La nuova edizione del Cleto Festival non si farà, il Collettivo Manifest: “Scelta coerente e coraggiosa”

Ph. Aldo Tomaino edizione 2015

Quando abbiamo conosciuto l’associazione La Piazza e in particolare Ivan Arella noi del Collettivo Manifest, gruppo di giovanissimi, stavamo lavorando a una ricerca sul poeta Franco Costabile. In quel periodo c’era venuta la bella idea, insieme a Scenari Visibili con Dario Natale, di raccogliere le firme dei cittadini per intitolare il Teatro Politeama a lui, proprio a Sambiase vicino la sua casa d’origine. Ivan ci cercò e ci invitò a portare una mostra fotografica, realizzata da Aldo Tomaino, per il Cleto Festival. Da lì in poi non c’è stata edizione senza una nostra visita a Cleto.

Ph. Aldo Tomaino, edizione 2015

Ci piaceva, e ne abbiamo scritto parecchio anche a proposito di ‘nuove primavere’ in atto in Calabria, l’idea di un gruppo di giovani che aveva deciso di reinventare il presente suo e quello del territorio attraverso la riscoperta, la valorizzazione e la riqualificazione di un borgo, quale Cleto appunto. Oltre a questo, però, ci accomunava un altro fondamentale passaggio: l’indipendenza. Il fatto che il Cleto, e questa era (ed è) la sua forza, fosse autonomo, lontano dai famosi bandi regionali, nazionali, o europei, e che fosse frutto di una spontanea esigenza comune, quella di fare rete, di vivere la bellezza. Nient’altro.

Infine era bello consolidare questo circuito geografico fatto da gruppi provenienti da più province, eliminando stupidi campanilismi e localismi.

Qualche mese fa al Tip Teatro di Lamezia alcuni studenti del liceo scientifico Galileo Galilei, grazie al racconto di Dario Natale in merito a un esercizio che richiama alla ‘consapevolezza’, sono venuti a conoscenza del festival rimanendone stupiti.

Siamo dispiaciuti per la notizia che attesta la pausa del festival, nella sua nuova edizione, ma siamo anche felici per tutta la coerenza portata avanti dall’associazione La Piazza dall’inizio fino ad oggi.  Siamo convinti che queste azioni possano servire  a cambiare ancora qualcosa.

Fiduciosi che il vostro lavoro continuerà a prescindere dal festival vi auguriamo in bocca a lupo.

Ph. Aldo Tomaino, edizione 2015

 

Pubblichiamo di seguito la nota stampa dell’associazione socio/culturale La Piazza 

“Quando nel 2011 abbiamo dato vita al Cleto Festival – scrive l’associazione – la nostra unica motivazione era quella di mostrare che anche un piccolo comune calabrese, sconosciuto da tutti e da tutto, grazie ad attività culturali pensate per il luogo, sarebbe potuto diventare un punto di riferimento culturale per l’intera regione.
Alla base di tutto, il recupero di una comunità, tutela del bene comune, cooperazione e puro volontariato. Grazie a tutto questo siamo riusciti a realizzare per otto anni consecutivi l’evento, senza mai porci la problematica della mancanza di finanziamenti pubblici, superando problemi organizzativi di ogni genere e assumendoci responsabilità che in alcuni casi non erano neanche di nostra competenza.
Nella nostra più totale autonomia abbiamo affrontato queste otto edizioni, supportati solo e soltanto da quella parte di comunità che ha collaborato, i volontari, le aziende che ci hanno sostenuto, gli artisti, gli ospiti, i partners e nessun altro. Senza l’aiuto di tutte queste realtà nulla avrebbe preso vita.
Un’idea nata dal basso, condivisa e partecipata, basata sulla semplicità delle cose e la riscoperta della bellezza”.

