Kapote – Italomania Vol. 3: il groove italiano secondo Toy Tonics
Italomania Vol. 3, la nuova compilation estiva di Toy Tonics
Le promesse le mantengo, sempre.Lo avevo già scritto nell’articolo su Valentino Vivace: prima o poi avrei chiarito meglio tutta quella storia su Toy Tonics. Ecco, quel “poi” è adesso.
Kapote, produttore, DJ, polistrumentista e mente creativa dietro l’etichetta berlinese, ha finalmente pubblicato Italomania Vol. 3.
Dopo il primo esperimento del 2021 e il successo del Vol. 2 nel 2024 (spinto anche dalla collaborazione con M¥SS KETA, ma secondo me penalizzato da un’uscita tardiva, il 20 settembre), stavolta il DJ italo-tedesco ha imparato la lezione: lanciare la nuova compilation alle porte dell’estate è una scelta azzeccatissima, anche in ottica virale e le aspettative non sono state deluse.

Italomania Vol. 3: quattro lati per un viaggio nell’Italian Disco
Side A – Le radici della disco Secondo Toy Tonics
Che Disco Vuoi di Paul Older apre la compilation con un brano profondamente ispirato alla disco anni ’70. Il suo stile riconoscibilissimo crea un ponte elegante tra passato e presente, mettendo in luce la sua esperienza verticale nel funky e nella disco moderna. Il crescendo del basso all’inizio, il testo ripetitivo e le pause strategiche introducono progressivamente nuovi elementi, arricchendo l’ascolto con dettagli che emergono con ogni replay.
Con Allora Amore, Riva Starr, una delle figure chiave della house italiana dagli anni ’90, habitué dei club più iconici di Ibiza, porta in consolle un brano che fonde energia pop-house e gusto melodico. Insieme a Nic Hanson e Joe Le Groove, costruisce un mix dinamico di voci alte e basse, con synth e linea di basso in primo piano a tenere viva la pista.
Chiude questo primo side Statua Greca di Valentino Vivace, artista italo-svizzero che qui su Manifest conosciamo già bene. Il brano, coerente con la sua cifra stilistica, mescola le nostalgie dell’Italo Disco anni ’80 con le nuove influenze house, e si stampa in testa con una melodia irresistibile e un ritornello destinato a diventare tormentone.
Side B – Le colonne e le nuove leve di Toy Tonics
La seconda parte della compilation si apre con Tutto Matto della torinese Hey Cabrera!. Un brano dal tono giocoso e accattivante, animato da una voce femminile che ci guida tra synth sottili e atmosfere da favola elettronica. Sul finale, l’ingresso del pianoforte aggiunge un tocco elegante e inaspettato, chiudendo il pezzo con raffinatezza.
Segue Non Era Facile, una delle tracce più memorabili dell’album. Il produttore palermitano Sam Ruffillo, ormai una delle figure centrali dell’universo Toy Tonics, firma un brano perfettamente bilanciato tra melodia e groove, arricchito dalla collaborazione con Fimiani (già presente in Italomania Vol. 2) e l’inconfondibile voce di Gianni D’uomo. Un mix perfetto tra raffinatezza e immediatezza, che entra in testa al primo ascolto.
Chiude questo secondo blocco Lasciati Andare dei bolognesi Kymono, una giovane band jazz-funk che si rivela una delle sorprese più fresche della raccolta, dimostrando già una maturità musicale notevole. Il brano è un invito sincero a mollare il controllo e lasciarsi guidare dalla musica.
Side C – Deviazioni Elettroniche e groove alternativi di Italomania Vol. 3
Dopo una band emergente, passiamo a qualcuno che da tempo fa parlare di sé. Ad aprire questo lato C troviamo i parigini Dov’è Liana con La Notte Infinita, brano che conferma tutto il loro talento. Piano, synth e un hi-hat frizzante costruiscono un’atmosfera magnetica, impossibile da ignorare: è impossibile restare fermi. Se vi capita di trovarli in tour, non perdeteveli: ad esempio saranno al Color Fest 2025 e se ci sarete anche voi, ci si beve pure una birra insieme!
