Skip to content
manifestblog

contenitore di libere scritture

manifestblog

contenitore di libere scritture

  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
Close

Search

  • https://www.facebook.com/
  • https://twitter.com/
  • https://t.me/
  • https://www.instagram.com/
  • https://youtube.com/
Subscribe
Tonno non volevo essere trovato
Musica

Non Volevo Essere Trovato: I Tonno si Sciolgono e Rinascono

By Aleister Rush
21 Novembre 2025 3 Min Read
0

Stanotte ero incollato allo schermo come un adolescente che aspetta il messaggio della tipa. Mezzanotte. Refresh compulsivo su Spotify. I Tonno stavano per far uscire “Non volevo essere trovato” dopo essersi sciolti su Instagram sei ore prima.

Una mossa da pazzi? Forse. O forse geniale.

Chi cazzo sono i Tonno?

I Tonno sono quattro ragazzi toscani che fanno “musica normale” – definizione che fa incazzare i puristi e incuriosire tutti gli altri. Sul nome hanno le idee confuse: festa di laurea, troppo vino, pioggia, qualcuno che scrive “Tonno” sul modulo della sala prove. Fine. Nessuno si prende la responsabilità, tutti se la rimbalzano ridendo.

La loro musica? Jam session registrate col telefono che diventano canzoni. Un collage di immagini e suoni che si incastrano per caso o per destino. Non è lo-fi per posa intellettuale. È lo-fi perché la vita suona così quando hai vent’anni e una sala prove che costa troppo.

Il Teatro dell’Assurdo

Riavvolgiamo. Ieri mattina, mentre bevevo il terzo caffè e il mondo fingeva di funzionare, i Tonno sganciamo la bomba. Storia Instagram, sgrammaticata al punto giusto: “Ci sciogliamo. Incompatibilità artistiche che ci portiamo da anni”.

Stop. Niente cuori spezzati. Niente “grazie per il viaggio”. Secco come una martellata.

Immagino la valanga di DM. I fan nel panico. “Ma come? Ma il concerto di domenica? Ma che cazzo?”

Due ore dopo, seconda storia: “Comunque portiamo a termine i progetti in cantiere”. Traduzione: ci odiamo ma siamo professionali. Il live del 23 novembre si fa. L’ultimo, giurano.

Poi la magia. Mezzanotte. Esce il singolo e – boom – reunion annunciata. Da “Eravamo nati” a “Nati per sempre” in sei ore. I Beatles ci misero anni. I Tonno sei ore. Efficienza toscana o follia premeditata?

La Canzone delle Magliette Rubate

“Non volevo essere trovato” ha una genesi bellissima. Una frase scritta col pennarello sul ginocchio anni fa, dopo un concerto dove sparì uno stock di magliette nuovo di pacca. I Tonno fantasticano: “Da qualche parte, in un piccolo paese toscano, c’è gente che va in giro con le maglie di Quando Ero Satanista senza sapere chi siamo”.

Una setta involontaria di fan inconsapevoli. Poesia pura.

Il brano si apre con quella frase-mantra che ti martella in testa per due minuti e mezzo: “Non volevo essere trovato”. Ripetuta, ossessiva, intervallata da schegge di vita vissuta, riflessioni frammentate, tutto quello che i Tonno sanno fare meglio – trasformare l’ansia in musica.

La produzione? Convincente. La batteria è piena, punchy, si prende tutto lo spazio che serve. Forse il basso è un po’ sacrificato per i miei gusti, la produzione spinge più verso territori puliti che verso il casino controllato che mi aspettavo. Ma funziona. I Tonno sanno quello che fanno anche quando fingono di non saperlo.

L’Inquietudine che Ti Trova Sempre

Il cuore vero del pezzo è un’altra cosa. È quella sensazione di essere sempre fuori posto, di cercare costantemente la fuga anche quando non c’è niente da cui scappare. Come quando esci di casa e ti palpi le tasche convinto di aver dimenticato le chiavi, anche se le senti perfettamente nel cappotto.

I Tonno fotografano l’equilibrio che non esiste. I tentativi di sistemarsi che falliscono. L’ansia che ti trova soprattutto quando cerchi di nasconderti. È il paradosso della nostra generazione: più cerchi di sparire, più sei visibile. Più ti nascondi, più vieni trovato.

Meta-Teatro per Tempi Strani

C’è del genio in questa operazione. Fingere di sciogliersi per lanciare un singolo sul non voler essere trovati è meta-teatro, performance art, o semplicemente una cazzata riuscita benissimo. Mi ricorda Ruggero de I Timidi che annunciò il tour sciogliendosi da se stesso.

Ma i Tonno vanno oltre. Dimostrano che puoi morire e rinascere nel tempo di un refresh di Instagram. Che puoi non voler essere trovato e avere un concerto sold out domenica


Se il singolo ti è piaciuto ti consiglio:

→ Giallorenzo – Inni e Canti. Il disco di una band dove il mandante è Mattarella.

Se questa sensazione di inadeguatezza esistenziale vi risuona, i Giallorenzo hanno fatto un disco che ti toccherà al 100%.

Se preferite il confronto diretto con l’inquietudine, i Tonno suonano domenica 23 novembre a Milano. Sempre che nel frattempo non decidano di risciogliersi. Per davvero, stavolta.

Per altri ascolti che parlano di equilibri inesistenti, fate un giro nella sezione musica.

Al prossimo disco.

Letto: 99
Aleister Rush

Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.

