Skip to content
manifestblog

contenitore di libere scritture

manifestblog

contenitore di libere scritture

  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
  • Chi siamo
  • Blog
    • Agendina
    • Approfondimenti
    • Biblioteca
    • Commento
    • Manifestino
    • Mediateca
    • Musica
    • Pensierini
    • Pinacoteca
    • Poesia
    • Racconti
    • Sport
    • Teatro
    • Territorio
    • Vis-à-Vis
  • Attività
    • Manifestiamoci
    • DeScrivo
Close

Search

  • https://www.facebook.com/
  • https://twitter.com/
  • https://t.me/
  • https://www.instagram.com/
  • https://youtube.com/
Subscribe
Musica

L’emo è morto? Forse è il momento di ascoltare hey, nothing

By Aleister Rush
29 Aprile 2025 4 Min Read
0

Un pesantissimo venerdì pomeriggio quello della settimana scorsa: nessun messaggio, nessuna chiamata. Le ore scorrevano lente, e dopo il lavoro le sentivo particolarmente vuote. Mi chiedevo cosa avrei potuto fare per ingannare il tempo. Così, vado al PC, metto le mie amatissime e preziose cuffie e, mentre aspetto l’ora di cena, mi imbatto in un singolo con un suono che mi riporta indietro di anni. Un tuffo in un’epoca che avevo quasi dimenticato.

Li ricordate gli emo, no?  

Lunghe frange nere piastrate che coprivano metà del volto, jeans attillati, eyeliner marcato e un costante senso di struggimento adolescenziale. Sì, loro. Quelli che erano in fissa con i My Chemical Romance. Quelli che, nel 2007, hanno fatto vincere ai Tokio Hotel il primo (e unico) premio Digital del Festivalbar.

Poi, improvvisamente, molti di loro sono spariti. Ormai sembrano una specie così rara che anche il genere – soprattutto nel panorama italiano – pare essersi estinto. E con lui, quel look stravagante che caratterizzava l’archetipo emo.

E se vi dicessi che oggi, nel 2025, oltreoceano la scena è ancora viva?  

Per dare vita a un progetto emo, a volte, bastano due amici, due chitarre e i problemi di adolescenti o neo ventenni. Ad Atlanta, Georgia, un duo si è fatto notare: si chiamano hey, nothing.

Non hanno frangettoni, non hanno eyeliner, né trucco. Non hanno nulla che possa ricondurli all’immagine che abbiamo stampata in testa degli emo. Sono due semplicissimi ragazzi: magliette o felpe e un jeans normalissimo. La loro musica, invece?  

Be’, facciamo un tuffo e vediamo cosa ci stiamo perdendo.

Il singolo che mi ha portato ad approfondire il duo è stato Waiting Room. Per un attimo mi sono sentito di nuovo quel ragazzino, l’unico che aveva deciso, a undici anni, di farsi crescere i capelli. L’unico, tra i miei compagni di classe, che iniziava a nutrire qualcosa in più per la musica, che muoveva i primi passi in una scena alternativa… e ne sentiva un richiamo fortissimo. Con questo pezzo, ho risentito quelle stesse sensazioni.

Poi ho scoperto Maine, il loro EP dell’anno scorso che mi ha letteralmente stregato.

L’EP si propone come la raccolta dello spaccato di vita e delle esperienze personali di Tyler e Harlow. Quando hanno pubblicato su Instagram la data di uscita di Maine , scrivendo: “L’anno scorso, tra fine luglio e inizio agosto, siamo andati in viaggio nel Maine per rilassarci e meditare su ciò che stava accadendo nelle nostre vite. Non avevamo mai programmato di scrivere nessuna di queste canzoni, ma appena siamo arrivati, sono sgorgate fuori. Queste sono le canzoni più vulnerabili che abbiamo scritto finora e sapevamo di voler aspettare di essere sicuri che le persone giuste le avrebbero ascoltate prima di pubblicarle”. Tenendo presente questa vulnerabilità, ha senso il motivo per cui Maine è il nome di questo EP.

hey, nothing maine cover disco
hey, nothing maine cover disco

THE SINK è il primo brano in scaletta, ed è stato anticipato per la prima volta su TikTok, catturando subito l’attenzione della community Midwest Emo e Indie Rock. Parla delle difficoltà nello stare accanto a una persona con una patologia psichiatrica: nonostante i farmaci, rimane intrappolata in un contesto tossico, senza reali miglioramenti, continuando a farsi terra bruciata intorno e a sabotarsi. Il pezzo si regge su una base di percussioni minimal ma efficaci, che lasciano spazio alle chitarre e ai cori, capaci di esaltarsi a vicenda, specialmente nello stacco del litigio verso i tre quarti della traccia.