Proseguono gli organizzatori: “Progetto che purtroppo lo scorso anno, a causa di questioni di sicurezza legate ad alcuni immobili pericolanti (come riportato dalle numerose ordinanze comunali considerate pericolose per l’incolumità pubblica) abbiamo deciso di spostare, individuando nuove location e costringendoci (a malincuore) a stravolgere l’intero festival, azione che ha fatto perdere all’evento la sua entità, le sue origini e la sua anima: Il Borgo! Il motivo di realizzarlo privandolo della sua entità, è servito per contribuire alla lotta intrapresa da parte dell’ente verso i privati responsabili delle mancate manutenzioni, e per cercare di sensibilizzare ancora di più la questione tutela del borgo”.

“Purtroppo la lentezza delle azioni di ripristino – scrivono ancora gli organizzatori – le poche informazioni sul quadro completo del centro storico, vista la portata dell’evento, hanno materializzato una mancanza di elementi che hanno influito notevolmente sulla nostra tranquillità organizzativa, rallentando di molto l’avvio della nona edizione Cleto Festival. Falso chi dichiara che la causa dipende dalle rigide regole del decreto sicurezza (abbiamo realizzato due edizioni con il decreto sicurezza in vigore) lo stesso, con l’ultima circolare di luglio 2018, è stato anche attenuato. Falso chi pensa che le cause siano legate ad una questione economica, ancora più falso chi crede che la nostra indipendenza abbia un prezzo e che il progetto sia in vendita. Ci dispiace, ma chi pensa tutto questo non ha minimamente idea cosa sia il Cleto Festival. Un evento che funziona ed è possibile realizzare solo e soltanto perché impiega circa 9/10 mesi di lavoro organizzativo, nei quali si avvia la ricerca degli artisti da coinvolgere, i contatti con gli ospiti, lo sviluppo di progetti a tema e tanto altro, tutto questo per realizzare la nostra idea di festival! Mai così tardi, mai così amareggiati”.

“Non essendoci condizioni ottimali e non volendo ancora una volta togliere la dignità al festival che nasce nel borgo e per il borgo, abbiamo deciso di mettere in pausa il progetto fino a quando non si ripresenterà quella tranquillità per poter proporre la nostra idea di festival; le visite del borgo, la passeggiata sonora, le performance al castello, gli eventi nei vicoli e nelle piazzette e tutto il resto – conclude la Piazza – Scusateci ma abbiamo bisogno di tutelare il nostro operato, i nostri anni di investimento di energie, di forza lavoro, e soprattutto di idee. Il festival non si svaluta, il festival non si vende. Stanchi di elemosinare per poter realizzare, stanchi che il nostro operato venga continuamente sminuito e stanchi di dover trovare sempre le soluzioni alle problematiche che non ci competono. Questo non significa che l’associazione La Piazza si ferma, anzi, continuerà ad operare con molti progetti già in cantiere e in programma anche per questa estate. Nei prossimi mesi saremo in giro per la Calabria, ospiti in vari appuntamenti per raccontare la nostra esperienza, a testimoniare il progetto e a confrontarci con tante realtà per continuare a coltivare la rete culturale di cui facciamo parte. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto negli anni e continueranno a farlo in quelli futuri e ricordate, non è un addio, ma un semplice e cosciente arrivederci! Le pause servono e hanno un senso, per capire, migliorare e per poi ricominciare”.

 

 

 

Valeria D'Agostino è giornalista pubblicista, curiosa del bello, amante della natura e della poesia. Ha contribuito a realizzare il Tip Teatro di Lamezia Terme, già ufficio stampa di Scenari Visibili, blogger sin dagli esordi di Manifest Blog. Ha lavorato per Il Lametino, attualmente corrispondente esterna della Gazzetta del Sud. Nell'ambito della scrittura giornalistica ha prediletto un interesse particolare per le tematiche sociali, quali in primis la sanità e l'ambiente, culturali, e artistiche. Si divide fra Lamezia Terme e Longobardi, costa tirrenica cosentina dove si occupa di turismo e agricoltura biologica. "Un buon modo per dare concretezza al concetto di fuga".

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