Valentino Vivace – Discoteca Vivace: La Discoteca Fuori dal Tempo!
Lo so, lo so. Gli ultimi pezzi che ho scritto sono stati fin troppo impegnati. Le tematiche degli album che ho trattato finora erano sempre pesanti, romantiche e complessate. Ma oggi cambiamo rotta. Niente cuori spezzati, niente argomenti complicati. Promesso.
Mentre ero indaffarato a chiudere una scadenza di lavoro, il mio cellulare vibra. Vedo una notifica che ignoro fino alla pausa pranzo. Penso: “Sarà la solita mail di Spotify per farmi fare tre mesi gratis, oppure è LinkedIn che cerca di propormi lavori che non mi interessano.” E invece era Bandcamp. Un nuovo disco era stato annunciato dall’etichetta tedesca Toy Tonics. Giusto per darvi un minimo di contesto: è un’etichetta indipendente che pubblica musica dance. Ma del progetto fresco fresco uscito su Toy Tonics ne parleremo un’altra volta.
Tutto questo mi ha portato a mettere in pausa il brano che stavo ascoltando su Spotify e a godermi un po’ di Italo Disco. No, fermi. Non l’album dei The Kolors. Quella è robaccia in confronto. Parlo proprio del fenomeno vero dell’Italo Disco. Avete presente, no? Quel periodo degli anni ’80 in cui gli artisti più in voga erano Pino D’Angiò, i Righeira, Sandy Marton (VERO COMUNE DI LAMEZIA TERME?).
Visto che sono una persona tanto complicata, non mi sono accontentato di ascoltare per la millesima volta …Balla!. Avevo voglia di qualcosa di nuovo. Ero sicurissimo di avere qualcosa nella mia pending list. Così, deciso a scendere nella mia tana del Bianconiglio, spunta fuori un nome: Valentino Vivace – Discoteca Vivace.
Preludio prende tutto quello che c’è di bello nei suoni dei synth degli anni ’80 e li fonde con la teoria moderna della musica elettronica. Non suona vecchio, ma ti fa sentire come tuo padre da giovane: appena entrato in discoteca, con il fascino della nostalgia, si avvicina al banco poco prima dell’inizio del sabato sera, per scambiare due parole con il bartender. È il momento di dare inizio alla serata.
RGB ti catapulta in un universo parallelo fatto di luci al neon, cocktail fluorescenti e gente che balla sciolta su una pista che profuma di nostalgia. Ma è solo l’inizio.
È il momento di fare spazio al tormentone di Discoteca Vivace: Hulahoop, un brano che celebra la libertà e l’autenticità, ispirato da icone del passato come Marilyn Monroe, Brigitte Bardot, Sophia Loren e la sensualissima Sabrina Salerno.
Baia degli Angeli arriva con un sax azzeccatissimo e percussioni coinvolgenti. Ti mettono subito a tuo agio in questa serata che ti sta davvero piacendo, finché non la noti. Lei. La tipa innamorata del mare e dei tramonti, che non aspetta altro che la porti in spiaggia per una notte indimenticabile.
Ma ti fermi. Interludio – Prima dello slow. Esci a prendere una boccata d’aria, pensi a lei, decidi di aspettare. Fumi una sigaretta accanto all’uscio di Discoteca Vivace, in attesa del momento giusto per abbordare la regina della pista.
Ed ecco l’occasione che stavi aspettando: Ti sento, il lento per le coppiette. È il tuo momento per avvicinarti e fare in modo che il film che ti sei immaginato diventi realtà. La abbordi, ci prendi confidenza… ballate… e sei talmente sicuro di te che stai per confessarle tutti i tuoi desideri, anche i più carnali.
Finito il lento, è ora di tornare a scatenarsi con una canzone che dà la carica: Eroi. Un brano che incarna perfettamente lo stile dell’autore svizzero, mescolando Italo Disco, French Touch e Indie Pop.
È arrivato il momento del ritorno a casa con Anima Romantica, che ti lascia quella sensazione dolceamara di quando si accendono le luci in discoteca.
Non ci girerò intorno: Discoteca Vivace è una bomba. Non serve amare l’Italo Disco per capirlo. È un posto mentale e sensoriale dove puoi essere un po’ nostalgico senza diventare retorico, un po’ romantico senza scivolare nel melenso, un po’ libero senza sembrare sciocco. Valentino Vivace ha costruito una discoteca fuori dal tempo, capace di farti ballare come in un sogno lucido, con i piedi ben piantati nel presente e il cuore rivolto al passato. Se ti manca la febbre del sabato sera, ti bastano 26 minuti e mezzo per vivere una serata indimenticabile.
Al prossimo disco.
Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.
