Non Volevo Essere Trovato: I Tonno si Sciolgono e Rinascono
Stanotte ero incollato allo schermo come un adolescente che aspetta il messaggio della tipa. Mezzanotte. Refresh compulsivo su Spotify. I Tonno stavano per far uscire “Non volevo essere trovato” dopo essersi sciolti su Instagram sei ore prima.
Una mossa da pazzi? Forse. O forse geniale.
Chi cazzo sono i Tonno?
I Tonno sono quattro ragazzi toscani che fanno “musica normale” – definizione che fa incazzare i puristi e incuriosire tutti gli altri. Sul nome hanno le idee confuse: festa di laurea, troppo vino, pioggia, qualcuno che scrive “Tonno” sul modulo della sala prove. Fine. Nessuno si prende la responsabilità, tutti se la rimbalzano ridendo.
La loro musica? Jam session registrate col telefono che diventano canzoni. Un collage di immagini e suoni che si incastrano per caso o per destino. Non è lo-fi per posa intellettuale. È lo-fi perché la vita suona così quando hai vent’anni e una sala prove che costa troppo.
Il Teatro dell’Assurdo
Riavvolgiamo. Ieri mattina, mentre bevevo il terzo caffè e il mondo fingeva di funzionare, i Tonno sganciamo la bomba. Storia Instagram, sgrammaticata al punto giusto: “Ci sciogliamo. Incompatibilità artistiche che ci portiamo da anni”.
Stop. Niente cuori spezzati. Niente “grazie per il viaggio”. Secco come una martellata.
Immagino la valanga di DM. I fan nel panico. “Ma come? Ma il concerto di domenica? Ma che cazzo?”
Due ore dopo, seconda storia: “Comunque portiamo a termine i progetti in cantiere”. Traduzione: ci odiamo ma siamo professionali. Il live del 23 novembre si fa. L’ultimo, giurano.
Poi la magia. Mezzanotte. Esce il singolo e – boom – reunion annunciata. Da “Eravamo nati” a “Nati per sempre” in sei ore. I Beatles ci misero anni. I Tonno sei ore. Efficienza toscana o follia premeditata?
La Canzone delle Magliette Rubate
“Non volevo essere trovato” ha una genesi bellissima. Una frase scritta col pennarello sul ginocchio anni fa, dopo un concerto dove sparì uno stock di magliette nuovo di pacca. I Tonno fantasticano: “Da qualche parte, in un piccolo paese toscano, c’è gente che va in giro con le maglie di Quando Ero Satanista senza sapere chi siamo”.
Una setta involontaria di fan inconsapevoli. Poesia pura.
Il brano si apre con quella frase-mantra che ti martella in testa per due minuti e mezzo: “Non volevo essere trovato”. Ripetuta, ossessiva, intervallata da schegge di vita vissuta, riflessioni frammentate, tutto quello che i Tonno sanno fare meglio – trasformare l’ansia in musica.
La produzione? Convincente. La batteria è piena, punchy, si prende tutto lo spazio che serve. Forse il basso è un po’ sacrificato per i miei gusti, la produzione spinge più verso territori puliti che verso il casino controllato che mi aspettavo. Ma funziona. I Tonno sanno quello che fanno anche quando fingono di non saperlo.
L’Inquietudine che Ti Trova Sempre
Il cuore vero del pezzo è un’altra cosa. È quella sensazione di essere sempre fuori posto, di cercare costantemente la fuga anche quando non c’è niente da cui scappare. Come quando esci di casa e ti palpi le tasche convinto di aver dimenticato le chiavi, anche se le senti perfettamente nel cappotto.
I Tonno fotografano l’equilibrio che non esiste. I tentativi di sistemarsi che falliscono. L’ansia che ti trova soprattutto quando cerchi di nasconderti. È il paradosso della nostra generazione: più cerchi di sparire, più sei visibile. Più ti nascondi, più vieni trovato.
Meta-Teatro per Tempi Strani
C’è del genio in questa operazione. Fingere di sciogliersi per lanciare un singolo sul non voler essere trovati è meta-teatro, performance art, o semplicemente una cazzata riuscita benissimo. Mi ricorda Ruggero de I Timidi che annunciò il tour sciogliendosi da se stesso.
Ma i Tonno vanno oltre. Dimostrano che puoi morire e rinascere nel tempo di un refresh di Instagram. Che puoi non voler essere trovato e avere un concerto sold out domenica
Se il singolo ti è piaciuto ti consiglio:
→ Giallorenzo – Inni e Canti. Il disco di una band dove il mandante è Mattarella.
Se questa sensazione di inadeguatezza esistenziale vi risuona, i Giallorenzo hanno fatto un disco che ti toccherà al 100%.
Se preferite il confronto diretto con l’inquietudine, i Tonno suonano domenica 23 novembre a Milano. Sempre che nel frattempo non decidano di risciogliersi. Per davvero, stavolta.
Per altri ascolti che parlano di equilibri inesistenti, fate un giro nella sezione musica.
Al prossimo disco.
Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.
