Surf Cassette – io per lei: la recensione
Contro ogni aspettativa stamattina, dopo un buon caffè e la rassicurante certezza di ricordarmi come mi chiamo, prendo il cellulare e controllo le notifiche. Abbastanza sorpreso, vedo che Dom mi ha scritto. Due messaggi. Di mattina, per giunta. Doveva essere successo qualcosa. Apro e leggo: “E qui puoi ritenerti soddisfatto. Mai arrivata richiesta recensione musicale, ogni tanto, ma ogni morte di papa, ci scrivono per qualche libro.” Ancora un po’ confuso cerco di capire meglio, e mi faccio inoltrare questa benedetta mail: per la prima volta su Manifest ci chiedono esplicitamente una recensione musicale.
E chi sono io per dire di no ai Surf Cassette e il loro nuovo singolo io per lei ?
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Il trio milanese si è formato dieci anni fa, nel 2015, lanciandosi nel mondo del garage pop e dell’indie rock con l’omonimo album del 2017, auto-producendosi fino ad oggi.
>Oggi, dopo la mia corsetta per distendere i nervi, ho dedicato il secondo pomeriggio a recuperare la loro breve discografia, per rimettere un po’ d’ordine e cercare di capire cosa mi aspettasse davvero con io per lei — e di che pasta sono fatti, in fondo, i Surf Cassette.
Anche se una mezza idea me la sono già fatta, leggendo il trafiletto che campeggia sulla copertina e che recita:
“Questa canzone parla dell’estro di un amore giovanile: guida ad una rivoluzione romantica ed unica via di salvezza. Mare, amore e sudore, per i giorni tristi e per quelli felici. Ascolta questa canzone al massimo volume, stereo hi-fi, onde sonore. Dritto in pancia. Dritto al cuore. È sempre il giorno giusto per cominciare una rivoluzione.
Surf Cassette on-air!”
Una descrizione decisamente esaustiva, quella sulla copertina, che però finisce per creare troppe aspettative. Il brano è un classicissimo pezzo garage rock che strizza l’occhio al pop-punk: parte subito con il ritornello, prosegue con un paio di strofe, ritorna al ritornello e chiude con un assolo di chitarra.
Per quanto riguarda basso e batteria, nulla che sorprenda o catturi davvero l’attenzione. Il testo resta leggero, vago, e non arriva mai quella sensazione di “dritto in pancia, dritto al cuore” che era stata promessa e tantomeno quella di un amore estivo, giovanile, travolgente o di dolce rivoluzione.
In sostanza, si gioca molto sull’effetto nostalgia e su una scrittura musicale leggera e orecchiabile, che però, in questo caso, non lascia troppo il segno, e ti fa rimanere con la sensazione di aver già sentito tutto questo tra i primi anni ‘90 e 2000.
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Certo è che io per lei riprende il percorso intrapreso con Non così diversi, e mi viene da supporre che sia un’anticipazione del prossimo album o EP a cui i ragazzi stanno lavorando, anche se, a giudicare da questo singolo, le premesse non fanno ben sperare.
Se vi piace il garage rock e siete in cerca di qualche gruppo italiano da ascoltare, i Surf Cassette possono comunque essere un’opzione. Ma, come direbbero gli anglofoni: not my cup of tea.
Vedremo se, con il lavoro completo, avrò modo di ricredermi.
Se il progetto lo vi incuriosisce, potete sempre sostenere i Surf Cassette su Bandcamp, Spotify e su Youtube.
Mentre se cercate nuovi ascolti, avete tanto da recuperare qui!
Al prossimo disco.
Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.
