. Fuori la temperatura scende sotto i 10 gradi. Dalla finestra appannata osserviamo le onde riflettere le fioche luci delle casette. Il mare ci accompagna con la sua musica.
Non sono mai stato così lontano da casa, e, tuttavia, potrei proseguire, ancora più a nord, ancora più lontano. Potrei non fermarmi, andando fino a dove non si sa.
Riposiamo ascoltando il suono del mare nel piccolo porto.
Termina così il nostro terzo giorno alle Lofoten.




25/08/2024. Å – Bodø
Oggi avrebbe dovuto essere il nostro ultimo giorno alle Lofoten. Abbiamo in programma un ultimo giro dell’isola, per poi rientrare in serata a Svolvær e infine ritornare sulla terraferma domani mattina in traghetto. Ma con queste condizioni meteo è ormai molto probabile che il traghetto venga cancellato.
Lasciamo l’appartamento e risaliamo l’isola. A 5 minuti da Å c’è il porto di Moskenes. Qui diamo un passaggio ad un’autostoppista tedesca. Capisce che siamo italiani e inizia a parlare anche lei in italiano. Ci racconta i suoi viaggi e le diamo un in bocca al lupo per la sua nuova avventura.
Dopo 30 km ci fermiamo alla straordinaria spiaggia nei pressi del villaggio di Fredvang. La sola visita a questo luogo isolato merita il viaggio fin qua.
A quel punto ci dirigiamo verso Svolvær, cercando intanto alternative per lasciare l’isola in anticipo. Controlliamo il sito degli aerei locali, ma è tutto prenotato. Alternative effettive non ce ne sono, poiché l’autobus che passa da Narvik (circa 5 ore per Bodø) deve comunque traghettare, col rischio che sia cancellato.
Così, ormai accettando il nostro destino, giungiamo a Svolvaer, dove facciamo il check-in nel nostro hotel. Alle 15 circa, ricontrollando il sito degli aerei, il miracolo. Due posti liberi. Prenotiamo subito i biglietti e lasciamo velocemente l’hotel. Abbiamo circa due ora prima della partenza alle 17.
Restituiamo l’auto a noleggio e il proprietario ci accompagna gentilmente all’aeroporto.
La partenza ha il sapore della vittoria clamorosa, del successo insperato, dell’aiuto divino. Siamo in estasi. Trionfanti.
Il volo da Svolvaer a Bodø dura una mezz’oretta scarsa. Arriviamo a Bodø rincuorati: il viaggio può proseguire. Alloggiamo in un hotel che da sullo spiazzo principale della città, dove si trova la stazione e l’approdo dei traghetti.
La sera facciamo un ultimo giro per Bodø e prendiamo qualcosa da mangiare al chioschetto Annas Gatekjøkken. Qui i gestori ci chiedono delle nostre peripezie e ci offrono, gentilissimi, un gelato.
Infine, rientriamo in hotel.
Termina così la nostra giornata a Bodø.




26/08/2024. Bodø
Approfittiamo della giornata libera (e del bel tempo) per girare con calma la città e recuperare un po’ di forze. Il prossimo treno parte alle 21:00, direzione Trondheim.
Visitiamo il lungomare e la Cattedrale, giriamo per i quartieri del centro e visitiamo il Glasshuset, il centro commerciale cittadino. Facciamo acquisti di vestiario sportivo norvegese. Passiamo il resto del pomeriggio riposando all’Espresso House, una catena di caffetterie norvegesi, in attesa che si faccia l’ora per avviarci alla stazione. Ne approfittiamo per scrivere, sistemare foto e video del viaggio, chiamare a casa.
Prendiamo i nostri bagagli e con anticipo andiamo alla stazione per studiarla con calma. Fuori c’è un vento molto forte. Ci sono tanti viaggiatori come noi. Poco prima della partenza compare un bellissimo arcobaleno proprio sopra il nostro treno, in direzione del nostro viaggio. Che dire, un buon auspicio. O, forse, il cielo vuole dirci che ci ha assistito e ci augura buon viaggio.
Saliamo sul treno e ci sistemiamo nella nostra cuccetta. Partiamo in ritardo alle 21 e 30, ma non ha importanza. Il viaggio continua.
Nel buio della notte attraversiamo paesaggi incontaminati per chilometri e chilometri. Non incontriamo alcuna luce. Veniamo inghiottiti dal profondo Nord.
Termina così il nostro ultimo giorno a Bodø e alle Lofoten.