TIMELINE è il brano più malinconico dell’EP. Sono sicuro che ognuno di voi ha avuto quella persona speciale nel cuore, che sapevate quanto valesse, ma che avete incontrato nel momento sbagliato e questo vi ha portati a un epilogo doloroso. Quante volte non siete riusciti a trovare le parole giuste? Quante volte avete ripensato a quelle conversazioni sotto la doccia, immaginando un finale diverso? Timeline è una fotografia di quei momenti, e se ascoltata con attenzione, arriva dritta all’anima.

PIECE OF YOU, a mio parere, è il brano più debole a livello di testo tra i quattro, ma resta comunque interessante. Il sound sporco, il fruscio delle registrazioni e le imperfezioni nella voce evocano la loro cameretta: registrare con le note vocali del cellulare diventa, paradossalmente, una scelta vincente — almeno per quanto riguarda la melodia.

MAINE, la title track, chiude questo brevissimo viaggio. È un brano che racconta non solo il loro viaggio nel Maine, ma anche un percorso riflessivo. Ci ricorda che possiamo sentirci a casa anche in luoghi sconosciuti e che, dopotutto, viaggiare e scoprire posti nuovi può far emergere parti molto intime di noi, inaspettatamente.

In conclusione, Maine degli hey, nothing è un crescendo continuo: fresco, intimo e dolce. La fragilità e la penna dei due ragazzi sono più che tangibili, e riescono ad arrivare a chiunque. Ma se pensate che siano due ragazzi tristi, vi sbagliate di grosso: nel live registrato e postato su Audiotree si vede chiaramente che, nonostante i testi mesti, si divertono e si lasciano trasportare dalla musica in modo genuino. Durante la prossima pausa caffè sfruttate questi 17 minuti e 14 secondi e lasciatevi sorprendere da un genere che forse avete lasciato vent’anni fa e sentitevi di nuovo giovani insieme a loro. Io intanto continuo a dare la caccia a nuovi dischi da raccontarvi.

Tyler e Harlow, amici e membri degli hey, nothing
Tyler e Harlow, amici e membri degli hey, nothing

Se cercate nuovi ascolti, avete tanto da recuperare qui!

Al prossimo disco.

Letto: 88
Aleister Rush

Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.

