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MusicaTerritorio

Color Fest XIII – La nostra ultima giornata

By Aleister Rush
15 Agosto 2025 3 Min Read
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Il terzo e ultimo giorno del Color Fest XIII è iniziato con una sfida logistica personale: l’assenza dell’auto mi ha costretto ad attendere un passaggio fino alle 19. Arrivo sul Lungomare Falcone Borsellino di Lamezia Terme appena in tempo per cogliere in lontananza l’eco di una canzone di Ekkstacy. Chi ha assistito dall’inizio parla di un live sorprendente, reso ancora più incisivo da un dettaglio rock ‘n’ roll: bere direttamente dalla bottiglia di superalcolici sul palco.

La mia vera apertura di giornata è stata affidata a The Murder Capital, che hanno portato sul Suzuki Stage una scarica di post-punk puro. Hanno dimostrato alla Calabria e all’Italia che il genere non è né morto né una moda passeggera. Energia cruda, intensa, capace di mettere subito in moto il pubblico.

Il cambio di atmosfera è arrivato con Offlaga Disco Pax. Le loro spoken word e le atmosfere ambient hanno rallentato il ritmo, incantando per oltre un’ora tutti gli spettatori del Pineta Stage.

Dal Pineta il pubblico si è spostato al Marley Stage per Speedy, giovane promessa dell’indie capace di conquistare con melodie dolci e coinvolgenti.

Poi, il momento che resterà nella memoria di molti: Shame. Se ieri lo stage diving era stato una novità, oggi è diventato un rito collettivo. Non solo il frontman, ma anche tanti spettatori si sono lanciati tra le mani della folla. Nonostante la platea fosse numericamente inferiore rispetto alle prime due giornate, il pit creato dagli Shame è stato il più vasto del festival, culminando in un pogo memorabile.

Per recuperare fiato si passa all’Italo Disco. Ma un imprevisto scuote la scaletta: la performance di Dov’è Liana salta per cause di forza maggiore. L’organizzazione, dimostrando ancora una volta efficienza e prontezza, chiama in extremis i Mind Enterprise (di cui parlo nella sezione Musica). L’imprevisto si trasforma in un trionfo: il pubblico balla ininterrottamente fino alla chiusura ufficiale sul palco con Populus, che conferma la propria forza scenica dopo tre giornate di pura energia.

Prima che cali il sipario, arriva la notizia che tutti aspettavano: la location del Color Fest XIII sarà confermata anche per il 2026. Il prossimo appuntamento è già fissato per l’11, 12 e 13 agosto.

Come nelle sere precedenti, il festival si è spostato poi al Lido La Baia, dove Giustra e Fabio Nirta hanno guidato l’after party fino a notte fonda.

Questa terza giornata ha chiuso un’edizione impeccabile per puntualità e cura. Ogni artista è salito sul palco all’orario previsto, senza ritardi. Personalmente, porto a casa il ricordo di un festival che mi ha accolto come giornalista per la prima volta, permettendomi di seguirlo dall’interno e di raccontarne i momenti più intensi. Un ringraziamento sincero va all’organizzazione e ai volontari che hanno reso possibile un evento così preciso, ma al tempo stesso vibrante di emozioni.

E chissà… forse presto rivedrete tutto questo sotto una luce nuova.

Vuoi rivivere il Color Fest XIII?
Seguici su Instagram per vedere cosa è successo al lungomare.

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E per conoscere meglio i luoghi che fanno da cornice a questi eventi, visita la sezione Territorio.

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Aleister Rush

Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.

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Aleister Rush

Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.

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