27/08/2024. Trondheim
Ci svegliamo poco prima che il treno arrivi a Trondheim. Sono le 07:30 e la stazione è già gremita di lavoratori, studenti e viaggiatori. La stazione si trova lungo un braccio di terra creato dalla biforcazione del fiume Nidelva.
Trondheim è la terza città più popolosa della Norvegia (circa 200.000 abitanti) ed è sede di una delle università più importanti del paese. Inoltre, la sua Cattedrale è una delle strutture più conosciute della Scandinavia.
Giunti in città depositiamo i bagagli in stazione e facciamo colazione. Ci avviamo verso il centro cittadino. Seguiamo le rive del fiume Nidelva e giungiamo al Gamle bybro (ponte vecchio), caratteristico per il colore rosso acceso. La costruzione del ponte iniziò nel 1681. Il ponte è uno dei luoghi più amati dai cittadini di Trondheim. Lo chiamano Lykkens portal (porta della felicità). Questo termine deriva da una canzone di Kristian Oskar Hoddø, cantante norvegese ucciso dai Nazisti nel 1943.
Poi visitiamo il Museo Ebraico (Jødisk museum Trondheim), utile per ripercorrere la storia della comunità ebraica in Norvegia e a Trondheim. I ragazzi che gestiscono il museo ci portano anche nella sinagoga, ancora utilizzata dalle persone di fede ebraica rimaste in città.
Successivamente, ci rechiamo al Museo d’Arte (Trondheim Kunstmuseum). La bella struttura del museo riposa all’ombra della Cattedrale di Trondheim. Il museo è piccolo ma ricco di opere interessanti di artisti locali.
Pranziamo nel centro del paese e ci rechiamo nel nostro hotel, dove approfittiamo di una meritata pausa dopo il lungo viaggio notturno e la sveglia presto.
Dedichiamo il pomeriggio ad un giro per il centro cittadino, entrando nei ritmi di vita di questa città ai confini col Circolo Polare Artico.
Passiamo per la piazza cittadina (Trondheim Torg) e visitiamo il Vinmonopolet, uno dei negozi autorizzati alla vendita di alcolici. In Norvegia è possibile acquistare alcolici unicamente in appositi negozi gestiti dallo Stato. Qui si trovano vini e liquori provenienti da tutto il mondo. In Norvegia, in generale, non è ben visto bere in luoghi pubblici quali piazze o strade.
Continuiamo la nostra passeggiata attraversando il ponte sul fiume e incontriamo, per caso, lo Studentato dell’Associazione studentesca dell’Università di Trondheim.
L’edificio è di proprietà ed è gestito dall’Associazione studentesca, che con fondi propri porta avanti iniziative di ogni sorta. Nello Studentato è presente il Lyche Kjøkken & Bar, un pub gestito anch’esso da studenti, in pieno spirito di condivisione. Non possiamo che immergerci nel clima di questa cultura studentesca e fermarci qui per cena. Una bellissima esperienza.
Usciamo dal pub e una leggera pioggia ci accoglie. Ormai, dopo tanti giorni di pioggia, siamo abituati a questa discreta presenza. Non temiamo più il maltempo. Torniamo così nel nostro hotel, felici e leggeri. La condivisione è tutto.
Termina così il nostro primo giorno a Trondheim.


28/08/2024. Trondheim
Dedichiamo la mattina alla visita della bella Cattedrale di Trondheim. Oggi il meteo è più clemente. Dopo la visita trascorriamo un’oretta in un caffè del centro a riposare, scrivere, sistemare foto e video.
Il pomeriggio visitiamo le zone periferiche di Trondheim. Dalla stazione centrale saliamo sulla linea 20 degli autobus e scendiamo nel quartiere periferico di Lade.
Lade sorge a Nord Est della città ed è un quartiere residenziale che affaccia sul mare, caratterizzato da stradine strette e collinari che scendono verso la scogliera e la spiaggia.
L’autobus ci lascia vicino la scuola del quartiere. I bambini giocano liberamente e non ci sono recinzioni. La sicurezza, in generale, non viene affidata a muri e recinti, ma al rispetto delle persone.
Scendiamo verso il mare e trascorriamo del tempo sulla Korviska, un’area verde affacciata sul mare.
Riprendiamo la linea 20 e torniamo in centro. Da qui prendiamo la linea 2 che ci porta alla periferia Sud di Trondheim. Dopo aver attraversato zone industriali e aree verdi scendiamo a Heimdal, popoloso quartiere alla porte di Trondheim, abitato da pendolari, studenti e lavoratori.
L’ultimo giro che ci concediamo è quello verso il quartiere di Rosenborg, sede della nota squadra di calcio norvegese.
Dopo tutti questi giri rientriamo in hotel e ci prepariamo alla partenza di domani. Andremo ad Oslo, ultima tappa del nostro viaggio.
Termina così il nostro secondo giorno a Trondheim.