Con Matto, il progetto milanese Mille Punti porta una ventata d’aria fresca alla compilation. L’uso del vocoder fanno evitare il rischio di cadere in suoni prevedibili o troppo nostalgici. Ne esce un brano che sposta il baricentro: attuale, originale, ma perfettamente coerente con lo spirito di Italomania vol. 3. Una sorpresa piacevolissima.
Curiosità: anche se non presente nella tracklist del vinile, su Spotify compare anche Americano di Mind Enterprises, che movimenta ulteriormente il lato C. Catchy e totalmente devoto al trash pop anni ’80, è un brano che potrebbe benissimo essere finito su una compilation di Musica da Giostra, ma sta benissimo anche in Italomania vol. 3.
Chiude il lato Donna Più di Bruno Bellissimo, bassista, cantante e produttore con un piede nella scena indie e uno nel funk elettronico. La traccia è ipnotica e sensuale, guidata da un groove caldo e stratificato. Il basso tiene le redini, mentre chitarra e synth si scambiano battute in un gioco divertente e coinvolgente. Un perfetto congedo dal lato C.
Side D – Remix e atmosfera notturna per chiudere Italomania Vol. 3
A dare il via all’ultimo atto della compilation è Proibito di Fimiani, stavolta in solitaria. Il brano è una dichiarazione di intenti, un pezzo da disco in spiaggia, con synth accattivanti e flirtanti che lasciano emergere il lato più intimo e riflessivo della sua produzione.
Segue La Sera, La Discoteca, La Spiaggia di Alessandro Rotter, una traccia elettropop costruita su un loop ipnotico e ripetitivo che gioca proprio con le parole del titolo. Un’idea semplice ma efficace che ci catapulta in una dimensione quasi da soundtrack vacanziera dal retrogusto vintage.
Su Spotify, inoltre, compare come extra anche Pasta al Dente, firmata dalla coppia leggendaria Daniele Baldelli & DJ Rocca. È la traccia più lunga della compilation, oltre che l’unica completamente strumentale che inizia a far rallentare il ritmo facendoci intuire che siamo vicini al finale.
A concludere ufficialmente Italomania Vol. 3 è Credimi di Alberto Melloni, che dosa ogni elemento con sensibilità e attenzione: dalle percussioni leggere alle linee di synth, fino alla voce campionata in secondo piano che arricchisce l’ascolto. Un brano che non chiude con un punto fermo, ma con una sospensione elegante, come se ci suggerisse che la festa, in fondo, non è ancora finita.
Cosa ci lascia Italomania Vol. 3
Questo terzo capitolo di Italomania si presenta come il più maturo e curato finora. Quattordici tracce, tra artisti affermati e nuove promesse, che lavorano insieme per ridefinire la scena della disco italiana contemporanea senza mai cadere nella facile nostalgia della Italo Disco del passato. Italomania vol. 3 non è una cartolina vintage, ma un vero e proprio laboratorio sonoro in cui groove, house e funk si mescolano con naturalezza, restituendo una visione fresca e vibrante.
La scelta di suddividere la compilation in quattro blocchi, ognuno con un’anima propria ma legato da un filo estetico comune, è a mio avviso super azzeccata: permette di seguire un percorso sonoro coerente senza sacrificare la personalità unica di ogni artista o invalidare processi creativi e songwriting di ognuno. Un progetto che con ogni nuova uscita continua a crescere, migliorare, sorprendere.
L’estate è appena iniziata, e Italomania è il disco per il fine settimana.
Kapote e Toy Tonics dimostrano di avere non solo gusto, ma anche una visione chiara e coerente.
Ciò che colpisce in Italomania Vol. 3 è la sicurezza: l’idea alla base non è più solo una suggestione, ma un’identità definita. Eppure, nulla di rigido o già sentito: il passato non viene rincorso, ma assorbito, campionato, trasformato. Il risultato è un disco attuale, leggero, ma tutt’altro che superficiale. Una raccolta che si prende le sue libertà con intelligenza, e forse proprio per questo funziona così bene sotto il sole.
Un consiglio spassionato: non fermarti a Spotify. Se ti è piaciuto il viaggio, supportalo dove conta: su Bandcamp, acquistando il vinile (sempre che non sia già andato a ruba), oppure esplorando i canali di Toy Tonics.
Mentre se apprezzi queste chiacchiere e vuoi continuare l’ascolto (e la lettura), trovi altri dischi che ho raccontato qui.
Al prossimo disco.
Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.
