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L’amuri sapientemente raccontato da Catena Fiorello Galeano

By Alessandra D'Agostino
13 Agosto 2021 4 Min Read
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“Chissà se da qualche parte si sono ritrovati. In verità non si erano mai persi”

 

Isabella ha trentacinque anni, un matrimonio in crisi con Giulio, e troppe cose non dette, troppi silenzi legati all’infanzia che, ora, urlano. Perciò decide di prendersi una pausa di riflessione e di ritornare nel luogo in cui è stata davvero serena per l’ultima volta: Arcudi, l’isola dei suoi nonni, di sua madre e di lei e sua sorella bambine. Un giorno, proprio lì, tutto è cambiato per sempre. Isabella, dopo venticinque anni, vuole dare delle risposte a quelle domande, vuole provare a sciogliere dei nodi, a capire il passato per comprendere il presente, per andare avanti, per cambiare, per ricostruire.

Sull’isola verrà accolta da Santa e Giuseppe e alloggerà nella loro pensioncina; incontrerà Daniel, un chitarrista filosofo con l’ambizione della scrittura che la aiuterà a capire cosa le manca davvero e stringerà amicizia con Sveva, una donna a cui la vita ha tolto troppo senza risparmiarle nulla.

Isabella, grazie ai racconti di Teresa, una donna che conosce bene la sua storia, scoprirà verità che fanno male ma che sono necessarie. E proprio in questo miscuglio di emozioni, la protagonista compirà il viaggio più bello, quello dentro sé stessa, e scoprirà che l’amuri, l’amuri vero, anche quando è perduto può fare ancora del bene.

È questa la storia raccontata da Catena Fiorello Galeano nel suo ultimo romanzo “Amuri”, edito da Giunti.

Un libro pieno di vita, di sofferenza, di scelte che fanno male, di mutamenti necessari perché “non esiste un’età giusta per i cambiamenti. C’è solo il momento giusto, che coincide con la volontà di affrontare il futuro con coraggio”.

Isabella è una donna forte, una donna che decide di dare una svolta alla sua vita tiepida e al suo matrimonio perfetto in apparenza. Nulla, però, è indolore, tutto ha un prezzo. Costa caro conoscere la verità, scavare nel passato, ammettere a sé stessi che qualcosa è finito, che non ci sono margini per ricostruire, perché l’amore è altro, e “ci sono amori capaci di umiliare il tempo. Non è necessario stare insieme per amare qualcuno”.

A dare un senso alle sue ricerche è Saro, un uomo che ha amato tantissimo, ma che non ha potuto vivere il suo amore. Un uomo che, comunque, non teme di affermare che anche se non ha potuto avere accanto Franca nel modo in cui sperava, ringrazia Dio per averla conosciuta… “Chi ha provato l’amore vero sa di cosa parlo”.

Già, l’amore vero… il filo conduttore di tutto il romanzo, “l’amuri pericoloso come il fuoco, benefico come l’acqua, necessario come il pane. Con una forza tale da sopravvivere a tutte le avversità del tempo” perché “il cuore non conosce ostacoli” e la distanza è solo nella testa, il cuore segue strade che nessuno conosce.

E allora è “amuri” quello di Isabella che sa che “non si può incastrare tutto in modo perfetto. Eppure, non bisogna aver paura di fare delle scelte. È la paura di un salto nel vuoto, accompagnata dalla nostalgia per ciò che stiamo lasciando, a impedirci di cambiare rotta”.

È “amuri” quello di Daniel che sa aspettare perché spesso le cose non accadono quando noi vogliamo, ma quando è giusto che succedano. E lui sa che la verità è una sola, e cioè che sente il suo cuore battere con una forza violenta ogni volta che guarda Isabella, sa bene che si tratta di una storia difficile, ma è accaduto, sono bastati pochi giorni, questa magia non sa spiegarsela nemmeno lui.

È “amuri” quello di Saro che prova ad andare avanti ma non dimentica perché sa che “senza amore non siamo niente. È una fiamma che arde e si trasforma di continuo, capace di farci rinascere anche quando siamo convinti di non meritare un futuro migliore”.

Ed è “amuri” quello di Sveva che si era “rotta” e “per chi si è rotto per forza di cose, rotto per la scaltrezza del male, capace di infilarsi fin dentro le ossa, la morte non è altro che l’ultimo scoglio da superare”.

Un romanzo che fa riflettere sui sentimenti, sulla famiglia, sull’amicizia, sul valore del tempo e anche sulla fede che spesso arriva come una grazia, un conforto, un sollievo. Un libro che insegna che “ogni previsione esiste per essere capovolta” e che spesso si può solo immaginare perché “nessuno può capire fino in fondo il dolore di un altro”.

Buona lettura a chi sa che “nulla è impossibile quando c’è di mezzo l’amore”. Buona lettura a chi crede che “ogni cosa si metta al suo posto, col tempo”, non bisogna abbattersi perché la verità ci viene incontro. E infine buona lettura a chi è stato ferito ma crede ancora nell’amore, l’unica forza in grado di muovere il mondo.

 

ALESSANDRA D’AGOSTINO

Letto: 16
Alessandra D'Agostino

Sono una prof di Lettere appassionata e sorridente! Amo insegnare, leggere e scrivere recensioni, racconti e poesie che, spesso, hanno ricevuto pubblicazioni e premi letterari nazionali. Il mio motto è: "Se la fatica è tanta, il premio non sarà mediocre"... La vita mi ha insegnato che Giordano Bruno non si sbagliava!

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