“Inchiostro” di Lino Guanciale

“Questo vorrebbe, che non cambiasse niente. Che niente, anzi, fosse già cambiato”

 

Bevendo il suo gin tonic durante una serata qualunque, Rosaura nota qualcosa di strano: il suo tatuaggio preferito, la frase La vida es sueño, disegnato sul suo fianco, si è spostato sul polso. Si stropiccia gli occhi immaginando si tratti di uno scherzo dell’alcol o della stanchezza… “Ci penserò domani”, si dice, mentre porta, un’ultima volta, il bicchiere alle labbra e poi torna a casa. La mattina dopo, però, guardandosi allo specchio, si rende conto che i suoi quattordici tatuaggi non si trovano più nella loro posizione, ma sono disposti a caso sul suo corpo. Trovarli tutti nel posto sbagliato fa precipitare Rosaura “in una vertigine di incertezza ingovernabile, inconcepibile, intollerabile e inaccettabile”. Il suo corpo, ad un tratto, diventa uno sconosciuto e il mondo di dentro e quello di fuori si sgretolano senza rimedio.

Questo, per lei, è l’inizio di un viaggio onirico che la porterà ad attraversare la città, fino al mare. E saranno proprio i suoi tatuaggi a guidarla, soprattutto La grande onda di Hokusai, disegnandosi sui muri, spostandosi e formando un’enigmatica mappa che la porterà a incontrare un fotografo stralunato, un anziano artigiano, una nonna e il suo nipotino. Personaggi bizzarri ma familiari; il fotografo, ad esempio, “somiglia così tanto a suo padre. E le probabilità che di suo padre si tratti sono nulle, dal momento che è morto tre anni prima”. Più si muove avanti nello spazio, più a Rosaura sembra di tornare indietro nel tempo e le diventa sempre più chiaro “che una mano stia muovendo i fili della storia. Ma non avverte più il dolore di chi sente di essere in balia delle onde”.

Piano piano, la giovane protagonista di questo viaggio si riconcilia con sé stessa, si accarezza un ventre che le dona una sensazione di pace e comprende, pienamente, il significato del tatuaggio a cui è più legata, perché davvero la vida es sueño, un sogno grande, importante, unico, irripetibile.

È questa la trama di “Inchiostro”, edito dalla casa editrice Round Robin, e romanzo d’esordio di Lino Guanciale, uno dei più talentuosi attori della sua generazione, protagonista di molti film e serie di successo. Il libro è impreziosito dai disegni realizzati della bravissima illustratrice romana Daniela Volpari.

Una piccola storia toccante che ci fa riflettere sulla realtà, un mondo in cui, spesso, cerchiamo di restare attaccati alle cose tangibili, controllabili, concrete. A volte, però, inaspettatamente, accade l’imprevedibile che cambia e scombina i nostri piani. Non ci riconosciamo più davanti a uno specchio che ci rimanda un’immagine sconosciuta di noi, quasi estranea, tutta da scoprire. E allora la reazione potrebbe essere la paura, il desiderio di voler tornare indietro, come se nulla fosse mai successo, oppure si potrebbe prendere esempio dalla protagonista che “ha deciso di reagire all’assurdità con l’atteggiamento di chi, nella tempesta, rimane in piedi per vedere come andrà a finire”.

Rosaura è una moderna Alice nel Paese delle Meraviglie che viaggia alla ricerca di sé stessa, un itinerario incantevole dentro una natura che la porta a raggiungere il mare. Il suo è un sogno evolutivo, una preparazione al cambiamento.

“Inchiostro” è un inno alla vita, poetico, incantevole e struggente; è un cammino alla scoperta dei sentimenti dell’essere umano e un’occasione per riflettere sul vero senso di ogni cosa.

Una scrittura fluida, scorrevole, sensibile. Una storia che ci riporta al mondo con passi brevi perché questo è l’unico modo per limitare il dolore… “ognuno combatte la tristezza a modo suo”.

Buona lettura a chi ha paura di cambiare e reagisce con il silenzio, “lo stesso silenzio dei sogni”. Buona lettura a chi comprende che il vero dolore è non volersi arrendere ai cambiamenti, non volerli accogliere. E infine buona lettura a chi si affida, rischia e sogna perché sa che “anche le cose più strane possono essere vere”.

 

ALESSANDRA D’AGOSTINO

 

 

Sono una prof di Lettere appassionata e sorridente! Amo insegnare, leggere e scrivere recensioni, racconti e poesie che, spesso, hanno ricevuto pubblicazioni e premi letterari nazionali. Il mio motto è: "Se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre"... La vita mi ha insegnato che Giordano Bruno non si sbagliava!

3 commenti

  1. Carissima Alessandra grazie per questa spiegazione ne avevo proprio bisogno ….ho letto Inchiostro …ma non lo avevo capito bene ….grazie di cuore per avermi spiegato con chiarezza ….le auguro una dolcissima giornata e è un grandissimo abbraccio affettuoso con tutto il cuore….💞♥️💝💖❤

    • Grazie a lei, di cuore, per questo commento. Mi fa davvero molto piacere. Ricambio l’abbraccio e la ringrazio ancora ❤

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