29/08/2024. Trondheim– Oslo
Penultimo giorno di viaggio. Sveglia alle 07:00, partenza per Oslo alle 08:00 dalla Stazione Centrale di Trondheim. Il treno impiega circa 5 ore per arrivare a destinazione. Attraversiamo bellissime foreste e costeggiamo molti laghi.
Attorno all’ora di pranzo giungiamo nella capitale Norvegese, dove ci attende un’amica della mia città natale. Abita da tanti anni a Oslo e abbiamo organizzato un incontro a queste latitudini.
Le chiediamo di farci fare un’esperienza tipica di Oslo e lei ci propone una sauna. Lungo i moli del porto, sulla Langkaia, ci sono dei baracchini di legno. Appartengono alle Badstuforening, Associazioni delle Saune. Per una cifra modesta (circa 10 euro a testa) è possibile godersi una sauna guardando il mare e l’Operahuset, il Teatro dell’Opera di Oslo. Chi vuole, per rinfrescarsi, può gettarsi in mare.
Qui facciamo una bella esperienza. Chiediamo, infatti, dove si trovino gli spogliatoi. C’è una sola struttura, molto piccola, senza spazi separati. Qui si cambiano, assieme, uomini e donne, nelle più totale normalità. Tutto ciò ci colpisce molto. Ci sono armadietti senza lucchetto, dove lasciamo i portafogli e dove, ovviamente, al ritorno ritroviamo tutto. Poco da dire su questo popolo.
La sauna ci voleva proprio, dopo tanti giorni di lunghi giri. Ne usciamo rinati. Passare dal caldo della sauna al freddo del mare ritempra corpo e mente.
Terminata la sauna salutiamo la nostra amica, che nel frattempo ci ha raccontato tanti aneddoti sulla Norvegia. Ad esempi, scopriamo che bere alcolici in pubblico non è ben visto e farsi trovare ubriachi può comportare problemi con le forze dell’ordine. Con le dovute eccezioni. Infatti, durante il Syttende Mai , Giorno della Costituzione norvegese, la festa nazionale, bere in pubblico viene tollerato e nessuno dirà nulla.
Ci godiamo il pomeriggio senza troppo stress per le vie del centro.
La sera, infine, ci concediamo una pizza in un ristorante Italiano.
Siamo molto stanchi, ormai avvertiamo il richiamo di casa. Rientriamo in hotel.
Termina così il nostro primo giorno a Oslo.



30/08/2024. Oslo
Ultimo giorno a Oslo e ultimo giorno del viaggio. Domani ripartiremo per l’Italia. Eppure, questo non è stato un giorno di riposo.
Come al solito, siamo in strada di primo mattino. Seguiamo la Karl Johans gate, la via principale della città, che parte dalla Stazione Centrale di Oslo e arriva fino al Teatro Nazionale, passando per la Cattedrale di Oslo e il Parlamento Norvegese.
Superato il Parlamento, andando a sinistra, incrociamo il Municipio di Oslo e poi finiamo nella Rådhusplassen, piazza prospicente il Municipio che affaccia sul porto della città.
Passeggiamo tra i moli in attesa che si facciano le 10:00, orario di apertura del Nasjonalmuseet (Museo Nazionale), posto poco più avanti sulla destra. Visitiamo, intanto, il moderno quartiere di Tjuvholmen.
Il Nasjonalmuseet ha una vasta collezione di dipinti del movimento del nazionalismo romantico norvegese, oltre alle opere di Edvard Munch, tra cui il celebre Urlo.
In generale, contiene oltre 50.000 opere di importanti artisti, tra cui Durer, Van Gogh, Goya, Picasso, Mante, Raffaello e Rubens.
Il pomeriggio visitiamo il Munch-Museet, il museo dedicato alle opere di Edvard Munch. La struttura contiene la quasi totalità delle opere dell’artista. Munch, infatti, donò al Comune di Oslo circa 1.100 dipinti, 15.500 fogli grafici, 4.700. 2.240 tra libri e quaderni.
Finita la visita andiamo alla Deichman Bjørvika, la biblioteca pubblica, una bellissima struttura affacciata sul mare, con un’infinità di libri. La biblioteca è molto frequentata, tanto per la consultazione dei testi e, più in generale, come luogo di ritrovo. E’ un ambiente vivo e “rumoroso”, compatibilmente con le esigenze dei lettori. Giochiamo a scacchi in una grande sala circondata da vetrate.
Anche oggi abbiamo girato molto, stanchi ma felici. Ci attende la sistemazione finale dei bagagli. Ad aspettarci, domani, è il viaggio di ritorno in Italia.
Non abbiamo ben chiara l’entità della nostra avventura. Non abbiamo, cioè, ancora metabolizzato quanti posti e volti abbiamo incrociato. Abbiamo la sensazione che questo viaggio non terminerà domani.
Adesso, però è tempo di dormire.
Termina così il nostro ultimo giorno in Scandinavia.
Francesco e Arianna – Interrail di Nozze – Agosto 2024





Sono nato dall'increspatura dell'onda. Non ho deciso io il mio destino, ma il mare che tutto sospinge e muove. - Tu navigherai - mi disse un giorno. E così sono alla ricerca di Itaca. Ho un cuore mediterraneo, crocevia di emozioni e incoerenze, come i molti popoli di questo mare.
