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Pensierini

Cronache dal Salone: l’eterno linguaggio del Libro

By Pierluigi Cuccitto
11 Maggio 2019 3 Min Read
0

9 Maggio, un giovedì come tanti altri… no, scherzo, non è mica vero: sono per la prima volta al Salone del Libro di Torino, e da autore!

Non potevo scegliere un esordio più emozionante di questo, devo dire: la mia prima presenza al Salone del Libro nell’anno della schermaglia fascismo-antifascismo. Sicuramente da ricordare e da raccontare, anche solo per il fatto che nel marasma di questa polemica, l’opinione pubblica si perde i contenuti del Salone, che mai come quest’anno sono antifascisti.
Ok, lascio da parte le polemiche, e vi racconto un pò le emozioni.

Intanto, io sono qua perchè la Regione Marche, ospite ufficiale del Salone con un suo stand al Padiglione 1 – nella zona fantasy e nerd, quindi la mia preferita- ha creato la raccolta di racconti Marche d’Autore, per esportare la cultura marchigiana nel mondo. Tanti racconti che descrivono tutte le province delle Marche. Ebbene, uno dei racconti è il mio, e parla di Pesaro… e della Seconda Era Glaciale in arrivo!
Ovviamente è un racconto, eh… spero proprio di sbagliarmi!
Detto questo, vediamo come si presenta il Salone.
Entro, passando per la stazione dei treni di Torino Lingotto- scorciatoia ottima, per una volta grazie Trenitalia- e la prima sensazione che ho è … di piccolezza. Mia piccolezza, ovviamente.
Grandi corridoi, e tanti stand di Case Editrici, blog, istituzioni, testate giornalistiche e televisive. Insomma, la tua singola persona di fronte alla varietà della comunicazione umana, che sia con la parola o con la penna.
Poi mi abituo, lentamente, e comincio a guardare, qua e là. In fondo ho del tempo, la presentazione di Marche d’Autore è alle 17 e sono solo le 14.
Non l’avessi mai fatto. Il dramma, per chi ama i libri e scrive, è che il Salone è troppo, tutto. Libri qui e là, e il tuo portafoglio che capisce l’antifona e a mani giunte comincia a supplicarti di startene buono, per poi arrabbiarsi e trasformarsi in una versione italiana del Potteriano Libro Mostro dei Mostri.
Ma non ce la fa a convincerti, e appena vedi lo stand di Libraccio, per lui è la fine.
Figuratevi: libri scontatissimi, a metà prezzo! Le sue suppliche da Grillo Parlante non hanno effetto.

Sono le quattro, e ora sono allo Stand dell’Associazione Italiana di Studi Tolkieniani, di cui sono socio.
Ritrovo i ragazzi dell’AIST, una vera e propria famiglia, e cominciamo a intrattenere i visitatori con consigli per gli acquisti, la ormai notissima Pesca dell’Anello- il gioco definitivo per tutti, grandi e piccini- e commenti sulla famigerata ottava stagione del Trono di Spade, sul ciclo arturiano e sui comuni disagi dei portafogli.
E a proposito… non potevo esimermi dal comprare la nuova edizione delle Lettere di Tolkien!
Sta’ zitto, portafoglio!

Ore 17. Presentazione di Marche d’Autore. C’è più gente del previsto, al nostro esordio.
Ci seguono con attenzione, mentre noi autori presenti commentiamo e raccontiamo i nostri racconti.
Credevo di avere qualche problema, a esordire in una cornice così importante, eppure alla fine sono molto tranquillo.
E’ questo il vero sale della scrittura: il senso di comunanza, condivisione e ascolto che il libro dà, oggi come 3000 anni fa. Non è cambiato, la tecnologia può migliorare la fruizione, ma arretra di fronte al fascino eterno della condivisione di momenti, sguardi, esperienze, che solo il raccontare Storie può trasmettere.

Ecco, ci siamo. La giornata è finita, e io, prima di tornare a casa, faccio un ultimo salto allo stand delle case editrici Calabresi.
Non dimentico che senza la Calabria forse starei ancora vagando tra sogni e speranze di scrittura, e non vivrei questa mia realtà in crescita.
Che continuerà a far rima con Calabria, perchè la mia casa editrice- e spero di poter crescere assieme a lei- è espressione di questa terra così ricca, se uno sa guardare bene.

Ok, il viaggio è finito, e mentre esco, penso alle grandi polemiche pre-Salone, che alla fine si sono ridotte a nulla.
Perchè i libri vincono sempre, se li sai ascoltare.

Letto: 2
Pierluigi Cuccitto

Di Pesaro. Ho trentaquattro anni, vivo e scrivo da precario in un mondo totalmente precario, alla ricerca di una casa dell’anima – che credo di aver trovato – e scrivo soprattutto di fantasy e avventura. Ho sempre l’animo da Don Chisciotte e lo conserverò sempre!

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Pierluigi Cuccitto

Di Pesaro. Ho trentaquattro anni, vivo e scrivo da precario in un mondo totalmente precario, alla ricerca di una casa dell’anima – che credo di aver trovato – e scrivo soprattutto di fantasy e avventura. Ho sempre l’animo da Don Chisciotte e lo conserverò sempre!

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