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Biblioteca

Daniel Speck ci mostra l’amore vero che sa andare lontano

By Alessandra D'Agostino
25 Settembre 2021 3 Min Read
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“Ci aggrappiamo ai ricordi come se potessimo fermare il tempo. Alla fine non ci resta nulla, a parte la fede in un amore che pervade tutto e che è in grado di sopportare tutto, anche quando sembra insopportabile”

 

Milano, 2014. Julia, brillante stilista tedesca, sta per affrontare la sfilata che potrebbe coronare i suoi sogni, ma, proprio mentre guarda al futuro, il passato torna a cercarla nei panni di Vincent, uno sconosciuto che sostiene di essere suo nonno, padre di quel padre che lei ha sempre creduto morto.

Milano, 1954. Vincent, promettente ingegnere tedesco, arriva da Monaco con il compito di testare una piccola automobile italiana. È così che conosce e si innamora di Giulietta, una ragazza piena di vita e di sogni, frenata, però, dalla sua famiglia, emigrata dalla Sicilia, e da una promessa che già la lega a un altro uomo. È proprio lei che si ritroverà a scegliere tra amore e dovere, libertà e tradizione, e questa scelta segnerà il destino di tutte le generazioni a venire, fino a Julia.

È questa la storia narrata da Daniel Speck nel suo libro “Volevamo andare lontano”, un romanzo straordinario che scorre velocemente tra passato e presente, tra Italia e Germania, tra grandi amori e questioni di famiglia, tra progresso, immigrazione e battaglie interiori tra ciò che desideriamo e ciò che, invece, deve essere.

L’autore ci fa conoscere tantissimi personaggi: Giulietta, una ragazza che ha avuto sogni immensi e un amore speciale, che si sono entrambi infranti contro i limiti di un’epoca; Vincent che si è lasciato ingarbugliare in una storia di famiglia che lo ha obbligato a farsi da parte nel momento più sbagliato; Enzo uomo tutto d’un pezzo, pieno di valori e innamorato della donna che gli era stata promessa; Giovanni sempre in bilico fra le radici e la voglia di riscatto in Germania e, infine, Vincenzo che è la grande scoperta del romanzo. Tutto, però, parte da Julia, da questa donna di 36 anni che improvvisamente si trova a dover fare i conti con una vita che non si aspetta, col passato di nonni perduti e ritrovati.

Un libro sulle bugie e sulle seconde opportunità, sull’amore e sugli errori, un’epopea familiare che porta il lettore a muoversi nello spazio e nel tempo: dal boom economico, alla crisi, dalle manifestazioni studentesche, al terrorismo. Ma una storia ricca, soprattutto, d’amore perché Vincent e Giulietta non riescono mai a separarsi davvero, nonostante le famiglie, il tempo e lo spazio e questo perché “il loro amore era come una valigia che avevano dimenticato al binario e che, tornati dal viaggio, avevano ritrovato nello stesso posto”.

Perché sì, si può amare così, si può amare nel silenzio, si può amare nei pensieri che si spera che l’altro possa sentire e si può amare nelle scelte che vanno prese per forza perché non si riesce a vedere un’altra strada.

Buona lettura a chi sa che “quello che rimane è il dolore che nessuno ci potrà togliere. Quello che rimane è tutto quello che non è stato detto. Quello che rimane è una ferita aperta”. Buona lettura a chi mette da parte sé stesso pensando di fare il bene di tutti. E infine buona lettura a chi ha paura di ciò che non conosce, facendolo diventare, così, il suo rimpianto più grande.

 

ALESSANDRA D’AGOSTINO

 

Letto: 6
Alessandra D'Agostino

Sono una prof di Lettere appassionata e sorridente! Amo insegnare, leggere e scrivere recensioni, racconti e poesie che, spesso, hanno ricevuto pubblicazioni e premi letterari nazionali. Il mio motto è: "Se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre"... La vita mi ha insegnato che Giordano Bruno non si sbagliava!

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Alessandra D'Agostino

Sono una prof di Lettere appassionata e sorridente! Amo insegnare, leggere e scrivere recensioni, racconti e poesie che, spesso, hanno ricevuto pubblicazioni e premi letterari nazionali. Il mio motto è: "Se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre"... La vita mi ha insegnato che Giordano Bruno non si sbagliava!

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