  • Aleister Rush
    Cristiano Sbolci – FUORIMODA: Il disco che è un film degli anni ’70
  • Aleister Rush
    LENORE – Per non aver commesso il fatto: mettersi sotto processo
  • Aleister Rush
    Le Canzoni Giuste – Sotto la panca: Nonsense deviato dagli anni 90
  • Aleister Rush
    Elena Romano e JilHara – Sexting: tre minuti in una stanza al buio
  • Aleister Rush
    Giovanni Ti Amo – COYOTE!: l’equazione dell’amore non torna mai
  • Aleister Rush
    Satantango – Satantango: La pellicola nel tuo giradischi
  • Aleister Rush
    Nico Arezzo – Non c’è fretta: è importante rallentare
  • Aleister Rush
    WOW – Amore: Baci Perugina per voi, un disco per me
  • Aleister Rush
    HACHIKO – HYPERTROIA: 10 tracce per rompere ogni tabù
  • Aleister Rush
    SPEAKEASY – NATI INCIAMPATI è la parola d’ordine
  • Aleister Rush
    Odd Socks – We Are Not Old Socks: i calzini spaiati nel 2026
  • Aleister Rush
    Psicotino x Jadecore – Destroy the Server: spezzare il loop
  • Aleister Rush
    Le Canzoni Giuste e Domenico Bini contro gli spoiler
  • Aleister Rush
    I Putan Club aboliscono il palco per possederti
  • Aleister Rush
    Le Canzoni Giuste – Benito: identikit per riconoscere i nostalgici
  • Aleister Rush
    Mexico86 – Fuori tema: Un album impossibile da ignorare
  • Aleister Rush
    Non Volevo Essere Trovato: I Tonno si Sciolgono e Rinascono
  • Aleister Rush
    Si! Boom! Voilà! – Pinocchio: imperfezione e bellezza
  • Aleister Rush
    Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile
  • Aleister Rush
    Inchiuvatu – Addisìu: Il Black Metal che Rende Halloween Ridicolo
  • Aleister Rush
    The Zen Circus – Il Male: il disco spiegato in 4 passaggi
  • Aleister Rush
    Ho ascoltato MOBRICI alle 3 del mattino dopo una serata di merda
  • Aleister Rush
    Elephant Brain – Almeno per ora: Il Limbo Dorato
  • Aleister Rush
    CALMI – Una comune esperienza umana: da dolore a musica
  • Aleister Rush
    HACHIKO – SESSO GAY: davvero una nuova era?
  • Aleister Rush
    Dissidio – Magari Ci Sarà Un Futuro Migliore
  • Aleister Rush
    Color Fest XIII – La nostra ultima giornata
  • Aleister Rush
    Color Fest XIII – Il nostro secondo giorno
  • Aleister Rush
    Color Fest XIII – Il nostro primo giorno
  • Aleister Rush
    GIALLORENZO – Inni e Canti: la guerra che ci portiamo dentro
  • Aleister Rush
    Nico Arezzo – Non c’è mare: l’unica cosa che manca a Bologna
  • Aleister Rush
    Elephant Brain – Canzoni da odiare: il disco della pandemia
  • Aleister Rush
    I Cani – Post Mortem: Il disco che nessuno ha capito
  • Aleister Rush
    Pippo Sowlo – Ok Computer Però Trap: riscoprire l’EP immortale
  • Aleister Rush
    Kapote – Italomania Vol. 3: il groove italiano secondo Toy Tonics
  • Aleister Rush
    Post Nebbia – Canale Paesaggi: il rumore delle vite connesse
  • Aleister Rush
    Surf Cassette – io per lei: la recensione
  • Aleister Rush
    Laguna Bollente – FANTA SBOCCO: quando Spotify non basta
  • Aleister Rush
    HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice
  • Aleister Rush
    Valentino Vivace – Discoteca Vivace: La Discoteca Fuori dal Tempo!
  • Aleister Rush
    Nobraino Animali da Palcoscenico: l’ultimo uomo a cavallo ero io
  • Aleister Rush
    Saya Gray – Saya: tra strumenti, sentimenti e l’amore complicato
  • Aleister Rush
    Nimby – Barbarie: Sintesi vuota di una Giornata

Tags:

hey nothingmaineMidwest emomusica
Author

Aleister Rush

Ero un metallaro, oggi mi ha mangiato il mondo alternative. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità che scuotino, con un piede nel caos e l’altro nei suoni underground, in una costante commistione di voci distorte e percussioni che imitano il battito del mio cuore. Ah, ovviamente, non prendermi troppo sul serio. Sono un idiota tanto quanto te.

Follow Me
Other Articles
Previous

“A molti giorni da ieri” di Elena Mearini

Next

Ennesimo 1° Maggio senza rispetto per i lavoratori

No Comment! Be the first one.

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Facebook
  • Instagram
  • YouTube

Most Viewed Posts

  • HACHIKO – memorie di una troia: volgarità d’autrice (Aleister Rush) (21.673)
  • Guida rapida per diventare un intellettuale del lametino. 10 semplici mosse (Salvatore Giuseppe Di Spena) (2.172)
  • Tony Pitony – Tony Pitony: Come inciampare con stile (Aleister Rush) (1.780)
  • Ghiannis Ritsos. La poesia contro la dittatura. (Francesco M.) (1.358)
  • La Casa dove gli incubi si realizzano, Shirley Jackson e “L’incubo di Hill House” (Emanuela Stella) (1.351)
  • Nuova Bella, 230 metri sul livello del mare | Storie di Provincia (Salvatore Giuseppe Di Spena) (1.214)
  • “Caro Professore Ordine, quando ci facevi lezione tu…” lettera da un giovane vecchio studente (Domenico Benedetto D'Agostino) (1.088)
  • Sul teatro e sull’arte. La funzione catartica dell’arte e quella alienante dei moderni mezzi espressivi (Davide De Grazia) (983)
  • La “sans par”, la donna più bella del Rinascimento: Simonetta Vespucci (Emanuela Stella) (971)
  • Il quartiere Bella in un racconto dell’Ottocento (Salvatore Giuseppe Di Spena) (931)
Copyright 2026 — manifestblog. All rights reserved. Blogsy WordPress Theme