  • Aleister Rush
    Cristiano Sbolci – FUORIMODA: Il disco che è un film degli anni ’70
  • Aleister Rush
    LENORE – Per non aver commesso il fatto: mettersi sotto processo
  • Aleister Rush
    Le Canzoni Giuste – Sotto la panca: Nonsense deviato dagli anni 90
  • Aleister Rush
    Elena Romano e JilHara – Sexting: tre minuti in una stanza al buio
  • Aleister Rush
    Giovanni Ti Amo – COYOTE!: l’equazione dell’amore non torna mai
  • Aleister Rush
    Satantango – Satantango: La pellicola nel tuo giradischi
  • Aleister Rush
    Nico Arezzo – Non c’è fretta: è importante rallentare
  • Aleister Rush
    WOW – Amore: Baci Perugina per voi, un disco per me
  • Aleister Rush
    HACHIKO – HYPERTROIA: 10 tracce per rompere ogni tabù
  • Aleister Rush
    SPEAKEASY – NATI INCIAMPATI è la parola d’ordine
  • Aleister Rush
    Odd Socks – We Are Not Old Socks: i calzini spaiati nel 2026
  • Aleister Rush
    Psicotino x Jadecore – Destroy the Server: spezzare il loop
  • Aleister Rush
    Le Canzoni Giuste e Domenico Bini contro gli spoiler
  • Aleister Rush
    I Putan Club aboliscono il palco per possederti
  • Aleister Rush
    Le Canzoni Giuste – Benito: identikit per riconoscere i nostalgici
  • Aleister Rush
    Mexico86 – Fuori tema: Un album impossibile da ignorare
  • Aleister Rush
    Si! Boom! Voilà! – Pinocchio: imperfezione e bellezza
  • Aleister Rush
    Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile
  • Aleister Rush
    Inchiuvatu – Addisìu: Il Black Metal che Rende Halloween Ridicolo
  • Aleister Rush
    The Zen Circus – Il Male: il disco spiegato in 4 passaggi
  • Aleister Rush
    Ho ascoltato MOBRICI alle 3 del mattino dopo una serata di merda
  • Aleister Rush
    Elephant Brain – Almeno per ora: Il Limbo Dorato
  • Aleister Rush
    CALMI – Una comune esperienza umana: da dolore a musica
  • Aleister Rush
    HACHIKO – SESSO GAY: davvero una nuova era?
  • Aleister Rush
    Dissidio – Magari Ci Sarà Un Futuro Migliore
  • Aleister Rush
    Color Fest XIII – La nostra ultima giornata
  • Aleister Rush
    Color Fest XIII – Il nostro secondo giorno
  • Aleister Rush
    Color Fest XIII – Il nostro primo giorno
  • Aleister Rush
    GIALLORENZO – Inni e Canti: la guerra che ci portiamo dentro
  • Aleister Rush
    Nico Arezzo – Non c’è mare: l’unica cosa che manca a Bologna
  • Aleister Rush
    Elephant Brain – Canzoni da odiare: il disco della pandemia
  • Aleister Rush
    I Cani – Post Mortem: Il disco che nessuno ha capito
  • Aleister Rush
    Pippo Sowlo – Ok Computer Però Trap: riscoprire l’EP immortale
  • Aleister Rush
    Kapote – Italomania Vol. 3: il groove italiano secondo Toy Tonics
  • Aleister Rush
    Post Nebbia – Canale Paesaggi: il rumore delle vite connesse
  • Aleister Rush
    Surf Cassette – io per lei: la recensione
  • Aleister Rush
    Laguna Bollente – FANTA SBOCCO: quando Spotify non basta
  • Aleister Rush
    HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice
  • Aleister Rush
    Valentino Vivace – Discoteca Vivace: La Discoteca Fuori dal Tempo!
  • Aleister Rush
    L’emo è morto? Forse è il momento di ascoltare hey, nothing
  • Aleister Rush
    Nobraino Animali da Palcoscenico: l’ultimo uomo a cavallo ero io
  • Aleister Rush
    Saya Gray – Saya: tra strumenti, sentimenti e l’amore complicato
  • Aleister Rush
    Nimby – Barbarie: Sintesi vuota di una Giornata

Tags:

ADA Music ItalyNonon volevo essrere trovatosingoloTonno
Author

Aleister Rush

Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.

Follow Me
Other Articles
Si! Boom! Voilà! Pinocchio
Previous

Si! Boom! Voilà! – Pinocchio: imperfezione e bellezza

Mexico86 - Fuori Tema copertina
Next

Mexico86 – Fuori tema: Un album impossibile da ignorare

No Comment! Be the first one.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Most Viewed Posts

  • HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice (Aleister Rush) (21.673)
  • Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse (Salvatore Giuseppe Di Spena) (2.172)
  • Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile (Aleister Rush) (1.780)
  • Ghiannis Ritsos. La poesia contro la dittatura. (Francesco M.) (1.358)
  • La Casa dove gli incubi si realizzano, Shirley Jackson e “L’incubo di Hill House” (Emanuela Stella) (1.351)
  • Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia (Salvatore Giuseppe Di Spena) (1.214)
  • “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente (Domenico Benedetto D'Agostino) (1.088)
  • Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi (Davide De Grazia) (983)
  • La “sans par”, la donna più bella del Rinascimento: Simonetta Vespucci (Emanuela Stella) (971)
  • Il quartiere Bella in un racconto dell’Ottocento (Salvatore Giuseppe Di Spena) (931)
Copyright 2026 — manifestblog. All rights reserved. Blogsy WordPress Theme