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Biblioteca

Lorenzo Marone ci racconta il suo “bosco di là”

By Alessandra D'Agostino
18 Ottobre 2021 3 Min Read
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“Esiste nel mondo un altro tempo, diverso da quello che tutti conoscono; è il tempo delle scelte e del fare, e spinge l’uomo a prendere nuove strade, porta in dote la responsabilità, diversi orizzonti, altri valori”

 

Matteuccia Siniscalchi custodisce un segreto nel cuore, mentre sul corpo ormai vecchio e stanco ha cucite le cattiverie delle persone, perché “nei guai la gente ti tende la mano solo per farsi raccontare i particolari”. Ha passato gli anni della sua giovinezza a fare la guerra, insieme a sua madre Angelina e all’amata amica Gentile, la figlia del medico del paese. All’età di 17 anni ha iniziato a essere partigiana: era staffetta, portava agli uomini nel bosco viveri, medicinali, armi, comunicazioni, ma non si era mai sentita guerriera e vedeva le cose a modo suo.

Alla fine del conflitto non ha più trovato la voce, si è ritirata dal mondo degli uomini, preferendo andar dietro l’invisibile. Sin da bambina ha imparato a conversare con il vento e il temporale e nei momenti di stanchezza torna a rifugiarsi sotto la grande quercia, nel bosco di là, come lo chiamano quelli del paese, che la considerano una comunista, una femminista, una matta, perché ormai in pochi si ricordano del passato che si porta dietro.

È questa la storia narrata nel racconto-novella “Il bosco di là” di Lorenzo Marone pubblicato da Aboca Edizioni, casa editrice di grande impegno per i temi dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile e che arricchisce la collana “Il bosco degli scrittori”.

Una favola dolceamara in cui natura e storia sono protagoniste, in un gioco di flashback che congiunge il presente col passato, le radici con le radici, nel senso letterale e metaforico del termine.

Matteuccia va oltre le cattiverie della gente, perché è facile giudicare quando non si conosce, è semplice dare giudizi quando non si guarda nella profondità del cuore. Matteuccia sa che “a parlare e a puntare il dito è sempre chi non ha sofferto abbastanza” perché, proprio come scrisse Carlo Cassola ne “La ragazza di Bube”: “È cattiva la gente che non ha provato il dolore perché quando si prova il dolore non si può più voler male a nessuno”.

A Matteuccia la vita ha chiesto “un atto dirompente per farsi scintilla” e lei non si è tirata indietro, ha combattuto, ha rischiato, ha perso, ha pagato con una vita che non le è stata tolta ma di cui l’hanno comunque privata. E così ha preferito rifugiarsi nella natura, ascoltare il silenzio del vento, il profumo della pioggia, il calore dell’abbraccio di un albero perché proprio agli alberi “Matteuccia raccontava le difficoltà del vivere senza amore”.

Una storia forte, commovente, vera, poetica e cruda al tempo stesso. Una prosa che incanta, che, grazie alle sue descrizioni, porta il lettore nel tempo della vita della protagonista e ne traccia il percorso.

Buona lettura ai sognatori che non si arrendono nonostante la sofferenza e il dolore. Buona lettura a chi combatte per i propri ideali e per un bene più grande. E infine buona lettura a chi ama e continuerà a farlo in silenzio perché noi “esistiamo pienamente solo per e in qualcuno”.

 

ALESSANDRA D’AGOSTINO

 

Letto: 6
Alessandra D'Agostino

Sono una prof di Lettere appassionata e sorridente! Amo insegnare, leggere e scrivere recensioni, racconti e poesie che, spesso, hanno ricevuto pubblicazioni e premi letterari nazionali. Il mio motto è: "Se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre"... La vita mi ha insegnato che Giordano Bruno non si sbagliava!

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Alessandra D'Agostino

Sono una prof di Lettere appassionata e sorridente! Amo insegnare, leggere e scrivere recensioni, racconti e poesie che, spesso, hanno ricevuto pubblicazioni e premi letterari nazionali. Il mio motto è: "Se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre"... La vita mi ha insegnato che Giordano Bruno non si sbagliava!

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