HACHIKO – SESSO GAY: davvero una nuova era?
C’è qualcosa di profondamente disturbante nel vedere un profilo Instagram svuotarsi completamente. Come assistere a un suicidio digitale in tempo reale.
Aprendo instagram quel paio di volte al giorno per vedere se c’è effettivamente qualche novità non ho potuto far a meno di notare che HACHIKO aveva fatto tabula rasa. Zero post. Poi, nelle stories, tre parole: “Inizio di una nuova era”. E una data: 26/09.Questo significa una sola cosa solitamente: sta arrivando un nuovo album.
Mentre stanotte attendevo con ansia l’uscita di SESSO GAY ero a letto con l’influenza e la schiena bloccata come un ottantenne. Scattata la mezzanotte, dolorante mi metto al pc e con rammarico mi rendo conto che è solamente un singolo. Ma viste le mie condizioni è stato decisamente meglio dedicare 2 minuti e 52 secondi di puro terrorismo sonoro firmato HACHIKO e SARABAMBA che 40 di un intero album.
La seconda volta non è mai come la prima
Mettiamola così: quando hai scoperto il sesso per la prima volta, è stato sconvolgente. La seconda? Piacevole, ma sai già cosa aspettarti. Con HACHIKO funziona uguale.
“Memorie di una troia” mi aveva spiazzato, eccitato, confuso.Finalmente una donna che parla di cazzi come noi parliamo di figa al bar. “SESSO GAY” arriva dopo, quando ormai hai metabolizzato lo shock. È la conferma che non era un caso isolato, ma un progetto preciso: demolire ogni zona comfort dell’ascoltatore medio italiano.
Il beat, immagino creato a 4 mani, martella ossessivo mentre il testo sputa verità che nessuno vuole sentire.
Ma quando io vi incontro per strada vi chiedo se siete delle teste di cazzo?
Il testo è un capolavoro di terrorismo verbale. HACHIKO prende di mira quella curiosità morbosa che tutti abbiamo ma che fingiamo di non avere. Gay? Trans? Bisex? Queer? La risposta è: fanculo le tue etichette.
C’è un verso che mi ha folgorato, bloccato com’ero nel letto:
“Tutti a chiedermi se sono gay, trans, bisex, queer. Ma quando io vi incontro per strada vi chiedo se siete delle teste di cazzo? No, lo vedo dalle vostre facce di merda”
È geniale nella sua brutalità. Ribalta completamente la questione: il problema non è la sua identità sessuale, il problema sei tu che hai bisogno di catalogarla.
La Crème Records: finalmente un’etichetta con le palle
La notizia vera è un’altra: HACHIKO ha firmato con La Crème Records. Dopo aver terrorizzato il pubblico in totale indipendenza, ora c’è qualcuno disposto a finanziare il progetto (spero).
Mi ritrovo comunque a fare le solite osservazioni: le etichette indipendenti sono sempre quelle disposte, con coraggio ad esporsi e credere in artisti che sono fin troppo sopra le righe.
O forse puntare sul fatto che lo scandalo dà visibilità e vende. In ogni caso, ben venga.
La rivoluzione che non ti aspetti
Finito l’ascolto, mi sono trascinato a letto con un mix letale di sintomi influenzali, dolori muscolari e un ritmo fissato in testa ho realizzato una cosa: HACHIKO con la sua musica e i suoi testi di controcultura sta documentando un cambio generazionale che è già in atto.
Le domande sulla sessualità che ossessionano i più grandi e i bigotti, per noi nativi digitali sono più che superate e sta documentando il tutto nel suo lavoro da artista.
SESSO GAY non è una canzone sul sesso gay. È una canzone sull’inutilità delle vostre domande del cazzo. È un manifesto per tutti quelli che sono stufi di dover spiegare chi sono, cosa fanno, con chi vanno a letto.
L’inizio di una nuova era?
HACHIKO aveva promesso “l’inizio di una nuova era”. Se intendeva una sua nuova era artistica, forse siamo solo in un momento di transizione e nemmeno troppo netto e lontano da memorie di una troia. Con il suo primo lavoro ha fissato un’asticella altissima che potrebbe essere difficile da superare, non sono rimasto sconvolto positivamente come la prima volta, ma rimane comunque un lavoro degno di nota.
Vedremo comunque se ha altri assi nella manica che mi facciano rimangiare tutto quello che ho detto.
Una cosa però è certa: se certe cose ti disturbano HACHIKO lo vede già dalla tua faccia di merda.
Se “SESSO GAY” ti ha lasciato con più domande che risposte, ho una brutta notizia: HACHIKO aveva già iniziato a demolire le vostre certezze mesi fa.
Torna all’origine leggendo il mio articolo HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice [Leggi qui → ]
Oppure puoi esplorare qualcosa di più pudico leggendo il mio ultimo articolo sul ritorno dei Dissidio che su spotify hanno deciso di non esserci più [Leggi qui →]
Per altri ascolti che vanno oltre la superficie, dai un’occhiata a tutta la sezione musica.
Al prossimo disco.
Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.
