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Coperetina del nuovo disco di HACHIKO - Hypertroia
Musica

HACHIKO – HYPERTROIA: 10 tracce per rompere ogni tabù

By Aleister Rush
11 Febbraio 2026 7 Min Read
0

Durante questa settimana che precede San Valentino ero pronto già a scrivere un altro articolo, non ve lo nascondo. E stamattina avevo seriamente tutte le buone intenzioni per mettermi a scrivere già di buon’ora. Così dopo aver sbrigato un paio di cose, rientro a casa e armato del caffè mi siedo alla solita scrivania.

Prima però decido di mettermi in pari con le notifiche che ho ignorato fino alle 9:30. E mi sono trovato di fronte l’unico “imprevisto” che ha totalizzato la mia mattinata. HACHIKO è tornata. Non con un nuovo singolo. Ma con il nuovo album: HYPERTROIA.

Stavolta però niente domandone. A quanto pare HACHIKO la conoscete benissimo. Qui su Manifest è l’articolo più letto dell’intero blog, quasi ventimila visualizzazioni. Dubito che non sappiate di chi stiamo parlando. Se per qualche miracolo non sapete chi è HACHIKO, potete recuperare la mia vecchia pagina di diario d’ascolto qui. E vi assicuro, sono triste anche io di non mettere “CHI CAZZO È HACHIKO” ma non amo le ripetizioni. L’unica informazione che posso aggiungere sul nostro furry preferito è il suo luogo di provenienza. È fiorentina.

HYPERTROIA

L’album si presenta con 10 tracce e ora vi racconto il mio ascolto.

Smettiamo di vergognarci

Riprendiamo esattamente dove ci eravamo lasciati con memorie di una troia. Lo stile non cambia molto con la prima traccia del disco, nonché title track dell’album: HYPERTROIA. Tutto sembra voler far scalpore con la volgarità, ma dietro questo pezzo c’è il chiaro intento di voler rompere i tabù sul sesso. È una cosa normale e trattiamola come tale. Sì, anche il sesso promiscuo. E lo dice chiaramente anche lei: non è per tutti. Ma smettiamo di vergognarci. Se fatto con le dovute precauzioni e in modo consenziente, va bene comunque.

Tutto il mondo è paese

KAMPAGNOLA ci ricorda che tutto il mondo è paese e non esistono solo a Milano le ragazze libertine. Certo, sicuramente saranno più soggette ai pregiudizi e questo ne limita la presenza nei centri più piccoli, ma comunque esistono. E se riescono a fregarsene, forse riescono a viverla meglio rispetto allo stress di una grande città. Anche perché non hai bisogno di inglesismi e dire che fai After quando è un semplicissimo martedì sera. E vi assicuro che succedono le cose migliori durante la settimana. Che alla fine dei conti la provincia non sia proprio il centro del mondo e del benessere?

Maschietti, diamoci una svegliata

Con LECCATA DI FIGA tocchiamo un argomento che mi sta realmente a cuore. Sarò strano, ma com’è possibile che nel 2026 stiamo ancora parlando di donne che non riescono a essere soddisfatte dai preliminari? Maschietti, diamoci una svegliata. Che sia chiaro, non disprezzo assolutamente anche io una vuvuzela di carne e poi a nanna, però se posso ricambiare tanto meglio. Quindi per favore, invece di ricevere sempre, date. E non costringete queste povere ragazze a far sempre da sé. Il piacere del partner è importante. Per quel che mi riguarda, poi, più del mio.

Meglio così che niente

E neanche a farlo troppo apposta, ho lasciato andare il mio animo da sottone proprio per la prossima traccia: SOTTONA. Le parole non lasciano troppo spazio alle interpretazioni. Qui ci troviamo di fronte a un rapporto di base lussurioso in una relazione extraconiugale. Le provocazioni attraverso il sexting, implorare di vedersi e zerbinarsi. Quel mix giusto tra desiderio e dinamiche di potere che creano le relazioni non esattamente salutari, ricche di montagne russe con degli alti intensissimi e dei bassi devastanti. Ma comunque non riesci a farne a meno perché ci sei sotto come un treno, quindi pensi: meglio così che niente.

Le dimensioni contano?

SFONDATA, per quanto non ancora pubblicata ufficialmente, HACHIKO l’aveva già proposta come spoiler al live di Rende al Mood Social Club. Ma oggi ho avuto la possibilità di riascoltarla con calma e attentamente. Tocchiamo un altro argomento interessante. Le dimensioni contano? Credo di sì. Ma per una volta non stiamo prendendo in giro quelli col cazzo piccolo come me (che, tra l’altro, non è un problema mio), ma quelli col cazzo enorme. Tutti i maschietti sono ossessionati dall’avere misure enormi. Questi tanto agognati 20 centimetri. Finalmente l’ha detto lei: non servono. Anche perché avere un pene enorme non implica recare più piacere, anzi, è tutto il contrario. Ma finalmente anche una signorina ha avuto il coraggio di dirlo. Questo risolverà le turbe mentali degli uomini? Non credo, ma la speranza è l’ultima a morire.

