Elena Romano e JilHara – Sexting: tre minuti in una stanza al buio
C’è un momento preciso, in particolare nelle relazioni a distanza, in cui ti rendi conto che stai facendo l’amore con un’idea. Non con una persona. Con l’immagine di una persona filtrata dalla luce blu di uno schermo e dalle parole che scegli con cura chirurgica. Dalla bassezza dei miei 27 anni, ho avuto un momento di lucidità: ho normalizzato una cosa che normale non è. Desiderare qualcuno che non puoi toccare e convincerti che vada bene così.
Nelle relazioni a distanza i messaggi diventano il surrogato di un corpo, e non vi nascondo che spesso mi si è palesata la frustrazione di voler anche solo abbracciare qualcuno e dovermi accontentare unicamente del suo avatar. E quando mi è arrivata in cuffia Sexting, nella solita ora che mi dedico alle nuove proposte… be’, ci ho messo un attimo prima di definire bene il quadro. Anche perché sono un uomo, e sentire parlare di sexting da due donne mi ha mosso due o tre tasselli sulla questione.
Ma adesso passiamo alle cose importanti.
Chi cazzo è Elena Romano?
Elena Romano la conosco già e mi ha dato una prima ottima impressione. L’avevo intercettata nella traccia 90MILA con HACHIKO e le avevo fatto i complimenti per il contributo che ha portato in HYPERTROIA.
Di certo sa il fatto suo: ha una laurea in jazz e una voglia enorme di sperimentare con l’elettronica. Ma la sua attitudine è sempre quella di contaminarsi, di uscire dalla comfort zone collaborando con artisti diversi (dalle più serie alle più controverse, e questo la fa molto ridere. Fa ridere anche me).
Ma soprattutto, chi cazzo è JilHara?
JilHara è il nome d’arte di Gaia Angiolini, anche lei con una formazione jazz, ma con una naturale propensione per l’R&B. E su di lei non ho proprio trovato niente, perché il suo debutto è proprio con questo pezzo.
Quindi, Gaia, se stai leggendo: da oggi sei sotto la mia lente di ingrandimento. Se ti senti osservata è tutto normale.
Una piccola premessa
Le due sono amiche e colleghe. Si sono conosciute durante il percorso di studi a Siena e da allora hanno continuato a condividere non solo la passione per la musica, ma anche esperienze personali. Com’è giusto che due amiche facciano.
JilHara, poi, l’ha buttata lì. Fare un pezzo insieme. Elena ovviamente non si è tirata indietro e hanno buttato nel calderone tutto quello che avevano da offrire. Si incontrano nella stessa urgenza di raccontare qualcosa di intimo, mentre il tutto viene tenuto insieme dall’ottima produzione di Roden, che trova dei buoni compromessi nell’unire la forza R&B di JilHara e l’anima più eterea dell’elettronica di Elena.
Sexting
Partiamo da quello che funziona, perché funziona parecchio: l’atmosfera. Unendo le due personalità si crea questa bolla che ti tiene dentro, sospeso. Le due voci si intrecciano bene, si cercano, in un certo senso dialogano. È facile visualizzare la stanza buia dove tutto sta accadendo. C’è un’intimità che si percepisce, una delicatezza che non scade mai nel banale. E soprattutto non sono per nulla volgari nel costruire questa immagine.
Detto questo, devo essere onesto: il brano mi ha lasciato tiepido. Ma credo che l’intento sia proprio questo. Sexting non ha un vero climax. Se cerchi quel momento in cui il petto si stringe e pensi “ecco, ci siamo”, non lo trovi. Le frasi restano fumose. Sai che stanno parlando di desiderio, di pulsione sessuale, ma non riesci ad afferrarlo del tutto. Come se mancasse qualcosa. Proprio come nel sexting. Tutto è molto effimero: nonostante stai condividendo la tua intimità con qualcuno, quella condivisione resta asettica, distante. Qualcosa di più egoistico di quello che ti racconti.
È proprio qui il paradosso: un brano sul desiderio che non si materializza. Se hai praticato sexting puoi capire di che parlo. Se non l’hai mai fatto, sappi che sono riuscite a riportare un’esperienza abbastanza fedele in questi tre minuti.
Il tema poi è trattato da un punto di vista totalmente diverso dal solito. Siamo abituati alla retorica del sexting come pratica dei giovani, con il solito tedioso discorso su quanto sia pericoloso. Qui invece ci troviamo di fronte al racconto di com’è il sexting nella vita degli adulti. E viene raccontato da due punti di vista differenti: Gaia porta avanti la parte emotiva, il travolgimento del momento e come a volte comunque non riesci a dire no. Elena spinge la parte più cinica e disillusa, con frasi quasi taglienti. Due facce della stessa medaglia.
Conclusioni
In un’epoca in cui l’intimità si consuma anche tra WhatsApp e Telegram, spesso a notte fonda, Sexting è uno spaccato di realtà abbastanza fedele. Elena Romano e JilHara hanno avuto il coraggio di raccontarlo e hanno raggiunto un buon risultato. Si sente che questo pezzo nasce dalla voglia genuina di suonare insieme, di mettere in comune due mondi diversi per il piacere di farlo e non per convenienza.
Ho solo una preoccupazione: il brano non si mastica facilmente. Immagino che in prima battuta molti non riescano a farsi catturare, quindi spero che questa mia piccola pagina di diario funzioni anche come una piccola guida all’ascolto.
Per due artiste con questo background, è davvero un ottimo risultato. E per JilHara un buon punto di partenza. Quello che viene dopo, a questo punto, mi interessa parecchio.
E a te che stai leggendo: invece di mandare il prossimo cazzo in chat, o della foto teta di rito, manda questo brano. Potrebbe essere la scusa per parlane davanti a un caffè e magari finisci a letto insieme.
Al prossimo disco.
Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.
