Pippo Sowlo – Ok Computer Però Trap: riscoprire l’EP immortale
Introduzione all’EP Ok Computer Però Trap di Pippo Sowlo
Oggi voglio lasciarmi andare a un piccolo flusso di coscienza.
Da mesi ascolto musica ogni giorno, alla ricerca di dischi nuovi, stimolanti, che meritino attenzione. Lo faccio per passione, ma anche per condividere qualcosa di valido, di autentico. Scrivere di musica non è un obbligo, ma un’urgenza personale.
Tuttavia, più allargo la ricerca, più mi accorgo di una verità scomoda: per ogni perla che trovo, mi tocca ascoltare decine di album mediocri. Il sovraccarico da ascolto è qualcosa che ho sottovalutato quando ho deciso di lanciarmi in quest’avventura. E così, ogni tanto, sento il bisogno di rifugiarmi nella mia comfort zone.
Questa volta il rifugio ha il volto di Pippo Sowlo e del suo EP Ok Computer Però Trap, uscito nel 2019.
Chi sono Pippo Sowlo e Oh Shit DeAndrè Is That You
Per chi non lo conoscesse, Pippo Sowlo non è un artista solista, ma un duo: Pippo e Oh Shit DeAndrè Is That You. Un progetto nato per sabotare l’idea stessa di talento. Pippo non canta, non suona, ma scrive testi taglienti, dissacranti, senza filtri.
L’unico musicista vero è Oh Shit DeAndrè Is That You, che cura le basi lo-fi e l’abuso creativo di autotune che oggi ormai è sdoganato. Il risultato? Canzoni che parlano di disagio, sesso, nevrosi con un’ironia feroce.
Track-by-track di Ok Computer Però Trap
L’EP si apre con Theme From The Torre Gaia, una raccolta di vocali WhatsApp campionati, frasi cult e frammenti storpiati da vecchi singoli. Un’introduzione caotica e surreale, senza capo né coda apparente. È disorientante, sì, ma non a caso: è solo il primo assaggio del disastro organizzato che sta per esplodere traccia dopo traccia.
Pesto Cover. Titolo familiare, vero? È una trappola perfetta: nessuna cover in vista, solo una un testo nonsense che ripesca citazioni dai primi brani del duo, come BVTVCLVN o Fregne Mutilate, irreperibili su Spotify.
Ridatemi l’ITPOP prosegue la linea parodica, bersagliando le dinamiche dell’indie italiano tra il 2016 e il 2019: gruppi Facebook e canali Telegram popolati da fan che si organizzavano per i concerti, meme riciclati, demo spedite in massa a Bomba Dischi. Un’istantanea ironica di quell’ecosistema, oggi già sepolto sotto strati di cinismo e nostalgia.
Si arriva poi a quella che per molti è la hit immortale del progetto: Sirvia. Brano firmato Pippo Sowlo al 100%, è un racconto disturbante in prima persona, con la voce di un uomo violento che perseguita la sua ex tra appostamenti, apparizioni “per puro caso” nei locali, minacce e revenge porn. Nel 2019 poteva sembrare solo black humor estremo. Oggi, nel pieno del dibattito su violenza di genere e stalking, suona come un crudo anticipo di realtà.
Sciarponi, in collaborazione con Sanguedecane la mente dietro il pezzo, prende di mira un altro cliché: il tributo postumo agli amici morti in strada, tipico di certo rap italiano.
A chiudere l’EP, Re: Inoki, un dissing a due facce. Si apre con veri audio in cui Inoki insulta il duo, seguito dalla classica struttura dell’attacco frontale. Ma dopo meno di un minuto tutto si ferma: Pippo Sowlo interrompe la traccia e chiede di togliere la base. Parte allora un secondo beat e si apre un monologo in cui, con tono quasi disperato, l’autore si prostra, chiede scusa e invoca l’aiuto del suo “mentore”.
Unire i puntini di Ok Computer Però Trap: cosa hai mancato fino ad oggi
All’epoca mi era sembrata solo una provocazione. Ma oggi, riascoltandolo con più attenzione e con uno sguardo meno distratto, tutto inizia finalmente ad avere un senso compiuto.
Il titolo stesso è un omaggio a Ok Computer dei Radiohead, album importantissimo nella scena alternative internzionale, mentre la prima traccia storpia Theme from the cameretta che apre Il soprendente album d’esordio de I Cani. È subito chiaro: questo EP ha uno scopo preciso: prendere di mira la scena indie italiana. E in questo gioco, Bomba Dischi non è soltanto l’etichetta che lo pubblica, ma diventa il bersaglio principale.
In Pesto Cover, il titolo rimanda a Calcutta, ma la base è quella di Thoiry di Quentin40 (non RMX di Boss Doms e Achille Lauro per la cronaca). Poi, Ridatemi l’ITPOP si chiude con un’altra citazione sonora agli stessi I Cani, creando un filo rosso che lega tutto. E Sirvia, che all’inizio poteva sembrare soltanto un brano disturbante, oggi si rivela come una parodia grottesca delle Polaroid di Carl Brave x Franco126.
Dopo tutti questi anni credo che i più abbiano perso tutti questi dettagli che danno senso a tutto questo caos, confermando l’immortalità di questo EP.
Perché ascoltare oggi Pippo Sowlo
Anche se oggi Pippo Sowlo è inattivo (l’ultimo singolo risale al 2020), il suo zoccolo duro di quarantamila ascoltatori continua a resistere. Ok Computer Però Trap resta lì, su Spotify, ancora attuale, mentre su YouTube sopravvivono i brani più scorretti mai arrivati sulla piattaforma verde.
Come spesso accade nei progetti guidati da una forte vocazione ironica, anche questo EP non segue una progressione narrativa lineare, fatta eccezione per le due tracce che affrontano direttamente il tema della scena indie italiana. Ogni pezzo è un episodio a sé, slegato dagli altri, ma legato dalla voglia di prendere in giro tutta la scena che iniziava ad essere di spessore in quel periodo.
Quello che sorprende, ancora oggi, è l’assenza di backlash: nessuno si è mai veramente scandalizzato o lamentato. Eppure i temi sono spigolosi, i toni esagerati, e il sarcasmo taglia senza anestesia. Ma Pippo Sowlo non scade mai nell’insulto gratuito. Resta sempre in equilibrio su quella linea sottile tra provocazione e offesa, ed è forse proprio questo a renderlo un progetto immortale.
Detto ciò, se ti piacciono i progetti che militano nella musica di controcultura più attuali, ti consiglio anche il mio articolo su HACHIKO, lo trovi qui.
E se queste chiacchiere musicali ti intrattengono, puoi leggere anche gli altri dischi che ho raccontato qui.
Al prossimo disco.
Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.

Eccomi qui, uno dei 40 ascoltatori