Ho ascoltato MOBRICI alle 3 del mattino dopo una serata di merda
Quella del 2 ottobre per il sottoscritto è stata una serata del cazzo. Almeno finché non sono rientrato a casa e, a notte fonda, mentre sprofondavo nel letto, qualcosa ha fatto click: mi sono ricordato di essere davvero un cretino. Avevo mancato l’uscita del nuovo singolo di MOBRICI. Fortunatamente ero in ritardo di solo qualche ora. Assonnato e di cattivo umore ho deciso comunque di mettere le cuffie, sistemarmi nella mia postazione di contemplazione musicale e premere play su Che serata stupida.
Che il destino avesse qualcosa da dirmi?
Chi è MOBRICI (per chi se lo fosse perso)
Prima di tutto: Matteo Mobrici, 36 anni, legnanese, uno dei nomi più interessanti della scena indie italiana degli ultimi dieci anni. La sua storia parte dai Canova, band che ha conquistato mezza Italia, poi il passaggio a solista, battezzato da Anche le scimmie cadono dagli alberi, disco che per me resta una colonna portante dell’IT-POP.
Dopo il tour del 2024, però, silenzio totale. L’ultima uscita in studio risale al 2023 con Gli anni di Cristo, album che, senza giri di parole, non mi ha convinto del tutto. Ci sono momenti altissimi, ma nel complesso sentivo che mancasse qualcosa, quella scintilla che mi aveva fatto innamorare dei suoi lavori precedenti.
Perché se conosci Mobrici sai benissimo che è uno spirito libero e inguaribilmente romantico. Uno che scrive storie minime per amori grandi, che trasforma i suoi disastri personali in qualcosa in cui il pubblico può rispecchiarsi.
I segnali del ritorno
Dopo aver ripulito il suo profilo Instagram, Mobrici è tornato a far capolino nel feed di tutti a Ferragosto. Alcuni video di un Matteo leggermente diverso ma sempre in compagnia della sua chitarra, che riproponeva alcuni suoi pezzi storici in campagna, nelle prossimità di chissà quale borgo. Giusto per ricordarci che la sua era solo una pausa, non un addio.
Qualche post dopo, una caption brevissima. Due date: 03/10/2025 e 11/03/2026.
Una serata stupida o unica?
Il tutto ci viene presentato, com’è già successo in altri brani, come un ricordo. Ma non un ricordo troppo remoto: tipo ieri sera, massimo settimana scorsa. Un bellissimo mix tra pensieri intimi e confusi e pensieri lucidi e freddi, il tutto accompagnato da una composizione dolce e cantautorale.
Se vi aspettate qualcosa con il sound dei Canova, scordatevelo: questo è un brano dalle impronte cantautorali in tutto e per tutto. Lascia trasparire un Matteo cresciuto, maturato nella composizione, ma che comunque si lascia trasportare come un ragazzino dalle emozioni e che trasforma il disastro in materia prima. Una serata che sembra una delle tante, ma che col senno di poi diventa speciale.
Che serata stupida funziona proprio perché rimette in mostra un MOBRICI che ha ritrovato se stesso, che ha lasciato l’amore al centro, come era e come è sempre stato, motore di tutti i suoi brani.
Ok, ma l’altra data?
Non manterrò altri segreti: 11 marzo 2026, Alcatraz Milano. Perché una canzone così va urlata dal vivo, va condivisa in uno spazio dove il confine tra palco e pubblico si dissolve e diventa un unico grande coro fatto di tutte le nostre serate stupide messe insieme. Ma per rimanere aggiornati vi invito a seguirlo su Instagram.
Spero solo che, nel suo essere di poche parole (almeno sui social), gli scappi qualcos’altro prima del tour. Ad esempio? L’annuncio del nuovo disco.
Ascoltalo. Adesso.
Alla fine però, la mia serata del cazzo ha improvvisamente preso un altro senso. Non è diventata bella retroattivamente, né si sono cancellati i casini che l’avevano resa così insopportabile. Ma in qualche modo si è aggiustata. Perché avere una colonna sonora perfetta per il disastro che stai vivendo è già una consolazione.
Se anche tu hai mai pensato “che serata stupida” guardandoti intorno – che tu sia in un locale, a una festa o a casa tua – forse hai appena trovato la tua sigla per i momenti no.
Ripensando lucidamente alla serata che lì per lì mi sembrava pessima, ho solo da aggiungere una cosa: bentornato, Matteo. Ci eri mancato esattamente così.
Altri ascolti per le tue serate storte:
→ Elephant Brain – Almeno per ora | Perché anche loro sanno che certe serate non finiscono mai davvero.
→ Laguna Bollente – FANTASBOCCO | Quando hai bisogno di qualcosa di più rumoroso per coprire il silenzio.
Altre recensioni scritte alle 3 di notte nella sezione musica.
Al prossimo disco.
Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.