Non è tutto fisico

Eccoci qui. Finalmente siamo arrivati a COCKLOVER. Vi giuro che fino all’ultimo secondo ho sperato che fosse una cover rivisitata di Latin Lover di Cremonini, ma è tutt’altra roba. Non c’entra niente con Latin Lover, ma un po’ di storia d’amore c’è. Escluse le malattie sessualmente trasmissibili, l’idea di fondo è molto semplice alla fine dei conti: anche nel sesso non è tutto una cosa spicciola limitata al fisico, ma forse il desiderio e sentirsi appagati ha un impatto maggiore rispetto a cose banali come le dimensioni.

Anestetizzare per sopravvivere

Be’, che album di HACHIKO sarebbe senza parlare un po’ di sostanze? Se pensavate che avesse lasciato tutto indietro con memorie di una troia, tra Cocaina nella pussy e Filosofa, ha trovato spazio per gli stupefacenti anche in HYPERTROIA. LA DROGA è il primo pezzo in collaborazione che ci viene proposto in questo album, con Lorenzo_BITW, che personalmente non conosco benissimo e vedrò di approfondire. Ma concentriamoci sul testo. Non è per niente ridicolo. Qui scopriamo che per HACHIKO la dipendenza è causa di altro. L’uso delle droghe è direttamente legato agli incontri con persone viscide e poco integre, il classico modo per anestetizzare e sopportare meglio alcune dinamiche. Personalmente non credo sia la soluzione adatta, ma il messaggio è chiaro. Forse è il caso di comportarsi un po’ meglio con le signorine che ci circondano.

La boccata d’aria fresca

90MILA è il mio pezzo preferito di questo nuovo album. La collaborazione con Elena Romano non me l’aspettavo assolutamente. Elena è una songwriter fiorentina che personalmente tengo sott’occhio, ha un EP e qualche singolo ma per ora non mi espongo troppo: quello che posso dire è che ha potenziale. Le due insieme ci raccontano una classica dinamica di serata tra donne, tra pettegolezzi, vino e decine di sigarette. Ma non solo questo: si percepisce che s’incontrano anche per sostenersi e quando serve per confortarsi. Un brano molto lontano dalle volgarità e una bellissima boccata d’aria fresca.

Ne ho già parlato

Per quanto riguarda SESSO GAY vi rimando all’articolo dedicato al singolo. Non ho molto da aggiungere. →Link all’articolo

Ha smesso di scusarsi

Il tutto si chiude con APOLOGIA DI UNA TROIA, l’ultimo singolo che ha anticipato l’album la settimana scorsa. Era possibile ascoltarlo in anteprima, anche perché come singolo non risulta su Spotify, ma c’è il videoclip ufficiale su YouTube. Un vero attacco sfrontato al patriarcato. Nel mondo di oggi essere uomini e donne non è per niente facile, ma sicuramente quelle che alla fine di tutto hanno ancora delle difficoltà in più sono proprio le donne. Se non seguite HACHIKO sui social, sicuramente non avete idea dei commenti che riceve nei DM. Alcuni li ha pubblicati nelle storie, e dire che fossero disgustosi è riduttivo. In ogni caso, qui c’è una raccolta di commenti, cose dette e sentite, senza troppi fronzoli. Sicuramente il suo personaggio non attira unicamente fan, ma anche bigotti e gente davvero pessima che si sente legittimata a non dosare le parole e a disprezzare. E pensate che lei ci convive con questa realtà. Se smettesse? Se si adeguasse a fare la donna di casa? Perderebbe tutta l’indipendenza. È certamente un pezzo molto intimo, ma l’idea è quella di affermare che ha smesso di scusarsi per essere donna e vuole vivere come le pare.

E come suona?

HYPERTROIA suona come il precedente disco di HACHIKO con qualche piccola eccezione. In linea di massima è un disco hyper-pop/elettro-pop: le basi sono ricchissime, sature e super catchy, e si incastrano molto bene nel genere che propongono. È stato anche interessante scoprire come con l’ultimo pezzo funzioni un approccio diverso. Non deve per forza essere tutto tirato al massimo con ritmi serrati: anche un piano condito da qualche effetto un po’ glitch funziona perfettamente in questo progetto.

In conclusione

Tra le ultime note, ho notato un simpatico punzecchiare Anna Pepe con qualche citazione, come nella title track dove dice “Amo con me non ci si annoia, non sono una Baddie ma chiamami troia” oppure in SFONDATA “non ci entra, amore sono Désolée”. Non sono riuscito a capire quanto sia un tributo e quanto un effettivamente prenderla in giro. Sempre rimanendo con SFONDATA, ho riso moltissimo sentendo il beat con il russare della guardia cinese. Se non sapete di che parlo dovreste imparare a conoscere meglio i meme di internet. Fatevi una cultura qui.

Come potete immaginare, non è per niente il mio genere in realtà. Se siete lettori assidui di questo diario d’ascolto avete più o meno idea di dove sia collocata la mia comfort zone. Ma assolutamente non disprezzo accogliere dei dischi che siano perfetti per un rave e che comunque, a modo loro, mettano la carica o la voglia di farti ballare.

Il disco, contro ogni preoccupazione, è interessante oltre che bello da ascoltare. È politico. È sfrontato. HACHIKO e Twink ci hanno dimostrato che non serve preoccuparci e che hanno ben in testa una direzione, nonostante le volgarità, nonostante la gente non li capisca. Spero che con questo fare sfrontato smettano di essere fraintesi e la gente colga finalmente quello che stanno seminando. Ma anche questo, non è per tutti.

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Al prossimo disco.

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