Le Canzoni Giuste – Benito: identikit per riconoscere i nostalgici
Ti sei mai accorto di questo preciso Pattern quando conosci qualcuno?
Prima è una battuta su Greta Thunberg. Poi è un “esagerano con sto politically correct”. Poi è un video controverso di Cruciani condiviso “per ridere”. Leggi post con affermazioni del tipo “Vannacci dice cose sensate”. E alla fine eccoti lì, al bar, mentre ti stai sorbendo lo spiegone, condotto con la naturalezza di chi ordina un caffè macchiato, che il problema dell’Italia sono “loro”. E tu ti chiedi: ma come ci sono finito in questa situazione?
Il mio animo innato da shock jock mi ha sempre portato a fare il cretino e seguire questo copione, ma solo per attirare l’attenzione e affrontare alcuni temi caldi. Ma c’è una differenza abissale tra chi lo fa per provocare una reazione e chi ci crede davvero. Tra chi usa l’ironia come arma critica e chi la usa come scudo per dire quello che pensa sul serio. Le Canzoni Giuste, band pescarese, con il loro nuovo singolo, Benito hanno catturato esattamente questi momenti.
Quella discesa graduale dal “sto scherzando” al “lo penso davvero”. E lo hanno fatto con un brano mascherato da canzone pop, che usa i meme e la cultura internet per raccontare una deriva generazionale dei giorni nostri.
Chi cazzo sono Le Canzoni Giuste?
Domanda lecita.
Sono cinque tipi: Iacopo Ligorio, Luca Degli Innocenti, Bruno Contin, Marco Imperatore e Samuele Spadoni. Cinque nomi che probabilmente non vi dicono niente, ma che potrebbero catturare la vostra attenzione.
Dal 2018 fanno quello che loro chiamano “mischiare parole serie e suoni strani”. Niente che abbia a che fare con i soliti cantautori che si struggono nei loro brani con la chitarra acustica e lo sguardo perso nel vuoto.
Questa è gente che nel 2019 pubblica Per l’amor del cielo e va in tour a piedi. A piedi, capito?
Nel 2021 escono con Felici e Contenti e cosa fanno per promuoverlo? Un gioco da tavolo.
Hanno anche partecipato a Area Sanremo, Premio Bertoli, Arezzo Wave e finiscono pure in un talent su La5 che si chiamava iBAND.
Aprono concerti ai Finley e ai Patagarri.
Il loro ultimo album, Deficienza Artificiale, è uscito nel 2024, e già dal titolo capisci che questi non hanno paura di prendersi per il culo da soli prima che lo facciano gli altri.
Cosa ci racconta Benito
Oggi tornano con Benito, il secondo singolo che fa da anticipazione al loro prossimo album Sotto la panca.
Tutto inizia proprio come piace a me. Il famoso discorso di Giorgia Meloni “IO SONO GIORGIA” storpiato in pieno stile Youtube Poop, ha subito attirato la mia attenzione.
Poi si mettono a descrivere quel tuo amico con cui hai un’amicizia poco impegnativa, che vi vedete quando capita, nonostante avevate un bellissimo rapporto in passato. Oggi esce con un’altra comitiva che non è esattamente allineata con i tuoi valori.
Ma forse è ancora il solito inside joke di due persone che continuano a scherzare sopra le righe, come facevano al liceo.
Il ritornello diventa un identikit dove mi è venuto naturale mettere il check su me stesso:
Lui ascolta la zanzara ✔
Lui tifa Lazio 𐄂
Odia Lundini e sopratutto Fabio Fazio 𐄂
Lui troppo spesso alza in alto la mano 𐄂
Lui pensa tutto il giorno all’impero romano 𐄂
E penso di continuare a fare questo identikit sulle mie nuove conoscenze. Ma se ci sono più di due check, forse non si sta più scherzando come al liceo e il nostro personalissimo Benito ci crede davvero.
Poi il tutto prosegue con altri punti imbarazzanti su come riconoscere nello specifico il vostro Benito, un leggero accenno di sensi di colpa da parte “nostra”, di chi ha lasciato che tutto questo rimanesse uno scherzo senza perdere il lume della ragione e i capisaldi di un mondo democratico e civile perché se ci sono tante persone così è anche colpa nostra, che abbiamo lasciato correre e ci siamo girati dall’altra parte senza far niente per questa situazione.
Per poi tornare nuovamente all’inizio da Giorgia e chiudere con la rabbia di Enzo Iacchetti durante Cartabianca (uno dei meme che segneranno questo 2025 per sempre).
Come suona Benito?
È una canzone punk-rock, totalmente diversa dal precedente singolo Sushi 3000. Ho apprezzato particolarmente il voler lasciare spazio al basso, che è protagonista insieme ai synth, mentre la chitarra si fa sentire solamente dov’è necessario nei versi e poi si scatena nel ritornello. I cori sono pensati per rievocare il senso di folla e messi strategicamente per enfatizzare i concetti espressi e non solo per dare pomposità al tutto.
In conclusione
Il brano ti lascia con una domanda: quanti Benito conosci? E soprattutto: puoi fare qualcosa per farli rinsavire o puoi solo prenderli per il culo con questo pezzo?
Personalmente ho trovato questo primo approccio con Le Canzoni Giuste abbastanza soddisfacente, il brano è provocatorio e raccoglie diversi elementi della cultura pop e di meme che sono stati i padroni dei social nell’ultimo anno, cosa che apprezzo molto. Avrebbero potuto osare di più se il loro intento era quello di essere irriverenti, ma di certo è un buon risultato.
Perché alla fine, in un’Italia piena di Benito che ci ripetono “non sono razzisti, ma…”, servono band come Le Canzoni Giuste che hanno il coraggio di chiamare le cose col loro nome e sfruttare in modo intelligente la musica di controcultura.
Benito è solo l’antipasto di Sotto la panca che arriverà a marzo 2026, e se questo è il livello, allora forse c’è ancora speranza per la musica italiana che non si accontenta di cantare l’amore perduto ma ha le palle di parlare del paese perduto.
Anche se Benito non sarà d’accordo e starà già commentando da qualche parte con la solita frase “La musica italiana di oggi fa schifo e che ai suoi tempi…”
Se volete vedere se dal vivo, la band sarà in tour con le tappe principali a Roma, Torino e Milano. Tutti i dettagli sul loro Instagram o TikTok ai link in Bio.
Andate, se non altro per vedere quanti Benito ci saranno in sala.
Se tutto questo non ti basta, puoi leggere:
→ LAGUNA BOLLENTE – FANTASBOCCO: l’album che non c’era su Spotify
Quando ho scritto questo articolo, i Laguna Bollente non erano ancora arrivati su Spotify ma pare che ce l’abbiano fatta, e questo è quello che avevo scoperto scavando su bandcamp.
→ Tony Pitony – Tony Pitony: L’artistia più chiacchierato del momento
Sono finalmente uscite le versioni acustiche di alcune canzoni presenti in questo album e alcune sono decisamente migliori in questa nuova forma. Ma comunque puoi sempre approfondire qualche chicca sul performer più famoso del 2025
Per altri ascolti che mettono in discussione il concetto stesso di buon gusto, dai un’occhiata alla sezione musica.
Al prossimo disco.
Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.
